La Cgil in difesa dei riders accusa il governo Meloni di voler aumentare le disuguaglianze

La Cgil in difesa dei riders accusa il governo Meloni di voler aumentare le disuguaglianze

Lo scorso dicembre la legge europea a tutela dei Riders è stata bloccata dal voto sfavorevole di un blocco di paesi tra i quali la Francia, l’Italia e l’Ungheria di Orban. La direttiva, sostenuta dalla precedente Presidenza spagnola, sull’onda delle virtuose politiche della ministra del lavoro Yolanda Diaz, riconosceva finalmente tutele e diritti ai lavoratori sfruttati dalle piattaforme. Il provvedimento prevedeva la subordinazione in presenza di indici di mancanza di autonomia, a lavoratori costretti a girare in bicicletta, a ritmi serrati, comandati dagli algoritmi e pagati a cottimo con poche manciate di Euro. Ma l’Italia di Giorgia Meloni si è opposta al riconoscimento di diritti minimi, che non sono graditi ai grandi colossi economici, che fondano profitti di milioni e milioni di euro proprio sullo sfruttamento, sull’abbattimento dei costi del lavoro, sulla detassazione favorita dal neoliberismo e sulla concorrenza sleale alle piccole e medie imprese e agli esercenti locali, ormai strozzati dalle logiche di un mercato drogato. Ora c’è solo un mese di tempo, prima che il Parlamento europeo scada, per tentare un’intesa.

La posizione italiana non è’ altro che un’ulteriore conferma dell’identità del Governo Meloni, incapace di tassare gli extra profitti e pronta invece ad ostacolare il percorso di tutela di lavoratori schiavizzati. Un Governo che spaccia l’aumento della precarietà (sono ormai oltre tre milioni i contratti a termine in Italia) per aumento dell’occupazione, che nega il salario minimo, ma favorisce l’evasione fiscale e che è pronta, con la legge delega del ministro Zangrillo, a negare ai lavoratori non solo diritti e rappresentanza, ma anche potere di contrattazione. Dopo la secessione dei ricchi tracciata dell’autonomia differenziata, continua la logica che guida questo Governo: favorire il dilagare delle disuguaglianze territoriali, economiche e sociali del Paese, contro cui siamo determinati a una forte mobilitazione di cittadini e lavoratori.

Cgil Cosenza

Nidil Cgil Cosenza

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