Bari, Nato, Israele e Russia: la riflessione del professore Violi

Bari, Nato, Israele e Russia: la riflessione del professore Violi

Qualche giorno fa,  in seguito ad una serie di arresti che hanno coinvolto una municipalizzata del comune di Bari, il ministro dell’interno ha predisposto una commissione di inchiesta per lo scioglimento della giunta comunale della stessa città, pur essendo, a detta della magistratura, completamente estranea alla loro indagine. Il sindaco ha reagito indignato a tale decisione, pur essendo alla fine del suo mandato politico dopo 10 anni (due legislature) a capo della giunta. Tra l’altro è sempre stato in prima linea nella lotta alla criminalità, tanto che gli è stata assegnata la scorta. E’ una vecchia storia che si è ripetuta più volte nei piccoli comuni, specie della Calabria, sciolti in base ad una legge dei primi anni duemila, fatta, a detta di coloro che l’anno proposta e approvata, per combattere la mafia, ma usata soprattutto per ribaltare l’esito di elezioni legittime. Fino ad adesso non era stato toccato un grande comune, ma adesso si alza il tiro, in prossimità delle elezioni, alfine di ribaltare un esito scontato e strappare un altro comune ad una lista civica di sinistra. E’ una delle tante strategie di una destra che sta demolendo le istituzioni:  si scaglia contro i giudici che, loro si, sono in prima linea contro la mafia, accusandoli di violazione della privacy (di dossieraggio) quando intercettano, durante il loro lavoro, le conversazioni dei cittadini, e quindi anche di qualche politico. Che hanno, i politici, da nascondere per indignarsi così tanto? Io da cittadino qualunque, non mi offenderei  se qualche mia conversazione fosse ascoltata ai fini di un’indagine della magistratura, a meno che la stessa non venisse divulgata per scopi diversi!

La verità è che si vuole controllare la magistratura, almeno quella parte essa che non è accondiscendente con il governo; tra l’altro, il progressivo svuotamento del codice penale e civile non aiuta la lotta né  contro il crimine né contro l’evasione fiscale. Il governo in carica non sta “governando”  la Nazione, attenendosi alle proprie competenze, come ci si aspetterebbe, ma sta cercando di dominare le istituzioni manipolandole a suo piacimento, di “comandare” insomma, in pratica sta distruggendo la democrazia. Siamo ormai in crisi, crisi dell’occidente, non soltanto economica ma anche politica: con un’America non in grado di esprimere un candidato presidente che non sia, da una parte un incapace, e dall’altra un avanzo di galera, la Russia ha alzato la testa, non per sostituirsi come linea guida per il mondo, ma per la dominazione, con i suoi alleati, non solo dell’Ucraina ma di tutto l’Occidentale e l’Oriente, se glielo permettono. Il problema è che nessuno ha percepito il pericolo: a che serve essere “Atlantisti” se la Nato e la stessa ONU di fatto non esistono più? Se Europa e Stati Uniti non sono capaci di fermare un massacro di un alleato, Israele, contro il popolo Palestinese. Basterebbe fare la cosa  più ovvia: non fornire più armi pesanti a Netaniahu , ma ciò contrasta con la logica del business delle armi! La Russia ha una strategia ben precisa, si insinua in una Nazione indipendente  che intende conquistare approfittando del malcontento di una minoranza e  fomentandone la rivolta.

Poi corre in soccorso di essa contro la Nazione legittima, scatenando guerre sanguinose, come in Cecenia, in Georgia, in Siria, e adesso sta succedendo in Ucraina,  succederà tra qualche mese in Moldavia, dopo la disfatta della stessa Ucraina, poi seguirà la Romania, la Repubblica Ceca ecc. Se Putin sopravvive. E a quando  toccherà all’Italia? Qui c’è un Leader che inneggia alla Pace, che dice di volere la Pace, di volere le strade pulite, libere da profughi, come a Mosca, che dice di voler costruire “ponti” per unire popolazioni: il ponte sullo Stretto primo fra tutti, che è ancora da venire. Quello che ha costruito è, invece, evidente:  una “testa di ponte” con la Russia di Putin, con il quale è legato da fraterna amicizia e quando egli arriverà in Italia troverà terreno fertile (per l’attuale situazione politica) e poi saprà su chi contare! Sono tanti gli italiani, oltre al Leader di cui sopra, che sono stanchi dell’influenza americana sulle loro vite, sono stanchi di poter dire ciò che pensano, stanchi del benessere, della libertà e della pace, di votare per più di un partito: si preparano a convivere con la guerra: si può vivere, infatti, anche in un regime dispotico, basta accettare tutto e far finta che tutto va bene e perciò danno ragione al “povero” Putin che ha reagito  alle (presunte) continue “provocazioni degli Americani”!

Francesco Violi

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