Due bandiere, due criminali, due misure

Due bandiere, due criminali, due misure

di Cristiano Fantò

Ieri gli atleti israeliani hanno potuto sfilare sorridenti durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici , sventolando con orgoglio la propria bandiera; e durante la manifestazione, in caso di vittoria , risuonerà l’inno nazionale israeliano. Tutto questo avviene mentre il primo ministro israeliano risulta destinatario di un mandato della Corte Penale Internazionale, in quanto responsabile di un genocidio che non si è mai interrotto. Allo stesso tempo, gli atleti russi dovranno gareggiare spogliati di ogni simbolo identitario: niente bandiera, niente inno nazionale.
Non si tratta di stabilire una classifica dell’orrore tra conflitti né liste di gradimento tra criminali, ma di prendere atto di una profonda e inquietante asimmetria di giudizio. Da questa disparità emerge un doppiopesismo tanto evidente quanto ingiustificabile.

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