
“Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio”: al via il progetto della Cooperativa Sociale Nuove Frontiere per l’inclusione lavorativa di 40 migranti nella Città Metropolitana di Reggio Calabria
Prenderà il via nelle prossime settimane “Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio”, il progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Nuove Frontiere e finanziato con i fondi dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale. Nell’arco di tredici mesi, l’iniziativa accompagnerà quaranta cittadini stranieri in un percorso strutturato di orientamento e inserimento lavorativo, con l’obiettivo di rafforzarne le competenze, la stabilità economica e i processi di integrazione sul territorio.
L’intervento si rivolge a migranti regolarmente soggiornanti — titolari di una forma di protezione riconosciuta o richiedenti asilo — con particolare attenzione alle persone in condizioni di maggiore fragilità sociale ed economica. Sarà data priorità alle donne, soprattutto se sole e con minori a carico, alle persone svantaggiate e a quanti vivono situazioni di disabilità o disagio. Il raggio d’azione riguarda l’intera Città Metropolitana di Reggio Calabria, con una concentrazione degli interventi negli ambiti della Locride e della Piana di Gioia Tauro, territori nei quali il fenomeno migratorio e le connesse condizioni di vulnerabilità e sfruttamento lavorativo — non più circoscritte alle sole stagioni agricole — si presentano oggi con maggiore evidenza.
Cuore del progetto è lo strumento del tirocinio: i quaranta beneficiari saranno suddivisi in quattro gruppi da dieci persone, ciascuno avviato a un percorso di inserimento della durata di tre mesi. A monte, un lavoro puntuale di orientamento consentirà di individuare i destinatari, elaborare un bilancio delle competenze, redigere piani individualizzati e curriculum, e introdurli agli strumenti di ricerca attiva del lavoro, in raccordo con i centri per l’impiego. Ogni fase sarà seguita da figure professionali dedicate, con un operatore per l’orientamento e un tutor per l’accompagnamento nell’inserimento presso le aziende ospitanti.
A fare da spina dorsale all’intervento è la rete costruita negli anni dalla Cooperativa: enti pubblici, distretti socio-sanitari, enti di formazione, sindacati, scuole, parrocchie, moschee e associazioni culturali. «Il territorio, per noi, non è mai soltanto uno spazio geografico, ma prima di tutto uno spazio di relazioni», sottolinea Giovanni Maiolo, responsabile tecnico del progetto, ricordando come i piccoli comuni calabresi, “a dimensione d’uomo”, offrano condizioni di integrazione spesso più favorevoli rispetto ai grandi agglomerati urbani. Proprio per questo, aggiunge, «lavorare in rete significa superare i limiti del singolo operatore e restituire risposte concrete: un lavoro dignitoso è la prima, vera misura di inclusione, ed è anche l’argine più efficace contro le tante forme di sfruttamento che ancora attraversano i nostri territori».
Sulla scelta di investire su questo modello interviene anche Maria Teresa Scrivo, legale rappresentante della Cooperativa Sociale Nuove Frontiere, che richiama l’esperienza maturata dall’ente: attivo dal 2016 nei progetti di accoglienza, gestore di percorsi SAI e di un centro FAMI per minori stranieri non accompagnati, e aderente alla rete nazionale Re.Co.Sol. «Anni di lavoro sul campo ci hanno insegnato che l’accoglienza autentica non si esaurisce nel vitto e nell’alloggio, ma si completa solo quando una persona riesce a rendersi autonoma», osserva Scrivo, evidenziando come il progetto rappresenti «la naturale prosecuzione di un approccio che rifiuta le logiche emergenziali e i grandi centri ghettizzanti, per puntare invece su un’integrazione armonica con le comunità che accolgono».
Accanto alle attività di orientamento e inserimento, il progetto prevede un’azione di comunicazione e disseminazione dei risultati, pensata sia per dare visibilità all’iniziativa e all’ente finanziatore, sia per intercettare nuove aziende ospitanti e ulteriori beneficiari interessati al percorso.
Con “Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio”, la Cooperativa Sociale Nuove Frontiere ribadisce una convinzione che ne guida l’operato da quasi un decennio: investire sull’inserimento lavorativo dei migranti non è soltanto un atto di solidarietà, ma un fattore di crescita e coesione per l’intero territorio.
Ufficio stampa
