Mario Murdolo e il 25 aprile: “La resistenza non si celebra soltanto, si insegna”

Mario Murdolo e il 25 aprile: “La resistenza non si celebra soltanto, si insegna”

di Mario Murdolo

Mancano solo pochi giorni alla data del 25 aprile, in cui si festeggia la liberazione dal fascismo e dal suo odio e oppressione. Era proprio il 25 aprile del 1945 quando le brigate partigiane e le truppe alleate diedero fine al ventennio più nero della storia italiana riportando la libertà contro un regime sanguinario e disumano – Una dittatura che aveva tolto le libertà e i diritti più sacrosanti, furono molte le persecuzioni razziali contro gli ebrei deportati nei lager nazisti.
Furono bruciate le camere del lavoro e tutti i luoghi d’incontro dei lavoratori. Allora facciamo che questa giornata serva a condannare quella storia passata, e guardarci intorno in un tempo in cui ancora non si è riusciti a capire che l’odio, il rancore e le guerre sono da condannare.

Ricordiamo le parole di Papa Francesco che continuava a dire “La guerra è una sconfitta” , Però non ascoltato, i conflitti non cessano se i potenti del mondo la loro mano distruttiva non vogliono fermare.
La liberazione non è un museo, festeggiarla significa ricordo, pretendendo che i diritti per cui si morì – lavoro, libertà di parola , antifascismo scritti nella costituzione, non restino lettera morta.
In questo giorno molto importante per la storia italiana sono molte le manifestazioni e cortei organizzati dalle associazioni partigiane. e antifasciste. Momenti di gioia e festa e tanta riflessione .
Ma è nelle scuole che il 25 aprile diventa seme di speranza per un futuro migliore. Coinvolgendo le nuove generazioni si è sicuri di formare coscienze antifasciste, antirazziste e pacifiste dove possa prevalere il rispetto, l’amore e un mondo dove le controversie e i conflitti vengano risolti col il confronto e la diplomazia. Perchè la resistenza non si celebra soltanto, ma si insegna. 

Mario Murdolo

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