
RinnoviAmo Caulonia: “Ci appelliamo alle Istituzioni della Repubblica. Dichiarate uno stato di emergenza costiera per Caulonia.”
LA SPIAGGIA, IL MARE – CI È STATO TOLTO TUTTO.
Ridateceli.
Caulonia è un paese di mare… che non può più andare al mare.
Da Monasterace a Reggio Calabria, in questo momento siamo l’unica comunità alla quale il mare è stato sottratto.
Non è un’esagerazione. È la condizione materiale in cui vivono i nostri cittadini, i nostri figli, i nostri operatori turistici.
Il Ciclone Harry ha inghiottito la spiaggia e ha cancellato il lungomare. Il mare continua a battere contro il muro paraonde e contro i massi dispersi sulla terraferma. Non c’è più un accesso. Non c’è più una passeggiata. Non c’è più un lembo di arenile su cui stendere un asciugamano.
Siamo fermi al 20 gennaio 2026.
Dopo tre mesi, non è stata spostata una pietra.
Andate a guardare a Roccella Ionica dove da tre mesi pompano sabbia dal porto e la distendono sulla spiaggia, a Marina di Gioiosa, a Siderno, a Locri: amministratori che con fatica e competenza hanno rimesso in piedi ciò che il ciclone aveva abbattuto.
A Caulonia, l’Amministrazione comunale dichiara ancora di stare “monitorando” la situazione.
Tre mesi dopo. A poche settimane dall’inizio della stagione estiva.
Mentre gli altri ripartono, noi monitoriamo.
Questa non è sfortuna. È incapacità amministrativa. Un’Amministrazione che non ha compreso la gravità di ciò che è accaduto, che non ha preteso con urgenza le risorse necessarie, che non ha prodotto un atto concreto in novanta giorni. Una comunità non può fare affidamento su chi la amministra così.
Per questo ci appelliamo direttamente alle Istituzioni della Repubblica.
Dichiarate uno stato di emergenza costiera per Caulonia.
Dalla prossima settimana devono partire i lavori che consentano di salvare il salvabile, prima che un’altra stagione estiva venga perduta e con essa l’economia di intere famiglie.
Stanziate ristori immediati per i cittadini e per gli operatori, prima dell’estate, non a stagione conclusa.
Attivate un piano strutturale per la ricostruzione del lungomare e la protezione dell’arenile, che non sia gestione dell’emergenza ma scelta strategica definitiva.
E diciamo una cosa che non ammetterà repliche.
Ogni intervento futuro su questa costa – il lungomare, le opere di difesa, qualunque infrastruttura – dovrà muovere da un principio non negoziabile.
La spiaggia va salvaguardata.
Nei materiali, nelle scelte progettuali, nei finanziamenti, nella gerarchia delle priorità.
Non a parole, nei fatti.
La spiaggia non è un dettaglio estetico o un optional stagionale.
La spiaggia è l’identità di Caulonia.
È il suo patrimonio collettivo. È la base della sua economia.
Caulonia è nata guardando il mare e toccando la spiaggia.
Non accetteremo di guardarlo attraverso le macerie.
Ridateci la spiaggia. Ridateci il mare.
RinnoviAmo Caulonia
