Roccella e Caulonia unite nel dolore per l’ultimo saluto alla docente Serena Bruzzese, scomparsa prematuramente

Roccella e Caulonia unite nel dolore per l’ultimo saluto alla docente Serena Bruzzese, scomparsa prematuramente

di Erminio Niceforo

Una folla commossa e silenziosa ha riempito la chiesa matrice di Roccella Ionica per dare l’ultimo saluto a Serena Bruzzese, giovane docente di inglese, strappata alla vita da un improvviso malore, un infarto fulminante che non le ha lasciato scampo.
Due comunità, Roccella Ionica e Caulonia, si sono strette in un unico abbraccio di dolore. La prima, luogo in cui Serena era cresciuta, aveva studiato e costruito i suoi affetti; la seconda, terra natia della madre, profondamente legata alla sua storia familiare. Un’unione composta e intensa, resa visibile da una partecipazione straordinaria, segno tangibile di quanto la giovane fosse amata e stimata.
Un serpentìo lento e raccolto, è stato accompagnato dalle note di Dolce sentire quasi a voler affidare Serena a quella dimensione di pace e luce evocata dalle parole del San Francesco d’Assisi nel
Cantico delle creature.
Durante l’omelia, Don Angelo Festa ha ricordato Serena con parole profonde e cariche di fede, sottolineando come «solo in Lui, anche quando una vita si spezza, può trovare un senso». Un messaggio che ha attraversato il dolore dei presenti, invitando a guardare oltre lo smarrimento di una perdita così improvvisa.
Il sacerdote ha poi aggiunto: «Una fede vera non è quella che non dubita mai, ma quella che, pur ferita, continua a non spegnersi», offrendo un conforto che ha unito spiritualità e umanità in un momento di profonda sofferenza.
Serena viene ricordata non solo per la sua professionalità e dedizione all’insegnamento, ma anche per la sua dolcezza, la sensibilità e la capacità di lasciare un segno autentico nelle vite degli altri. «Ciò che Serena ha donato non è finito», ha proseguito Don Angelo, richiamando il valore duraturo delle sue azioni, dei suoi gesti e dell’amore seminato nel tempo.
Nel silenzio carico di emozione che ha accompagnato la celebrazione, è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la vita, anche quando spezzata troppo presto, continua a parlare attraverso ciò che si è stati per gli altri.
E mentre il dolore resta vivo nelle famiglie, negli amici e in quanti l’hanno conosciuta, si stringe forte anche l’abbraccio di vicinanza a chi oggi porta il peso più grande di questa perdita.
Agli amici Tommaso, Barbara, Sasá, e soprattutto a Marillina, madre ferita nel modo più profondo, giunga il mio pensiero di sincero cordoglio e di affettuosa partecipazione.
Alla mia cara Marilinna, in particolare, è affidata una preghiera silenziosa: che la Vergine Maria, madre che ha conosciuto il dolore più grande, possa accompagnarla e custodirla ogni giorno, donandole la forza e il coraggio necessari per continuare il cammino della vita.
E nel cuore di queste comunità ferite resta vivo un messaggio che non si spegne: la vita è più forte della morte.

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