Roccella Jonica celebra il 25 Aprile: “La Liberazione è responsabilità civile, non solo memoria”

Roccella Jonica celebra il 25 Aprile: “La Liberazione è responsabilità civile, non solo memoria”

Si è svolta questa mattina, presso la Piazzetta dei Caduti in Via XXV Aprile, la cerimonia commemorativa della Festa della Liberazione promossa dall’ANPI – Sezione di Roccella Jonica, che ha visto una partecipazione sentita e composta da parte della cittadinanza, delle istituzioni e del mondo associativo.
La manifestazione si è aperta con la deposizione di una corona di fiori al Monumento ai Caduti, accompagnata dal suono del “Silenzio”, eseguito dal trombettista Francesco Tropea, in un momento di forte intensità emotiva. A seguire, l’esecuzione dell’Inno di Mameli.

Sono quindi intervenuti per i saluti istituzionali l’assessore alla cultura del Comune di Roccella Jonica, Rossella Scherl, e la professoressa Maria Carmela Ferrigno, nominata Commendatore della Repubblica nel 2025.
Ad aprire ufficialmente gli interventi è stata la presidente della sezione ANPI, Lucia Spagnolo, che nel suo discorso ha richiamato il valore attuale della Liberazione, sottolineando come il 25 Aprile non sia solo memoria storica ma responsabilità civile. Un forte appello è stato rivolto alla difesa della democrazia, al rifiuto della guerra e alla necessità di contrastare ogni deriva autoritaria, ribadendo l’attualità dei principi della Costituzione.
Particolarmente significativa la relazione dello storico Antonio Simone, che ha ripercorso episodi della Resistenza, soffermandosi sul contributo dei partigiani calabresi e roccellesi alla lotta di Liberazione. Attraverso testimonianze dirette e riferimenti storici, Simone ha ricordato nomi, storie e sacrifici spesso poco conosciuti, restituendo dignità e memoria a tanti protagonisti locali della Resistenza.
Di grande impatto anche l’intervento scritto da Agnese Zajac, cittadina polacca residente da anni a Roccella Jonica, che ha offerto una toccante testimonianza sul contributo dell’esercito polacco alla Liberazione dell’Italia. Dal sacrificio di Montecassino fino alla liberazione di Bologna, il suo intervento ha evidenziato il valore universale della libertà e il legame tra i popoli nella lotta contro il totalitarismo.

A concludere la cerimonia è stato il prof. Ilario Ammendolia, che ha richiamato l’attenzione sulla società contemporanea, evidenziando il rischio di una perdita della memoria storica e dei valori fondanti conquistati con il sacrificio dei partigiani.
Ammendolia ha inoltre richiamato con forza il dettato costituzionale, ribadendo come l’Italia ripudi la guerra e sottolineando, in questa prospettiva, la necessità di interrogarsi criticamente sulle scelte che comportano investimenti in armamenti o il sostegno a conflitti, ponendo al centro il valore della pace come fondamento dell’azione politica e civile.
A ottant’anni dalla Liberazione, la celebrazione di Roccella Jonica si conferma così un momento di profonda riflessione collettiva, capace di intrecciare memoria e attualità, storia e responsabilità, nel segno della libertà, della democrazia e della pace.

Nicola Iervasi

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