Aiello: “Cuba non è mai stata una minaccia per gli Stati Uniti”

Aiello: “Cuba non è mai stata una minaccia per gli Stati Uniti”

Riceviamo da Pasquale Aiello e pubblichiamo

L’ignobile accusa dello sceriffo yankee secondo cui Cuba costituisce una minaccia sarebbe abbastanza bizzarra se non fosse che sono proprio gli Stati Uniti a mantenere circa 800 basi militari in tutto il mondo, è la loro armata navale e i sottomarini nucleari che sorvegliano tutta la distesa degli oceani e sono sempre loro a essere intervenuti militarmente in più di trenta nazioni dalla fine della guerra fredda.

Di conseguenza Cuba non può rappresentare e non è mai stata una minaccia per gli Stati Uniti. Ciò che ‘ciuffo giallo’ considera pericoloso per il suo paese, è solo il diritto di Cuba a esercitare la propria sovranità e rapportarsi con tutti coloro che non si piegano e non si fanno corrompere. La piccola grande Cuba ha sempre resistito all’imperialismo occidentale e non ha mai accettato l’idea di essere il giardino di casa del padrone yankee e per questo, da oltre sessanta anni non trova pace, chiunque sia stato, democratico o repubblicano, il presidente USA. L’unica soluzione pertanto è sottometterla e allinearla, con ogni mezzo, dal 1962  a oggi, a costo di soffocarla, anche col blocco del petrolio e le sanzioni ai paesi che si relazionano con essa. E’ soltanto l’ossessione di un imperialismo bieco e criminale, il quale ha bisogno di un pretesto come sempre, per giustificare attacchi che altrimenti sarebbero illeciti. Infatti l’accusa infame risale a circa trent’anni fa, quando due aerei di una fittizia organizzazione umanitaria legata alla CIA, furono abbattuti dopo ripetute violazioni dello spazio aereo cubano. L’hanno già fatto con le armi di distruzione di massa in Iraq, lo stanno facendo col nucleare in Iran. Cuba ha deciso di resistere, forte di un sistema di Potere Popolare nato dal pensiero politico che sostiene la rivoluzione, ma soprattutto sano e forte per effetto degli insegnamenti del grande rivoluzionario Josè Martì.

Il potere del popolo a Cuba è stato concepito con volti e nomi concreti, non è teoria, non è astrazione, sono mani, corpi e intelligenze all’opera per tutelare e difendere i valori di solidarietà e autodeterminazione scaturiti dalla rivoluzione. Cuba, amano dire, non è una democrazia da vetrina, ma una democrazia di trincea edificata giorno dopo giorno con eccezionale inventiva e impareggiabile orgoglio. Gli organi locali sul territorio che costituiscono il potere del popolo hanno il compito di concretizzare quotidianamente il principio determinante e sostanziale della rivoluzione, ovvero, Il potere proviene dal popolo, si esercita in suo nome e risponde alle sue necessità e speranze.

Cuba resiste da decenni a un blocco economico multiforme e criminale con dignità, coscienza politica e un intenso rapporto con il proprio popolo, difendendo e mantenendo saldi i principi basilari della Rivoluzione di Castro, Guevara e i ‘barbudos’ in una interpretazione internazionalista fondata sulla solidarietà, sulla giustizia sociale e sulla pace tra i popoli. E’ questo, un momento storico in cui, assodato e rinsaldato l’ideale politico e la visione del sociale, bisogna porre l’attenzione soprattutto sul rispetto del popolo cubano nella sua interezza, i suoi bisogni e le sue esigenze. Tuttavia Cuba manda i suoi famosi e bravi medici nel mondo per curarlo mentre la coalizione epstain sionista e criminale, unica reale minaccia, lo bombarda e lo invade per colonizzarlo e ammaestrare tutti ai propri diktat, scegliendo i popoli da sterminare e quelli da far vivere come pedine nelle loro scorribande per il pianeta. Il mondo è stanco, vuole liberarsi da questi maligni, ha bisogno di gente, per salvarsi, che si impegni per la costruzione di una nuova umanità in cui regnino  la pace, la giustizia sociale e la libertà.

Foto di Mauro Lima su Unsplash

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