
Rifondazione Cosenza dice no a un CPR in Calabria: “Nessuna complicità con le politiche razziste del governo Meloni”
Le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla Camera sull’apertura di altri CPR, tra cui uno nuovo in Calabria, rappresentano un fatto gravissimo e inaccettabile.
Il governo Meloni continua nella sua politica disumana e repressiva contro le persone migranti, scegliendo ancora una volta la strada della detenzione amministrativa, della violazione dei diritti fondamentali e della propaganda securitaria.
I CPR non sono strutture di accoglienza: sono luoghi di segregazione, veri e propri lager di stato dove migliaia di persone vengono rinchiuse senza aver commesso alcun reato, private della libertà personale solo perché migranti.
La Calabria non può e non deve diventare una colonia penale del governo. Una terra già devastata da disoccupazione, emigrazione forzata, sanità smantellata e abbandono istituzionale viene ora individuata come luogo ideale dove confinare esseri umani indesiderati agli occhi dell’esecutivo.
È indecente che mentre interi territori calabresi attendono investimenti per scuole, ospedali, trasporti e lavoro, il governo trovi risorse e rapidità soltanto per costruire nuove strutture detentive.
Piantedosi rivendica l’aumento dei rimpatri come fosse un trofeo politico. Noi vediamo invece l’ennesima escalation di una guerra contro i poveri e contro gli ultimi, alimentata attraverso menzogne sulla sicurezza e una sistematica criminalizzazione delle migrazioni.
I CPR, ovunque siano stati aperti, hanno prodotto violenze, suicidi, autolesionismo, rivolte, abusi e spreco di denaro pubblico. Sono strutture fallimentari sotto ogni punto di vista, denunciate da associazioni umanitarie, giuristi e organismi internazionali.
Rifondazione Comunista, sicuramente insieme a tutto il Movimento antirazzista calabrese – con cui ci siamo spesi per chiudere, riuscendoci, strutture disumane come il Cpt di Lamezia Terme e per denunciare, molti anni prima della magistratura, le illegalità del centro di Isola Capo Rizzuto – si opporrà con ogni mezzo politico, democratico e sociale alla realizzazione di un nuovo lager nella nostra regione.
Chiamiamo sin da ora alla mobilitazione tutte le forze democratiche, le associazioni, i sindacati, i movimenti, le realtà solidali e gli enti locali affinché si costruisca un fronte largo e popolare contro questo progetto vergognoso.
La Calabria, che ha una storia antica e recente (basti pensare a Riace!) intrisa di accoglienza e ospitalità, ha bisogno di diritti, lavoro, sanità, giustizia sociale e politiche di solidarietà con le popolazioni del mediterraneo. Non certo di gabbie, filo spinato e deportazioni.
Nessun CPR in Calabria, nessuna complicità con le politiche razziste del governo Meloni che determinano ingiustizie e migliaia di morti annegati nel mare.
Francesco Saccomanno e Adriano D’Amico
Responsabili Movimenti e Migranti Calabria e Cosenza di Rifondazione Comunista
