
Ponte sullo Stretto, attivisti ed associazioni chiedono “piena chiarezza su una vicenda che riguarda anche la credibilità delle istituzioni”
Le notizie pubblicate dagli organi di stampa in merito a un presunto tentativo di corruzione di magistrati della Corte dei Conti nell’ambito delle vicende legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina impongono una riflessione seria e rigorosa.
Fermo restando il principio della presunzione di non colpevolezza, che deve essere garantito a tutti gli indagati fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità, non si può ignorare che, qualora le indagini dovessero portare alla luce prove inconfutabili dell’esistenza di un tentativo di corruzione finalizzato a influenzare decisioni della Corte dei Conti, ci troveremmo di fronte a fatti di eccezionale gravità, capaci di mettere in discussione la trasparenza e la correttezza delle azioni poste in essere per realizzare uno dei più importanti e controversi progetti infrastrutturali del Paese.
In tale contesto, appare difficile sostenere che la società Stretto di Messina S.p.A. possa considerarsi del tutto estranea alla vicenda.
Uno degli indagati, infatti, ricopriva all’epoca dei fatti la carica di consigliere di amministrazione della società stessa. Se le eventuali condotte illecite fossero state poste in essere nell’interesse o a vantaggio della società, sarebbe inevitabile interrogarsi sulle responsabilità della struttura societaria e sui meccanismi di controllo interno che avrebbero dovuto prevenire comportamenti di tale natura.
Per queste ragioni, qualora gli elementi investigativi trovassero conferma, la Procura non potrebbe esimersi dal valutare anche l’applicazione del Decreto Legislativo 231/2001 nei confronti della società Stretto di Messina S.p.A., verificando se ricorrano i presupposti previsti dalla normativa sulla responsabilità delle società per reati commessi dai propri amministratori o dirigenti.
Sarebbe infatti paradossale che eventuali responsabilità venissero circoscritte esclusivamente alle persone fisiche coinvolte senza accertare fino in fondo il ruolo e le eventuali responsabilità della società nel cui ambito tali condotte sarebbero maturate.
L’opinione pubblica ha il diritto di conoscere la verità e di ottenere piena chiarezza su una vicenda che riguarda non soltanto il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, ma anche la credibilità delle istituzioni chiamate a vigilare sulla legalità e sull’interesse generale.
Prof. Domenico Marino
Prof. Alberto Ziparo
Enzo Musolino- Segretario Circolo PD “T. Giordano”
Aurora Notarianni- WWF
Anna Giordano- WWF
Rossella Bulsei- Titengostretto
Giuseppe Fedele- Titengostretto
Piero Idone- Attivista WWF O.A. Prov. Reggio Calabria
Invitiamo le associazioni e i movimenti ad aderire e dare massima diffusione al comunicato attraverso i loro canali
Foto di repertorio
