
Una risata vi seppellirà
«Sarà una risata che vi seppellirà». Una frase che sintetizza perfettamente la potenza della satira. Perché la satira non dispone di eserciti, non controlla governi e non emana leggi, ma è capace di colpire il potere nel suo punto più vulnerabile: la sua immagine.
L’omicidio di Semyon Skrepetsky, avvenuto il 15 giugno 2026 a Biała Podlaska, nella Polonia orientale, se le indagini dovessero confermare un legame con la sua attività artistica e quindi anche politica, riporterebbe al centro una verità spesso dimenticata: la satira è e rimane un’arma potentissima. Non perché possa sconfiggere il potere con la forza, ma perché può privarlo dell’aura di intoccabilità sulla quale spesso si fonda.
Skrepetsky non era semplicemente un disegnatore. Era un artista satirico la cui attività artistica era, inevitabilmente, anche un’attività politica. Non nel senso dell’appartenenza a un partito o a uno schieramento, ma nel senso più profondo del termine: intervenire nel dibattito pubblico, criticare i potenti, mettere in discussione luoghi comuni, slogan, propagande e pseudo-verità.
Ha colpito Putin, Kadyrov e Lukashenko, ma ha rivolto la sua satira anche contro l’Ucraina e Zelensky, dimostrando come la satira autentica non riconosca appartenenze obbligatorie né zone franche. Il satirico non è il portavoce di una causa; è colui che, attraverso l’arte, mette continuamente in discussione il potere, qualunque volto esso assuma.
Per questo il suo nome richiama inevitabilmente alla memoria l’Attentato alla redazione di Charlie Hebdo. Anche allora finirono nel mirino non semplici vignettisti, definizione che appare persino riduttiva, ma artisti, intellettuali e autori che utilizzavano il disegno come strumento di critica politica, sociale e culturale.
Chi detiene il potere può tollerare molte cose, ma difficilmente tollera di essere ridicolizzato. Una critica può essere contestata, una manifestazione può essere repressa, ma una risata è molto più difficile da fermare. Perché nel momento in cui il potente diventa oggetto di satira, perde quella distanza e quella sacralità sulle quali spesso costruisce la propria autorità.
Ed è forse questo il significato più profondo di quella frase: «Sarà una risata che vi seppellirà». Non perché una risata abbatta da sola un potere, ma perché nessun potere può considerarsi davvero invincibile quando qualcuno riesce a ridergli in faccia.
Se la politica cerca consenso, la satira cerca verità scomode. E quando una matita diventa abbastanza efficace da ferire il prestigio di un potente, significa che sta svolgendo esattamente il compito per cui esiste. Forse è anche per questo che, ieri come oggi, artisti satirici, disegnatori e intellettuali continuano a fare paura molto più di quanto le loro sole armi — un foglio, una penna e un’idea — farebbero immaginare.
