
Braccianti in nero e senza documenti: sospese tre aziende agricole nella piana di Gioia Tauro
In agricoltura, nel contesto del progetto “A.L.T. Caporalato T.R.E.” – Azioni per la Legalità e la Tutela del lavoro: Tutela, Resilienza ed Emersione – sono state riscontrate le seguenti violazioni nella piana di Gioia Tauro.
In due diversi campi agricoli, due ditte sono state sospese per lavoro nero: occupavano due braccianti di cui uno in nero. Per riaprire l’attività, i datori di lavoro coinvolti dovranno versare la somma aggiuntiva pari a 2500 euro e la maxi-sanzione, in questo caso, è di 3900 euro. Ai titolari sono stati contestate le violazioni relative alla mancata visita medica di idoneità al lavoro e alla mancata formazione sulla salute e sulla sicurezza nel posto di lavoro.
Due ditte, impegnate in distinti terreni agricoli, operavano con un unico dipendente in nero.
La maxi-sanzione, in questo caso, è di 3900 euro. Seguono, con specifiche prescrizioni, le sanzioni amministrative estintive degli illeciti per omesso giudizio di idoneità alla mansione e omessa formazione sulla sicurezza.
In un’altra microimpresa (unico lavoratore in forza) è stato individuato un extra comunitario privo di regolare titolo alla permanenza in Italia. La maxi-sanzione “aggravata” dall’accertamento di manodopera irregolare in Italia è pari a 4300 euro.
Segreteria del Direttore INL
