
FenealUil Calabria: A 23 anni non si può morire lavorando, è il momento delle responsabilità
«La tragica morte del giovane operaio di appena 23 anni, deceduto durante un intervento di
manutenzione nel parco eolico “Aria del Vento” di Mongrassano, in provincia di Cosenza,
rappresenta l’ennesima, intollerabile tragedia che colpisce il mondo del lavoro calabrese e l’intero
Paese».
Con queste parole il segretario generale della FenealUIL Calabria, Giacomo Maccarone, esprime
il più profondo cordoglio dell’organizzazione sindacale e la vicinanza alla famiglia del giovane
lavoratore, ai suoi colleghi e a quanti oggi sono colpiti da un dolore che lascia sgomenti.
«Morire sul lavoro a soli 23 anni significa interrompere una vita, spezzare sogni, affetti e progetti. È
una ferita che colpisce l’intera comunità e che impone una riflessione seria sul valore che il nostro
Paese attribuisce alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dietro ogni incidente mortale non ci sono
soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e comunità che vedono il proprio futuro
cambiare per sempre».
La FenealUIL Calabria sottolinea come ogni morte sul lavoro rappresenti una sconfitta dello Stato,
del sistema produttivo e di tutti coloro che hanno il dovere di garantire il rispetto delle norme sulla
salute e sulla sicurezza. È inaccettabile che nel 2026 si continui a perdere la vita mentre si svolge il
proprio lavoro, in settori dove la prevenzione dovrebbe essere una condizione imprescindibile.
«Sarà la magistratura ad accertare le cause dell’incidente e ad individuare eventuali responsabilità.
Abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno chiarire la dinamica dei fatti e
verificare il rispetto di tutte le procedure previste dalla normativa. Ma, al di là delle responsabilità
che saranno accertate, questa tragedia ci richiama ancora una volta alla necessità di rafforzare il
sistema della prevenzione».
Per la FenealUIL Calabria è indispensabile che la sicurezza diventi un investimento strutturale e
non un semplice adempimento formale. Servono una formazione continua e qualificata, controlli
più frequenti e rigorosi, una reale vigilanza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, il pieno rispetto dei
protocolli di sicurezza e una maggiore qualificazione delle imprese che operano negli appalti
pubblici e privati. È necessario che tutti – istituzioni, aziende, organizzazioni sindacali e organi di
controllo – condividano la responsabilità di costruire una vera cultura della prevenzione.
«Da troppo tempo assistiamo a una drammatica sequenza di incidenti mortali. Non possiamo più
limitarci all’indignazione o ai messaggi di cordoglio. È arrivato il momento di trasformare il dolore
in azioni concrete, rafforzando gli organici degli ispettorati, aumentando gli investimenti in
sicurezza, introducendo sistemi di controllo sempre più efficaci e promuovendo una formazione
permanente che metta davvero al centro la tutela della vita umana».
La FenealUIL Calabria rinnova il proprio impegno affinché il tema della salute e della sicurezza sul
lavoro resti una priorità assoluta nell’agenda politica e istituzionale. Ogni lavoratore ha il diritto di
svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e di fare ritorno a casa al termine della
giornata.
«Non possiamo accettare che il lavoro, che dovrebbe rappresentare dignità, crescita e futuro,
continui a trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza non è un costo – conclude
Maccarone- ma un diritto fondamentale e un dovere morale che nessuno può permettersi di trascurare. Per questo continueremo a batterci con determinazione affinché tragedie come quella di
Mongrassano non abbiano più a ripetersi».
FenealUil Calabria
