Locride post-ciclone: tra la “strada dritta” di Siderno e Bovalino e il dramma strutturale di Caulonia

Locride post-ciclone: tra la “strada dritta” di Siderno e Bovalino e il dramma strutturale di Caulonia

di Antonio Chiera

Sei mesi dopo il ciclone Harry, la Locride giustamente prova a ripartire e i riflettori si accendono sui cantieri costieri. Ma per fare un’analisi onesta e costruttiva, dobbiamo ristabilire un principio di realtà: non per tutti i comuni i danni sono stati uguali, e di conseguenza non lo sono nemmeno i tempi di risposta.
Vedere i lungomari di Siderno e Bovalino nuovamente agibili è un’ottima notizia e un plauso va all’enorme lavoro degli uffici tecnici di ogni singolo ente, che hanno fatto la vera differenza in termini di gestione.
Ricostruzione costiera a due velocità: perché dopo il ciclone Harry non tutti i danni sono uguali
Tuttavia, non esaltiamo come un’opera titanica quella che, di fatto, è stata la ricostruzione di una strada dritta. Un lavoro meritevole e necessario, certo, ma linearmente semplice grazie a una conformazione del lungomare favorevole e a una spiaggia decisamente più ampia.


Bene la ripartenza della costa ionica, ma non confondiamo un lavoro semplice con una sfida impossibile
La vera sfida si gioca lì dove la natura ha cambiato completamente le carte in tavola, modificando la conformità stessa della costa. Ed è qui che si inserisce il drammatico caso di Caulonia, dove si parla addirittura di “esodo” per i balneari.
A Caulonia la mareggiata non ha solo danneggiato la pavimentazione: ha letteralmente devastato e inghiottito la passeggiata. Lo spazio fisico per poter intervenire oggi è ridotto al minimo. Il motivo non è l’inerzia, ma la geografia: quel tratto di lungomare è strutturalmente troppo vicino alla spiaggia, stretto nella morsa tra due fiumare e a ridosso del porto di Roccella. Senza improvvisarsi tecnici o ingegneri idraulici, è evidente a chiunque che ricostruire dove non esiste più la spiaggia – e dove il mare ha ridefinito i confini – è tutt’altra storia rispetto al riasfaltare un rettilineo.
L’obiettivo non è giustificare a prescindere le mancanze o i ritardi delle amministrazioni locali, ma pretendere un racconto lucido: la ricostruzione della nostra costa non viaggia alla stessa velocità perché i territori non pagano tutti lo stesso dazio alla natura.

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