Segnalazioni di presunti abusi nelle istituzioni scolastiche: proposta una riforma al Ministro Valditara per garantire il giusto procedimento

Segnalazioni di presunti abusi nelle istituzioni scolastiche: proposta una riforma al Ministro Valditara per garantire il giusto procedimento

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene non più rinviabile una riflessione organica sul sistema di gestione delle segnalazioni riguardanti presunti episodi di molestie o maltrattamenti nelle istituzioni scolastiche. La crescente complessità di tali vicende impone un aggiornamento del quadro normativo e organizzativo affinché siano garantiti, in modo equilibrato, il superiore interesse del minore, la serenità della comunità scolastica e il rispetto dei diritti fondamentali di tutte le persone coinvolte.
L’ordinamento attribuisce al dirigente scolastico, ai sensi dell’art. 25 del D.Lgs. 165/2001, funzioni di direzione, coordinamento, valorizzazione delle risorse umane e responsabilità della gestione unitaria dell’istituzione scolastica, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa. A tali competenze si affianca il dovere di attivare tempestivamente ogni misura necessaria alla tutela degli alunni e di collaborare con le autorità competenti quando emergano situazioni potenzialmente lesive dell’integrità dei minori.
Nella prassi amministrativa, tuttavia, i dirigenti scolastici si trovano frequentemente a gestire situazioni che richiedono competenze altamente specialistiche proprie della psicologia forense, della pedagogia dell’ascolto e del diritto minorile. L’acquisizione delle prime dichiarazioni di un minore rappresenta una fase particolarmente delicata, nella quale modalità di ascolto non adeguatamente strutturate possono incidere sulla genuinità della testimonianza, comprometterne l’utilizzabilità nei successivi procedimenti e, nello stesso tempo, determinare conseguenze gravissime sulla posizione personale e professionale dei soggetti coinvolti.

L’autonomia scolastica, riconosciuta dal D.P.R. 275/1999, costituisce uno strumento di qualificazione dell’offerta formativa e dell’organizzazione delle istituzioni scolastiche, ma non può tradursi nell’attribuzione implicita di funzioni istruttorie che l’ordinamento riserva ad autorità e professionalità specificamente competenti. La scuola deve continuare a rappresentare il primo presidio educativo e di protezione, senza essere chiamata a svolgere attività che appartengono all’ambito investigativo o processuale.
Per tale ragione il CNDDU invita il Ministro Giuseppe Valditara a promuovere una revisione della disciplina vigente attraverso un intervento normativo che definisca con maggiore precisione le competenze delle diverse amministrazioni coinvolte.
Si propone, in particolare, l’istituzione presso ogni Ufficio Scolastico Regionale di un Nucleo multidisciplinare permanente composto da ispettori tecnici, psicologi dell’età evolutiva, pedagogisti, giuristi esperti di diritto minorile e professionisti qualificati nell’audizione protetta dei minori. Tale organismo dovrebbe essere immediatamente attivabile a supporto delle istituzioni scolastiche, assicurando una gestione competente e uniforme delle situazioni di maggiore complessità.
Appare inoltre indispensabile l’adozione di un Protocollo nazionale condiviso tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero della Giustizia, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, magistratura minorile e Ordini professionali, finalizzato a disciplinare in modo uniforme le procedure di segnalazione, le modalità di raccordo tra scuola, Procure della Repubblica, servizi sociali e aziende sanitarie, nonché i criteri di raccolta e conservazione degli elementi conoscitivi, nel pieno rispetto delle competenze di ciascun soggetto istituzionale.

Il Coordinamento ritiene altresì necessario rendere strutturale la formazione specialistica dei dirigenti scolastici e delle figure di sistema sulle tematiche della tutela dei minori, della psicologia della testimonianza, dei limiti dell’azione amministrativa e delle corrette modalità di interlocuzione con l’autorità giudiziaria. Una preparazione adeguata costituisce oggi un requisito essenziale per garantire decisioni tempestive, corrette e rispettose delle garanzie previste dall’ordinamento.
Sarebbe infine opportuno istituire presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito un Osservatorio nazionale sulle segnalazioni di presunti abusi in ambito scolastico, con funzioni di monitoraggio, raccolta dei dati, elaborazione di linee di indirizzo e valutazione periodica dell’efficacia delle procedure adottate, così da assicurare uniformità applicativa e continuo miglioramento del sistema di tutela.
L’evoluzione dell’autonomia scolastica e il progressivo ampliamento delle responsabilità attribuite ai dirigenti richiedono oggi una corrispondente evoluzione degli strumenti di supporto istituzionale. Il principio di buon andamento dell’amministrazione, sancito dall’art. 97 della Costituzione, impone che ogni funzione pubblica sia esercitata dall’autorità competente e secondo procedure adeguate alla natura degli interessi coinvolti. Quando l’azione amministrativa si confronta con ipotesi di presunti abusi su minori, la distinzione tra funzione educativa, funzione organizzativa e attività investigativa non rappresenta un formalismo giuridico, ma una garanzia sostanziale per tutti i soggetti interessati.

Le più avanzate elaborazioni della pedagogia dell’ascolto e della psicologia della testimonianza dimostrano che la qualità dell’intervento dipende dalla specializzazione delle competenze e dall’integrazione tra scuola, magistratura, servizi socio-sanitari e professionisti qualificati. Analogamente, il diritto scolastico contemporaneo richiede che la comunità educante operi entro un sistema di responsabilità chiaramente definito, nel quale ogni istituzione sia posta nelle condizioni di svolgere efficacemente il proprio ruolo senza sostituirsi ad altre amministrazioni dello Stato.
Rafforzare questa rete di competenze significa tutelare con maggiore efficacia il diritto del minore a essere ascoltato secondo metodologie scientificamente validate, garantire al personale scolastico il pieno rispetto del giusto procedimento e restituire alle istituzioni quella credibilità che costituisce il presupposto indispensabile di ogni autentica cultura della legalità e dei diritti umani.

prof. Romano Pesavento presidente CNDDU

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS