Violi: “Armi, petrolio e potere: il prezzo lo pagano sempre i popoli”

Violi: “Armi, petrolio e potere: il prezzo lo pagano sempre i popoli”

di Francesco Violi

La follia della guerra.
Da più di quattro anni continua ormai una guerra in Europa che per noi è difficile da comprendere.
Crediamo di sapere chi è il colpevole cioè colui che l’ha scatenata, il responsabile principale, Vladimir Putin e la sua cerchia. Ma non è e non può essere l’unico. Egli ha percepito una certa ingerenza dei paesi europei che si sono avvicinati all’Ucraina con la loro politica e la cultura che mal si addice ai valori “russi”, ma anche, secondo alcuni esperti, con una pressione militare della Nato per un ingresso nell’Alleanza Atlantica della nazione. Egli avrebbe percepito la pressione militare vicino al confine del 1989 ridefinito dopo la caduta dell’Unione Sovietica con la costituzione delle repubbliche Baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina nella zona europea. In effetti da esperto politico e militare avrebbe a suo tempo mal sopportato questa scissione e avrebbe successivamente voluto almeno mantenere nella sfera di influenza politica russa ed economica i territori ex sovietici ma le cose non sono andate come sperato. I nuovi paesi, infatti, erano attratti dallo stile di vita occidentale con disponibilità di beni materiali e tecnologici per tutti, beni che le popolazioni delle vaste aree dell’immensa Russia (che rimane comunque la più vasta nazione del mondo) non sempre possono permettersi. In Russia permangono condizioni di vita differenti tra le città più popolose e le zone rurali. Il regime nell’ultimo periodo preferisce privilegiare alcune categorie di persone tra cui gli oligarchi, che gestiscono le risorse strategiche come il gas e le risorse minerarie accumulando enormi ricchezze. Lo stato da parte sua non si impegna a redistribuire le ricchezze ma si interessa soprattutto a come riempire gli arsenali e a prepararsi alla guerra. Nonostante ciò, il consenso per il regime è grande, Il popolo russo è abituato a soffrire, non cerca la felicità, vive nell’ansia che un possibile nemico lo attacchi: in tal caso ciascuno dovrà dare il proprio contributo per difendere la nazione e anche a sacrificare la propria vita. Chiaramente la narrazione politica contribuisce e influenza le opinioni e gli stili di vita, totalmente diversi da quelli degli occidentali con le loro follie e sregolatezze, e perdita dei valori “morali”: uso di droghe, tolleranza omosessuale, ecc. Lo “Zar” ha quindi deciso di intraprendere questa avventura o come la chiama lui “operazione militare speciale” che per la verità era già iniziata nel 1914 con l’invasione e annessione della Crimea, ponendo come obiettivo la conquista del Donbass (regioni: Donetsk e Lugansk e Zaporihzhia). Regioni ad oggi quasi completamente conquistate ma ad un prezzo altissimo di vite umane sia russe che dei difensori ucraini. I bombardamenti e la guerra non interessano solo il fronte ma anche tutte le città ucraine e ciò provoca molte vittime anche tra i civili nell’intento degli aggressori di far capitolare la difesa strenua dopo tanto tempo. Il capo del Cremlino sembra incurante delle vite dei suoi soldati, spesso provenienti dalle regioni più povere della Russia o mercenari provenienti dall’estero, egli pur essendo vicino alla sua meta non cerca ancora una vera trattativa per la pace. Intanto promette ai suoi oligarchi le immense risorse minerarie delle regioni conquistate quasi a giustificare lo sforzo bellico. La stessa Ucraina, con l’aiuto delle nazione europee e (un po’ meno ormai degli americani) sta mettendo in difficoltà la Russia col danneggiamento, con i droni, degli impianti petroliferi. E’ difficile intravedere la fine delle ostilità: nonostante le sanzioni la Russia continua la sua guerra aiutata da quelle nazioni che non le applicano tra cui la Cina. I russi non vogliono mediatori europei perché ritengono gli stati europei direttamente coinvolti nella guerra perché aiutano Kiev.
Intanto in Europa si ipotizza un possibile attacco russo, a conclusione della guerra in Ucraina, ai paesi baltici principalmente per voce dell’ex Premier russo Kasyanov, scappato in occidente dopo l’attacco russo in Ucraina. Questa notizia insieme alle altre guerre in corso per il mondo è una manna dal cielo per le industrie belliche, soprattutto quelle americane che continuano a fare affari vendendo armi sia ai paesi in guerra che agli altri che si riarmano.
La rivoluzione industriale ed energetica in atto è stata lasciata, ingenuamente, nelle mani dei cinesi, pertanto le fabbriche europee non riescono a colmare il ritardo tecnologico e si trovano in crisi. Gli ingegneri che per anni hanno inutilmente seguito la strada dell’efficientamento dei motori termici si trovano spiazzati e incapaci di lavorare su veicoli elettrici o ad idrogeno, qualcuno sta pensando di convertire alcune fabbriche di veicoli per produrre armi: droni, blindati e sistemi missilistici ecc.
Produrre quindi strumenti di morte, come se fosse una cosa normale, normale come il bollettino dei morti o feriti con danni permanenti nei vari fronti che pare non ci sorprenda più! Sarà normale anche una ulteriore escalation con l’uso delle armi nucleari “tattiche”, sempre più probabile in Ucraina e in alcuni luoghi strategici dell’Europa per prevenire e scoraggiare qualsiasi reazione? Tanto Cina e America potranno dormire sonni tranquilli essendo i loro territori abbastanza lontani per non subire le conseguenze delle radiazioni nucleari. Come se non bastassero i danni prodotti all’ambiente dalla guerra “convenzionale” in atto: la contaminazione dell’aria e del suolo compromette anche l’agricoltura e diventa un problema per una nazione come l’Ucraina che produce grano e olio di girasole e lo esporta in molti altri paesi. Una esplosione nucleare, oltre a produrre morte e distruzione totale subito nelle vicinanze del luogo in cui avviene, produce effetti che si propagano anche a notevoli distanze. Si pensi all’incidente nucleare nella centrale di Cernobyl con le radiazioni che si sono propagate in mezza Europa compreso il nostro territorio provocando, nel tempo, un aumento delle malattie tiroidee e oncologiche.
Il riarmo non previene la guerra (secondo alcuni dovrebbe fare da deterrente agli aggressori) ma la alimenta: chi possiede armamenti finisce per usarli. Ma non hanno ragione nemmeno quei politici che minimizzano i pericoli provenienti da est, che sono contro gli aiuti (militari o umanitari) all’Ucraina che combatte l’invasore russo perché, probabilmente, al soldo di Putin e sono contrari a qualsiasi spesa per la difesa fingendosi pacifisti. Diversa è in Italia la posizione del pentastellato Conte che non ha un legame evidente con i russi ma è contro il riarmo e il sostegno a Kiev, pur riconoscendo i russi come aggressori, perché convinto che ciò non porterà mai ad un negoziato di pace. L’accumulo di materiale bellico negli arsenali dei singoli paesi europei, senza una strategia comune, fa lievitare enormemente la spesa militare a scapito delle spese in altri settori per i bisogni essenziali dei cittadini. Inoltre non aumenta la sicurezza in quanto, senza un coordinamento Nato, in caso di attacco, un singolo paese non sarebbe in grado di far fronte alla minaccia.
La speculazione che fanno le destre sulle divisioni del “campo largo”, che aggrega le sinistre alfine di prevalere sulle destre, lascia il tempo che trova. Intanto le destre delle chiacchiere continuano a far passare in Parlamento decreti e leggi incostituzionali, avendo ampia maggioranza data da una legge elettorale molto dubbia, che permette ai cittadini la possibilità di scegliere solo i capipartito. Ora non contenta la Premier vuole una nuova legge elettorale che non solo non fa scegliere i rappresentanti ma “elegge” il Premier, capo del partito di maggioranza relativa a capo della coalizione che ottiene più voti. Inoltre assegna un premio di maggioranza esagerato in modo che chi vince possa “governare” indisturbato per tutta la prossima legislatura.
In pratica i cittadini, se vanno a votare, con la nuova legge eleggono il Premier, competenza che per Costituzione spetta al Capo dello Stato, mentre il parlamento sarà formato da perfetti sconosciuti scelti dai capipartito, in base al numero di voti, e il governo lo forma a piacimento il Premier! Si spera che la Corte Costituzionale rilevi i requisiti di incostituzionalità e blocchi la legge!
Intanto, continuano i colpi di mano del Ministro della Giustizia, che continua ad andare a ruota libera contro i giudici, anche dopo aver perso il referendum che voleva modificare la Costituzione, invece di rassegnare le dimissioni come sarebbe stato più opportuno. Tra tutti continua a mandare avanti l’abolizione dell’abuso di ufficio, nonostante il monito della Comunità Europea che impone la sua reintroduzione. L’abuso di ufficio è una catastrofe per la nostra società, le regioni, e gli enti pubblici che hanno avuto finanziamenti per i loro progetti possono assegnare, senza gara, i lavori. Le amministrazioni possono spostare a piacimento da un capitolo all’altro le spese. Sembra proprio che per le mafie, che questo governo si vanta di combattere, si apra un’autostrada per mettere le mani sui soldi pubblici. Tra l’altro per legge si impedisce di pubblicare i nomi degli arrestati a conclusione delle indagini anticrimine è una palese limitazione della libertà di stampa, e non si capisce chi deve favorire. La maggioranza, più che combattere le mafie, continua la battaglia contro quelli che chiama “maranza”, ragazzi che, specie nelle grandi città, la sera alzano il gomito e provocano risse e altri reati minori, e continua a emettere decreti che inaspriscono le pene, ma non fanno diminuire i reati. Forse sarebbe meglio trovare un modo per educarli ad un comportamento più rispettoso per gli altri e prevenire i reati piuttosto che pensare solo alle punizioni dopo che i reati sono stati commessi, per esempio mettendo più controlli di polizia per sequestrare le armi bianche in possesso dei frequentatori della movida: I giovani sono quelli che un domani dovranno sostituire le maestranze e gli ingegneri nelle fabbriche e nell’agricoltura, gli scienziati nei vari settori, gli informatici per il controllo delle sistemi informatici delle aziende e dell’AI, che pare sia diventata essenziale in ogni attività. Non possiamo permetterci che abbiano la vita rovinata per una serata storta.
Se guardiamo un attimo al mondo esterno, vediamo molti focolai di guerra specie nel Medio Oriente con conseguenze gravi per le popolazioni dei territori contesi. Sembra che le azioni della Russia in Ucraina siano un precedente che ha dato autorizzazione ad alcuni despoti di violare quelle poche regole internazionali che impedivano ad un paese di invadere un altro sovrano, così Israele prima distrugge Gaza, poi invade il Libano con la scusa di combattere gruppi terroristici con dubbia efficacia. Da parte loro gli Americani bombardano l’Iran a più riprese, alternando trattative volte, secondo loro, a bloccare il programma loro nucleare, ma con scarsi risultati perché gli Ayatollah da quell’orecchio non vogliono sentire. Intanto le conseguenze le paghiamo anche noi, legati al petrolio al gas che passa attraverso lo stretto di Hormuz, che rimane perennemente chiuso, provocando una crisi senza precedenti. Ci viene il dubbio che queste guerre (che noi non abbiamo voluto né pensiamo una volta concluse, se saranno mai concluse, portino alcun beneficio in termini di sicurezza sui nostri territori e che sono condotte dai due leader, Netanyahu e Trump, senza alcun rispetto per e vite umane innocenti che sacrificano) servano ai Leader stessi per risalire nei sondaggi elettorali, insomma per essere sicuri di mantenere il potere a tutti i costi nonostante i fallimenti delle loro politiche approssimative irrazionali e istintive in tutti i settori ma soprattutto nelle relazioni internazionali!

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