
Aiello: “L’Europa delle destre e la cultura dell’odio, un sistema che ci trascina verso la guerra”
di Pasquale Aiello
Le destre al governo in Europa stanno cercando di sviluppare con ogni metodo la cultura dell’odio insinuandola nella vita e nella coscienza delle popolazioni per mantenerle, così, sottomesse tramite la paura. Ma è come un terreno minato su cui rischia di saltare per aria l’intera civiltà umana. Arriverà un giorno in cui la gente scaraventata nell’angoscia e nella povertà, capirà di ‘non avere più niente da perdere se non le proprie catene’ e rivolterà tutta la furia e lo sdegno contro coloro che rappresentano questo sistema poiché produce solo miseria e macerie sociali calpestando la dignità umana. In Italia, il governo in carica ha fondato sin da subito la sua identità sull’odio e su una propaganda violenta e indecente. E per uno stato democratico, questa è una scelta immorale e indecorosa che non facilita i rapporti con gli altri paesi e neanche la dialettica parlamentare stessa. Ogni cenno di critica e dissenso, sacrosanto, da parte delle opposizioni viene arginato se non inibito, ogni protesta civile e pacifica viene impedita se non addirittura repressa, anche con la forza. La nuova classe al potere, cialtrona e forse anche incapace politicamente, che disprezza i poveri invece di combattere la povertà, detesta i diversi e odia i migranti, si contrappone a un insieme di persone che vorrebbero rilanciare la politica intrecciando relazioni sociali e rapporti politici richiamandosi a un tempo lontano in cui a farla da padroni erano il rispetto reciproco, la lotta per l’uguaglianza, la pace, l’apertura e l’ascolto verso i disagi e le sofferenze dell’altro, le aspirazioni dei giovani e la valorizzazione delle loro abilità e competenze, la credibilità delle istituzioni.
Questo governo guerrafondaio, campione di subalternità, si schiera, senza esitare e ubbidendo ciecamente, contro gli pseudonemici dell’Europa, inventati esclusivamente dalla ‘coalizione epstain’. L’attenzione maggiore è focalizzata sulla Russia. Di conseguenza, si innesca il business del riarmo, sacrificando, ovviamente, la sanità, il lavoro e l’intero stato sociale in cui migliaia di cittadini non solo non hanno più diritto a curarsi come garantito dalla costituzione, ma ormai non mettono insieme il pranzo con la cena e tanti neanche il solo pranzo. I russi, coloro che a suo tempo hanno liberato l’Europa dal giogo nazifascista, sono ora il male assoluto e vanno detestati. Chiunque dissente e protesta, i lavoratori in sciopero, gli studenti, i senza casa, i disoccupati, le flottille di mare e di terra che portano aiuti in terra di Palestina vanno biasimate e avversate. Invece, i ‘falsi ebrei’ aschenazi(s)ti, profeti dell’ideologia sionista intessuta di barbarie e becero razzismo, che da dietro lo scudo di un falso messianismo governano lo ‘stato d’Israele’ e con metodi terroristi compiono genocidi, affamano e colonizzano con la forza intere popolazioni, loro sono i ‘buoni’, sono ‘l’unica democrazia del medioriente’ e per questo vanno sostenuti e se possibile fiancheggiati e armati. Questo è il contesto drammatico in cui i governanti della UE, italici in testa, ci sguazzano agli ordini di ‘Don donald’. Questa nuova destra bellicista, portata all’attenzione mediatica della comunicazione asservita e ora condotta al potere, parte da molto lontano, è stata istruita con meticolosità per anni dal potere sovranazionale, spegnendo i cervelli di interi popoli, compreso quello italiano, mediante grandi distrazioni di massa e, sostenuta in seguito da grandi flussi di denaro che hanno attraversato l’Atlantico in lungo e in largo, è stata foraggiata la politica degli stati ammaestrandola ai voleri di una galassia di dirigenti dei vari ‘deep state’ connessi tra loro. Le lobby di potere, le reti massoniche, i think tank e molte fondazioni integraliste hanno investito milioni di dollari in campagne per influenzarne le politiche dei vari governi e addomesticarle. Di sicuro non per salvaguardare il poco di civiltà occidentale come tanti cianciano, ma per alimentare e sostenere il sistema feroce del capitalismo in crisi tramite gli apparati economico-militari dell’imperialismo, reprimendo anche violentemente domande e interpellanze innovatrici che potrebbero compromettere l’apparato finanziario, economico e razziale su cui poggia il predomino occidentale.
Sono aggregazioni di potenti che non hanno il vizio delle regole, sono quelli che ‘consigliano’ le politiche restrittive con limiti e sacrifici per i cittadini, sono quelli che a dispetto anche di discordanze tra loro, si sono uniti e hanno creato un immaginario collettivo fondato sull’odio verso lo pseudonemico di turno, migranti, russi, Islam, propal, comunisti e i non-allineati spagnoli. La guerra permanente, pertanto, è il loro galleggiante. Secondo molti studiosi e analisti, ci troviamo oggi in una situazione che potrebbe spalancare le porte di una nuova ‘grande guerra’, agevolata da una fortissima ondata reazionaria, propagandata da una grande e capillare rete globale della comunicazione e finanziata dalle grandi banche e fondi d’investimento del ‘governo mondiale’. A tutto questo, allora, bisogna contrapporre una pianificazione di massa fatta dai lavoratori, salariati e proletari, studenti e giovani che con tenacia e passione ideale abbia la forza di annullare i confini, partendo dal basso, col carattere di un nuovo internazionalismo. E’ un momento, questo, in cui è molto facile cedere al disprezzo del povero verso l’altro povero o anche cadere nel terrore facendosi pervadere dalla paura. La storia, però, insegna che da queste esperienze forti rinasce la resistenza. Operare insieme per la costruzione di un mondo diverso, che sia in grado di ispirare sentimenti opposti a quelli di disperazione, oppressione e odio. Il sistema ideato e costruito da ‘loro’ per questo mondo non è dogma divino. I popoli uniti sapranno e dovranno agitarsi e fare tutto il possibile per sovvertirlo.
Foto di Levi Meir Clancy su Unsplash
