Caulonia piange Cornelio Roccisano: il ricordo di Giovanni Di Landro

Caulonia piange Cornelio Roccisano: il ricordo di Giovanni Di Landro

Poco fa ho partecipato alle esequie del caro amico Cornelio Roccisano, e non posso
nascondere che un velo di profonda commozione mi ha pervaso quando la bara ha varcato la
soglia della chiesa e i miei occhi si sono riempiti di lacrime.
Cornelio è stata una di quelle figure che mi hanno accompagnato nella mia infanzia e che
ora, da adulto, sto vedendo purtroppo piano piano scomparire.
Ci sono spazi che non sono solamente dei meri esercizi commerciali o delle botteghe, ma
custodiscono invece la storia e la memoria di una comunità, e il suo storico salone da
barbiere della zona marina era uno di questi.

Cornelio è stato il mio barbiere quando ero bambino e, si sa, quando poi si diventa adulti, i
ricordi dell’infanzia sono sempre i più belli e i più cari.
Cornelio non era però soltanto “il barbiere”, era una presenza familiare, un punto di
riferimento, un amico sincero ed affettuoso. Mi ricordo quando andavamo da lui con mio
padre per tagliarci i capelli, e non era solo un’abitudine necessaria per tenersi in ordine, era
invece piuttosto l’andare a trovare un amico, una persona cara, una di quelle persone che
avevi la gioia di incontrare.

Nella foto Giovanni Di Landro

Tra i ricordi più vivi di quel periodo c’è un gesto semplice ma che per me aveva un gran
valore e che descrive anche l’umanità e la bontà di Cornelio: quando sono divenuto
ragazzino, mi ricordo che mi capitava di recarmi da lui in bicicletta, e lui mi faceva
parcheggiare la mia bici direttamente all’interno del salone per il timore che, lasciata fuori
incustodita, potesse essere rubata, cosa che sicuramente poteva essere per me, ragazzino, un
piccolo dramma; Cornelio però lo sapeva, e con il sorriso mi veniva incontro e mi
rassicurava trovando sempre un posto sicuro per la mia bici dietro la vetrina del suo salone.
Quel gesto, apparentemente banale, descriveva invece la misura di un uomo capace di
custodire e di rispettare ogni suo cliente, soprattutto noi ragazzini.

Ricordo poi affettuosamente quando, talvolta, tardava ad aprire il salone, ma noi, primi
clienti, sapevamo sempre dove trovarlo: al bar difronte a giocare a carte con gli amici, e,
quando ci vedeva, arrivava tutto trafelato scusandosi e sorridendoci teneramente.
E poi c’erano i suoi racconti. Sotto il ticchettio ritmico e potente (chi lo ha conosciuto lo
sa!) delle sue forbici, il suo salone si trasformava in un teatro di storie e di racconti, come
spesso avveniva (ora, ahimé, un po’ meno!) nel salone dei barbieri. Cornelio mi parlava
spesso della sua giovinezza, di quando era andato in Australia dove, se non ricordo male,
aveva appreso la sua arte, ricordi pieni di sofferenze, di abbandoni, ma anche di sogni di
riscatto, di lavoro e di dignità tipici della sua generazione. Per me ragazzino, quei racconti
assumevano i contorni di una fiaba moderna, dove, ad esempio, l’Australia non era più una
terra lontana segnata su un atlante, ma un luogo reale, reso vivo dalla voce di chi l’aveva
vissuta veramente.

Mi è dispiaciuto tanto poi sapere che, nell’ultima parte della sua vita, Cornelio ha sofferto, e
la sofferenza purtroppo, a volte, fa ancora più male della morte!
Cornelio appartiene al tempo degli affetti, quel tempo in cui la bottega del barbiere era un
luogo di incontro, dove ci si guardava negli occhi, ci si chiamava per nome (mi chiamava
affettuosamente sempre “Giovannino”, in ricordo di mio nonno!) e ogni cliente non era solo
un cliente, ma un amico vero. Cornelio apparteneva a quella schiera di artigiani gentili che hanno edificato, per certi versi, il tessuto morale ed emotivo della nostra comunità. Non
tagliava soltanto barbe e capelli, creava legami, trasmetteva valori e offriva a tutti conforto e
sicurezza. Alla sua famiglia e ai suoi cari giungano le mie più sentite condoglianze e l’abbraccio
sincero e commosso non solo mio, ma di una intera comunità, quella di Caulonia, che lo
ricorda con estremo affetto e lo porterà per sempre nel proprio cuore.

Giovanni Di Landro

A queste sentite condoglianze si unisce anche la redazione di Ciavula, che esprime alla famiglia Roccisano la propria sincera vicinanza in questo momento di dolore e si stringe con affetto a tutti coloro che hanno conosciuto, stimato e voluto bene a Cornelio.

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