
Mancata eliminazione delle barriere architettoniche, Associazione ADDA: “Avviata un’istruttoria contro il Comune di Bovalino”
Non ci sono più scuse, e a certificarlo non sono supposizioni, ma gli stessi atti ufficiali del Comune di Bovalino. L’Associazione ADDA (Associazione Difesa Diversamente Abili), guidata dal presidente Vito Crea, incassa un risultato storico che mette spalle al muro l’inerzia amministrativa locale: il Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità della Regione Calabria, Avv. Ernesto Siclari, ha formalmente avviato un’istruttoria contro il Comune di Bovalino. Viene così richiesto all’Ente l’invio immediato di una relazione dettagliata e di un cronoprogramma finanziario ed operativo.
Da anni l’Associazione ADDA porta avanti una battaglia sul territorio senza remore, senza timori reverenziali e senza alcuna paura, mossa dall’unica e assoluta priorità costituzionale: la difesa dei diritti inderogabili delle persone con disabilità.
Una determinazione che ha costretto le istituzioni regionali a intervenire a seguito della segnalazione formale inoltrata dall’associazione il 17 giugno 2026.
I dati sono certificati dal Comune: la fine degli alibi. L’aspetto più paradossale ed emblematico di questa vicenda risiede nel fatto che l’ADDA non fa altro che pretendere il rispetto di dati ufficiali e criticità formalmente accertate e certificate dallo stesso Comune di Bovalino
Le barriere fisiche denunciate dall’associazione sono scritte nero su bianco nel Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), approvato con Deliberazione della Giunta Municipale n. 155 ben più di un anno fa, il 6 giugno 2025.
Nelle tavole tecniche allegate a quel piano (TAV. 2 e TAV. 6), l’amministrazione comunale ha firmato il proprio atto di accusa, ammettendo che a oggi persistono gravissime barriere in strutture chiave:
Nel Palazzo Municipale: ascensore non funzionante, rampe non a norma e totale assenza di percorsi tattili.
Nella Villa Comunale: inaccessibilità diffusa degli spazi pubblici.
Negli stalli di sosta: irregolarità e carenze nei parcheggi riservati.Un’immobilità che, come ha ricordato il Garante richiamando la giurisprudenza amministrativa e la Convenzione ONU, non è un semplice ritardo burocratico ma configura una vera e propria inerzia amministrativa suscettibile di integrare una discriminazione indiretta.
Oltre il cemento: l’omissione sulle barriere culturali e sulla neurodivergenzaIn questa dura presa di posizione, l’Associazione ADDA sottolinea come l’amministrazione abbia finora volutamente omesso di puntare il dito contro le barriere culturali e generali, quelle che alimentano i pregiudizi e relegano la disabilità a un problema marginale o di mera facciata.
L’accessibilità non è un costo o un adempimento burocratico rimandabile, ma un pilastro di civiltà.Ciò che ferisce e sconcerta maggiormente è la totale e drammatica assenza di attenzione per quanto riguarda le barriere inerenti le persone neurodivergenti.
Nel dibattito pubblico e nella programmazione comunale, lo spettro autistico e le disabilità invisibili e cognitive rimangono completamente ignorate.
Manca qualsiasi tipo di progettazione legata alla comunicazione aumentativa alternativa, alla rimozione di sovraccarichi sensoriali negli spazi pubblici o a servizi inclusivi pensati per la neurodivergenza
Una dimenticanza inaccettabile che taglia fuori una fetta enorme della nostra comunità.La promessa dell’ADDA: la guardia resta alta!
L’ Associazione ADDA ringrazia il Garante Regionale Avv. Ernesto Siclari per il tempestivo e autorevole intervento.
Avverte, allo stesso tempo, che questa è solo una prima tappa. L’ADDA continuerà a vigilare, a denunciare e a pretendere risposte concrete nelle sedi opportune. I tempi delle promesse scritte sulla carta e delle passerelle politiche sono scaduti. I diritti non si negoziano e non aspettano i comodi della burocrazia.
ASSOCIAZIONE ADDA
