Murdolo: “Bivongi in piazza per omaggiare il poeta Umberto Balzanelli”

Murdolo: “Bivongi in piazza per omaggiare il poeta Umberto Balzanelli”

di Mario Murdolo

Serata all’insegna della cultura e della poesia, l’altra sera a Bivongi, con la presentazione del libro di pensieri e poesie di Umberto Balzanelli. Un libro di oltre 500 tra pensieri e poesie, presentato a Bivongi perché Umberto, pur essendo nato e vissuto al Nord, a un certo punto della sua vita ha deciso di venire a vivere a Bivongi, dove è rimasto per oltre dieci anni, amante com’era della natura e della campagna, e desideroso di scappare dai fastidiosi rumori delle città.
Io, durante la sua permanenza nel nostro paese, ho avuto pochissime occasioni per dialogare con lui, essendo lui molto schivo e riservato, e per questo non ho potuto conoscere la sua vera identità e i suoi tanti pregi. Solo dopo la sua morte, i suoi amici, con in testa Paolo Rausa, che ha coordinato la serata di Bivongi, hanno voluto onorare il suo ricordo pubblicando le sue poesie.
E così, grazie allo stesso amico Paolo, che mi ha fornito notizie dettagliate su Umberto per poter scrivere un articolo, ho appreso che Umberto — che vedevo sempre quando si ritirava dalla campagna che amava tanto e che gli regalava tanta serenità e pace — era una persona di elevata cultura, laureato con pieni voti, dedito alla beneficenza e al volontariato solidale, e che in silenzio scriveva poesie che, essendo lui una persona buona, non potevano che avere come filo conduttore l’altruismo, l’antirazzismo, la vita contadina; nello stesso tempo, non mancava di essere molto critico verso chi operava nella società in modo abietto e distruttivo. Si rilassava, nei momenti di pausa, ascoltando i Pink Floyd.
L’importante iniziativa è stata voluta dall’Amministrazione Comunale, dall’Associazione “Le Radici e le Ali” di Adele Murace e dallo Yepp di Miriam Zaffino. La sindaca Grazia Zaffino ha dichiarato che era giusto ricordare Umberto, che è stato un simbolo di bella e corretta immigrazione, e che a Bivongi ha ricevuto una calorosa accoglienza.
E se ce ne fosse stato bisogno, l’altra sera la piazzetta V. Emanuele era gremita, principalmente dai suoi amici, che lo hanno aiutato a inserirsi nel tessuto sociale bivongese e poi a trovargli qualche pezzo di terreno da coltivare e una casa lontana dai rumori delle automobili.
Ed è un privilegio che il suo libro sia presentato a Bivongi, essendo stato presentato in precedenza solo in pochissimi altri comuni. All’inizio dell’evento è stato proiettato un video con una sua bella intervista, realizzata nel periodo in cui è stato a Bivongi. E tra tutti gli aspetti positivi, mi ha colpito quando ha detto che è stato impaurito e preoccupato per la nostra precaria situazione sanitaria, che non gli garantiva sicurezza e serenità. E io avrei aggiunto che, nonostante le sue denunce e quelle dei sindaci e dei cittadini, da allora non è cambiato niente.
Umberto, a Bivongi, ha lasciato un buon ricordo e, per gratitudine verso il nostro paese, ha scritto anche poesie riguardanti personaggi e fatti nostrani. La stima e l’affetto nei suoi riguardi sono stati manifestati in occasione della sua morte, quando i suoi amici hanno fatto affiggere un manifesto funebre su tutti i muri del nostro paese, considerandolo uno dei nostri.
Inoltre, manco a farlo apposta, l’altra sera, guardando un mio video sulla festa di San Martino a Bivongi, ho avuto la bella sorpresa di trovare, sul finale, una foto di Umberto, che sembrava voler rappresentare un addio a Bivongi, che era stata la sua seconda patria.

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