
Violi: “La nostra classe dirigente si rifà sulle accise e non incentiva la transizione elettrica”
di Francesco Violi
Recentemente Il CAT, (Climate Action Tracher) ha pubblicato un rapporto a Baku in cui si prevede un aumento della temperatura media della globale a causa dalle emissioni di anidride carbonica di 2,7 °C nel 2100, molto maggiore dell’obiettivo prefissato di 1,5 °C nella conferenza sul clima di Parigi del 2015. Ma il problema, come in questo periodo stiamo verificando sulla nostra pelle, è che già nel 2026 siamo ben oltre 1,5°C rispetto all’era preindustriale!
Come al solito una certa categoria di persone se ne infischia delle teorie degli scienziati pur di mantenere lo stile di vita raggiunto e continua a consumare fonti fossili per produrre energia, Qualcuno provoca guerre per tartassare i consumatori con aumenti dei carburanti e delle bollette elettriche quasi del tutto ingiustificati. La soluzione c’è ma le novità non piacciono alla gente comune, disposti a pagare sempre di più pur di mantenere certe abitudini radicate.
Già da qualche anno in Norvegia, molto attenta ai problemi ambientali, nessuno compra più auto con motore termico. L’Etiopia, che non ha fabbriche sul proprio territorio, ha deciso di vietare le auto diesel o a benzina optando per quelle elettriche: si tratta di un paese povero, ma paga a proprie spese gli effetti del cambiamento climatico e quindi vuole dare il suo piccolo contributo ma anche una lezione ai potenti e arroganti che si inventano guerre per tartassare i paesi più poveri e inquinare sempre di più. Presto sarà seguita da un altro paese; la Malaysia. E in Italia cosa succede?
Pare che i mezzi elettrici siano presenti solo negli autonoleggi che non riescono ad affittarli per mancanza di colonnine di ricarica nelle località di vacanza; nessuno è interessato ai cambiamenti climatici, la gente compra auto ibride (vero obbrobrio di complessità ed elettronica) che spesso hanno una andatura non lineare specie in salita (vanno sotto sforzo e non accelerano), pur di non essere tormentati dall’ansia di ricarica. Chiaramente la nostra classe dirigente, che predica sempre un abbassamento delle tasse, deve far quadrare i conti della riduzione fiscale sugli stipendi più alti per cui si rifà sulle accise dei carburanti e non ha alcuna intenzione di incentivare l’uso delle auto elettriche. Per questo si fa aiutare dai principali fornitori di colonnine di ricarica che usano astruse APP per la ricarica mentre al distributore di benzina si usa tranquillamente il bancomat. Non solo, dove sono le colonnine? In Italia qualcuna è presente in posti più impensabili e in alcuni distributori di una certa marca, mentre negli altri nulla. In Calabria quasi nulla. A Gioiosa Ionica erano presenti 5 colonnine. Quattro sono state, momentaneamente si spera, staccate per lavori strutturali sulla carreggiata; la quinta si trova in un posto poco accessibile, sulla costa Ionica è presente una nei pressi di un supermercato a Siderno e poi a Melito PS in un distributore, dimenticavo sono presenti due colonnine a Bova a 800 metri di altezza se qualcuno, che deve ricaricare, ha energia sufficiente per raggiungerle. Chiaramente nessuno è interessato a comprare le auto elettriche, nemmeno quelli che si possono permettere di ricaricare in casa avendo impianto fotovoltaico con accumulo. Le vendite si attestano a livello nazionale intorno al 2,5% ma ci si lamenta sempre dell’aumento dei carburanti, mentre i nostri governanti hanno sembrano avere altri grattacapi legati all’immigrazione clandestina di disperati nell’enclave spagnola di Ceuta nei pressi di Gibilterra, sul suolo Africano, e non si sa perché, hanno deciso di sospendere unilateralmente il trattato di Shenzhen sulla libera circolazione delle persone e delle merci con la Spagna. Noi pensiamo che sia un altro tentativo contro lo Stato Spagnolo, diretto da un ministro con la testa sulle spalle, (che ha già risolto il problema di Ceuta) e non certo per arginare una improbabile invasione di clandestini in Italia! La loro ossessione per cacciare i clandestini che, se regolarizzati, portano un grande apporto al PIL, (ma questo non lo dice nessuno) è legata al consenso politico che, con le loro parole e le loro azioni sempre inefficaci e inutili ai fini della sicurezza, porta ai loro partiti. Sarà per questo che gli stranieri pur muniti di permesso di soggiorno e lavoro stabile non trovano casa al nord Italia: gli italiani sono tartassati dalla propaganda politica che sfrutta qualche caso di cronaca per esaltare l’intolleranza e decretare inutili inasprimenti di pena su reati ampiamente trattati da Codice Penale esistente. Gli Italiani si comportano come coloro che nella seconda metà del secolo scorso scrivevano sulla porta delle case sfitte “non si affitta ai meridionali”. Oggi gli Italiani cambiati perché i meridionali sono indistinguibili, e allora si scrive “non si affitta ai migranti”. Insomma è cambiato il nemico: prima erano i Calabresi, considerati tutti lavativi, sporchi e delinquenti; oggi sono gli stranieri, che secondo l’immaginario collettivo ad essere tutti sporchi e delinquenti e irrispettosi delle regole. Non si fa nulla per l’integrazione di questa gente disperata che sfugge da guerre carestie, tranne qualche associazione no profit che accoglie e cerca di insegnare loro l’essenziale per poter essere avviati al lavoro. Perfino i minori non accompagnati verranno respinti e gli stranieri che lavorano stabilmente non potranno ottenere il ricongiungimento famigliare previsto pure dalla legge razzista Bossi-Fini!
Intanto si pensa a come comprare armi di difesa e stuzzicare la Russia accusata di voler intraprendere una guerra contro L’Europa. Ma l’azione contro la Spagna non fa più male all’Europa di presunta guerra?
L’ultima cosa che la maggior parte degli Italiani poteva pensare era quello di eleggersi, soprattutto per colpa dell’astensionismo, un governo di politici che si comportano come Mussolini nel secolo scorso, e che fanno leggi, come l’autonomia differenziata, per mandare il paese alla rovina economica, ideologica e culturale: vogliono un paese che pensa con la pancia, non un paese istruito che ragiona sulle scelte.
Pensiamo che questi nostri rappresentanti non saranno i primi, nell’innovazione tecnologica, non lo saranno nel progresso sociale, e tantomeno economico vista la riduzione del potere di acquisto delle famiglie; sicuramente non lo saranno in Paradiso, dopo le malefatte fatte al prossimo, tanto che dovranno fare, nella migliore delle ipotesi, molti secoli di Purgatorio, partendo dal girone dei Superbi, per espiare le loro colpe.
