
Antonio Chiera: “Caulonia piange il genio e l’umanità di Mister Dimasi”
di Antonio Chiera
«Mister, sposta la Panda “bianconera” che dobbiamo cominciare!»: Caulonia piange il genio e l’umanità di Vincenzo Dimasi
«Se in Paradiso non si parla di Platini e non c’è un rettangolo verde dove litigare bonariamente dopo un fallo subito, io qui con voi non ci resto neanche cinque minuti!». Inizia con l’eco ideale di una di quelle sue battute fulminanti, gridata a mezza voce con il sorriso tra i denti e la passione negli occhi, il ricordo di Vincenzo Dimasi. Per tutti, semplicemente e per sempre, “U Mister”.
A Caulonia, e in tutta la Locride, parlare di calcio locale e di aggregazione giovanile significa inevitabilmente pronunciare il suo nome. Il campo sportivo non era per lui un semplice impianto di gioco: era la sua dimora naturale, il luogo dell’anima dove il pallone diventava uno strumento straordinario per educare, unire e far crescere intere generazioni di ragazzi. Non c’è giovane cauloniese che abbia dato un calcio a un pallone senza portare dentro di sé un insegnamento, un urlo liberatorio o una carezza paterna di mister Dimasi.

Un personaggio unico: dalla panchina alla mitica Panda bianconera
Personaggio straordinariamente egocentrico, originale nel vestire e mai banale, mister Dimasi, ha incarnato l’essenza pura del calcio di provincia, quello vero, fatto di polvere, sudore e tanta passione. Chi potrebbe mai dimenticare le sue autentiche “sceneggiate” in panchina? Momenti di puro teatro sportivo, conditi da proteste vivaci, gesti teatrali e indicazioni tattiche gridate con tutto il fiato in gola, che continuavano poi negli spogliatoi con discussioni accese ma sempre intrise di un rispetto e di un affetto immensi per i suoi ragazzi.
E poi c’era la sua altra grande passione, indissolubilmente legata alla sua figura: la Juventus. Un amore viscerale per i colori bianconeri e per il mito di Michel Platini, trasformato in un simbolo tangibile grazie alla leggendaria “auto”, la sua iconica Fiat Panda personalizzata con la livrea della Juve. Un bolide di simpatia e appartenenza che preannunciava il suo arrivo in paese e che faceva sorridere chiunque la incrociasse lungo le vie di Caulonia.
La sala giochi e il servizio al sociale: un cuore grande per Caulonia
Ma la vita di mistet Vincenzo Dimasi non si è esaurita sul rettangolo di gioco. Storica e fondamentale è stata la creazione della sua sala giochi, una delle primissime nate a Caulonia. Più che un luogo di svago, quel locale è stato per decenni un vero punto di riferimento educativo e sociale, una seconda casa aperta a tutti dove il Mister accoglieva i ragazzi, ascoltava i loro problemi, stemperava le tensioni e offriva sempre una parola di conforto o un consiglio sincero.
Dietro l’aspetto vistoso e la personalità travolgente batteva sempre un cuore guidato da valori incrollabili:
Umanità profonda: la capacità rara di immedesimarsi nelle fragilità dei più giovani, senza mai giudicare ma tendendo sempre la mano.
Umiltà e genialità: doti che solo i grandi personaggi di paese sanno fondere insieme, trasformando la semplicità quotidiana in un’opera di valore comunitario.
Amore incondizionato per Caulonia e per il Kaulon: la squadra del paese è stata la sua creatura, guidata con un trasporto e un’energia che nessuno è mai riuscito ad eguagliare.
Vincenzo Dimasi lascia un vuoto incolmabile, ma anche un’eredità morale ricchissima. Caulonia non lo ricorderà soltanto per le risate, le battute goliardiche o le interminabili discussioni calcistiche sul modulo tattico o su “Le Roi” Platini, ma soprattutto per il rispetto, la dignità e l’amore smisurato che ha saputo donare a chiunque abbia avuto il privilegio di incrociare il suo cammino.
Fai buon viaggio, Mister. Prepara i tacchetti e parcheggia la Panda a bordo campo: lassù c’è già un pallone che ti aspetta.
