Aumenti dei ticket sanitari, Potere al Popolo Calabria: “Occhiuto non ha mosso un dito”

Aumenti dei ticket sanitari, Potere al Popolo Calabria: “Occhiuto non ha mosso un dito”

E’ tutta colpa di Occhiuto e della sua maggioranza!

Da oggi sono entrati in vigore gli aumenti dei ticket sanitari che in Calabria saranno i più alti d’Italia, perché la Regione, Occhiuto e la sua maggioranza, ha fissato il tetto massimo del ticket a 45 euro, contro 36,15 euro del resto d’Italia.
Il decreto tariffe rialza i costi di oltre 600 prestazioni tra visite, esami e protesica, con un impatto medio del 5,8%, aggiornando anzitutto i compensi riconosciuti dal Servizio sanitario alle strutture pubbliche e private accreditate.
Un impatto aggiuntivo per il Servizio sanitario di circa 210,7 milioni di euro l’anno: 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica. Di questa cifra complessiva, quasi 27 milioni di euro arriveranno direttamente dalla maggiore compartecipazione dei pazienti. Questo nuovo tariffario è il risultato del potere esercitato dalle strutture private che giudicavano troppo basso quello approvato con decreto del 2024, contro il quale le strutture private si sono opposte dinnanzi al TAR del Lazio che lo ha bocciato.

Va sottolineato che il presidente Roberto Occhiuto si è espresso favorevolmente in conferenza Stato-Regioni, dando così il via libera a questo tariffario. Contro questo ulteriore saccheggio delle tasche dei calabresi il Presidente Occhiuto non ha mosso un dito, pur in presenza di una possibilità che era quella di rivedere il proprio tetto del ticket per allinearlo alla media nazionale. Infatti, il decreto del Ministero della Salute è datato 7 agosto 2026, di conseguenza il massimale del ticket poteva essere rivisto perché il tempo a disposizione c’era. Se ciò non è avvenuto è per una precisa scelta politica: quella di far pagare gli aumenti ai calabresi.
Questa differenza del tetto massimo del ticket rende meno efficace lo scudo protettivo del massimale. Se una nuova tariffa aumenta ma resta al di sotto dei 45 euro, l’intero rincaro scivola direttamente sulle spalle del paziente non esente, senza che il sistema pubblico assorba la differenza di prezzo.

I maggiori rincari si concentreranno sulla prima visita cardiologica con elettrocardiogramma che sale da 33,60 a 38 euro, registrando un incremento netto di 4,40 euro in Calabria che verrà pagato per intero dal cittadino.
Salgono anche le tariffe per l’agoaspirato della mammella, che passa da 31,25 a 36,50 euro. Per la quasi totalità delle altre prime visite, compresi i controlli ginecologici, neurologici e ortopedici, si registra un ritocco fisso di un euro.
Piccoli aumenti toccano i prelievi venosi, fermo restando che i pazienti con regolare esenzione da reddito o patologia non pagheranno un centesimo in più.

In una regione nella quale le liste d’attesa e l’accesso alle cure rappresentano già una sfida titanica quotidiana per migliaia di persone, anche pochi euro di rincaro rischiano di trasformarsi in una barriera insormontabile per garantire il diritto alla salute.
Siamo sempre stati contro il balzello dei ticket che penalizza da sempre i soggetti economicamente più deboli, perché il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve essere garantito con le risorse provenienti dalla fiscalità generale. Continueremo a batterci contro questa grande ingiustizia e questa Giunta regionale che opera solamente per smantellare la sanità pubblica a esclusivo vantaggio della sanità privata.

Potere al Popolo Calabria 

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS