
Caulonia, la mulattiera del consenso: tutti con la cazzuola, almeno fino alle elezioni
di Andrea Vaccalluzzo
La storia nasce da una strada che, all’inizio, strada non doveva nemmeno essere. Nasce come pista di cantiere, realizzata per consentire l’accesso ai lavori nell’area della Chiesa del Carmine, dell’Immacolata e della Rupe Maietta. Una soluzione tecnica, provvisoria, fatta per permettere agli operai e ai mezzi di arrivare dove altrimenti sarebbe stato difficile.
Poi, però, quella pista ha mostrato una cosa molto semplice: quel collegamento poteva essere utile davvero, non solo al cantiere ma al borgo. Poteva diventare una strada panoramica, un accesso in più, una possibilità di valorizzazione di una parte storica di Caulonia che da anni vive problemi di accessibilità, dissesto e abbandono.
Ed è proprio a quel punto che arriva il passaggio decisivo: la ditta che ha realizzato la strada per i lavori di consolidamento ha dato al Comune una scelta, cioè la possibilità di decidere se quella pista dovesse essere mantenuta oppure seguire la normale sorte di un’opera di cantiere. E questa scelta non è stata data con tempi infiniti.
Da lì nasce anche l’urgenza di non perdere quell’occasione.
L’avvocato Pier Francesco Campisi, che è anche uno dei proprietari interessati dal passaggio, ha promosso una raccolta firme proprio per chiedere che quella strada non venisse semplicemente smantellata e dimenticata, ma venisse utilizzata, valorizzata e messa al servizio del paese.
E qui entra in scena la politica.
Perché non è semplicemente successo che fossero tutti d’accordo. Sembrava quasi che facessero la gara a chi fosse più d’accordo degli altri. Con le elezioni che si avvicinano rapidamente, quella strada è diventata anche un terreno perfetto per apparire, per stare dalla parte giusta, per raccogliere consenso popolare e magari qualche pacchetto di voti.
L’impressione era che essere favorevoli fosse quasi obbligatorio. Chi avesse avuto qualche dubbio rischiava di sembrare un alieno, uno fuori dal coro, uno che magari si perdeva pure qualche opportunità.
L’enfasi era tale che, a sentirli, sembravano pronti a correre nottetempo con la cazzuola in mano per andare personalmente a mettere a posto la mulattiera. C’era anche qualche politico che, in quel momento, avrebbe potuto tranquillamente mettere tra i suoi più grandi desideri prima la strada per il Carmine e subito dopo la pace nel mondo.
E non parliamo soltanto di dichiarazioni buttate lì. Su questa questione c’è stato anche un consiglio comunale tenuto in una delle piazzette storiche di Caulonia, dove il clima era proprio quello: tutti d’accordo, anzi d’accordissimo.
Poi, però, come spesso succede, tra l’essere d’accordo e il decidere davvero c’è di mezzo tutto il resto.
Subito dopo ci sarebbe dovuto essere un altro passaggio, quello che avrebbe dovuto ratificare e consolidare quella volontà popolare e politica. Ma lì sono arrivati i motivi tecnici, la prudenza, le verifiche, il “prima bisogna fare questo”, “prima bisogna controllare quest’altro”, e il percorso si è fermato.
Ed è proprio qui che io un consiglio al buon Campisi lo darei: occhio.
Perché, al di là di quello che sarà poi di quella strada, che personalmente penso possa essere turisticamente utile, bella e anche interessante, e a quanto pare questo è anche il parere di tutti, il rischio è che in questo momento venga preso e tirato per la giacchetta, proprio perché dietro ci sono consenso popolare, qualche pacchetto di voti e la possibilità per molti di apparire dalla parte giusta.
Oggi tutti la vogliono. Oggi tutti sembrano pronti a difenderla. Oggi sembrano avere tutti la cazzuola già in mano.
Ma il punto vero è un altro: se ti perdi quest’attimo, se questa cosa non viene chiusa adesso con atti concreti, quando ancora tutti la vogliono e tutti la sventolano, quella strada rischia di essere lasciata lì.
E allora, passate le elezioni, passata la corsa al consenso e passata pure la voglia di farsi vedere con la cazzuola in mano, quella che oggi viene presentata come una possibile strada panoramica e utile al borgo potrebbe tornare semplicemente a essere una mulattiera.
E magari, alle prime piogge, venire giù insieme alla Maietta.
