Il capogruppo di “Costruire Insieme” Mazzaferro: “Gioiosa viene prima delle poltrone. Serve una squadra che faccia seguire i fatti alle parole”

Il capogruppo di “Costruire Insieme” Mazzaferro: “Gioiosa viene prima delle poltrone. Serve una squadra che faccia seguire i fatti alle parole”

Il capogruppo di “Costruire Insieme” risponde alle domande delle ultime settimane: la scissione della minoranza, il rapporto con Gioiosa Bene Comune e le prospettive del 2028.

«Da circa un mese mi vengono rivolte domande sulla divisione della minoranza, sui rapporti con l’Amministrazione e sul mio futuro impegno politico. Ritengo giusto rispondere con chiarezza, spiegando la mia posizione e il percorso che intendo portare avanti.»
Nasce da queste sollecitazioni il confronto con Vincenzo Mazzaferro, capogruppo di “Costruire Insieme”, segretario cittadino di Forza Italia e dirigente provinciale del partito. Dopo la dichiarazione personale resa in Consiglio comunale sulla separazione dai consiglieri Fabio Antonio Mesiti e Carmenzita Roberta Logozzo, Mazzaferro torna sul dibattito politico cittadino e sulle priorità per il futuro di Gioiosa Ionica.

Consigliere Mazzaferro, come giudica la nascita di “Insieme per Gioiosa”?
«Intanto, c’è un paradosso: “Insieme per Gioiosa” nasce da una divisione. Prima di richiamarsi allo stare insieme nel nome, sarebbe stato opportuno cercare un confronto con chi aveva condiviso fino a quel momento lo stesso percorso.
Come ho detto nella mia dichiarazione personale in Consiglio comunale, considero la scelta legittima sul piano formale, ma politicamente sbagliata nel metodo e nella sostanza. Un progetto costruito insieme avrebbe meritato un confronto chiaro prima di arrivare alla separazione.»
Mesiti e Logozzo parlano di divergenze politiche e di scarsa condivisione delle decisioni. Che cosa risponde?
«Non mi riconosco nella rappresentazione di una gestione chiusa al confronto. Sono stati gli stessi consiglieri a indicarmi come capogruppo e ho cercato di svolgere quel ruolo ascoltando le diverse sensibilità e trovando una sintesi. Le opinioni differenti ci sono sempre state. Se erano emerse difficoltà tali da rendere impossibile proseguire insieme, avrei ritenuto giusto discuterne nel gruppo, indicando quali decisioni o comportamenti avessero compromesso il rapporto. Nel comunicato che annuncia la separazione queste ragioni restano generali.»
Mesiti era subentrato nell’aprile 2025 dopo le dimissioni di Domenico Depino. Questo passaggio pesa sulla sua valutazione?
«Pesa sul piano politico e umano. Nei due anni precedenti al suo ingresso avevamo costruito un lavoro di gruppo, affrontato i temi amministrativi e cercato una sintesi tra sensibilità diverse. A poco più di un anno dal suo subentro, Mesiti ha scelto, insieme a Logozzo, di interrompere quel percorso.
È questo che considero particolarmente amaro: ciò che avevamo costruito con impegno in due anni si è diviso poco più di un anno dopo il suo arrivo. Il mio giudizio riguarda la scelta politica e il modo in cui si è arrivati alla separazione. Mi sarei aspettato maggiore cura per la continuità del progetto e un confronto prima di abbandonarlo.»
La scissione è arrivata dopo il suo intervento sulle comunali del 2028. Ritiene che ci sia un collegamento?
«Le motivazioni della loro scelta devono spiegarle loro. Io posso ribadire il senso di quell’intervento: avevo proposto di costruire un progetto condiviso per Gioiosa Ionica prima di discutere di candidature. Non avevo annunciato una corsa personale. Continuo a ritenere che il paese abbia bisogno di un confronto sulle cose da fare e sulle competenze necessarie per realizzarle.»
In Consiglio ha parlato di “tradimento politico”. Conferma quel giudizio?
«Ho espresso l’amarezza per la rottura di un percorso comune e della fiducia che avevo riposto in quel rapporto. Era un giudizio politico, del quale mi sono assunto la responsabilità. Ora, però, non intendo lasciare che questa vicenda assorba il nostro lavoro. I cittadini hanno bisogno di proposte e risposte. Saranno loro a valutare la coerenza dei comportamenti di ciascuno.»
Come prosegue l’attività di “Costruire Insieme”?
«L’impegno continua con la consigliera Marcella Agrippo, alla quale riconosco serietà, equilibrio e lealtà nel confronto. Continueremo a esaminare gli atti, raccogliere le istanze dei cittadini e avanzare proposte, rispettando le sensibilità di ciascuno. Le riflessioni che esprimo in questa intervista sulle prospettive politiche future sono personali.»
Gioiosa Bene Comune governa il paese da tre legislature. Qual è il suo giudizio su questa esperienza?
«Come ho già detto pubblicamente, è una realtà politica organizzata che ha saputo raccogliere e mantenere il consenso. Le riconferme elettorali meritano rispetto: una parte importante della comunità ha riconosciuto valore alla sua proposta e alle persone che la rappresentano. Ci sono interventi portati a compimento ed è corretto riconoscerli. Il ruolo dell’opposizione richiede anche questa onestà di giudizio, insieme alla capacità di indicare le questioni ancora aperte.»
Questo risultato impone una riflessione anche a chi si è proposto come alternativa?
«Certamente, e questa riflessione riguarda anche me. Fino alle scorse elezioni, le proposte alternative non hanno raccolto un consenso sufficiente a prevalere su Gioiosa Bene Comune. Occorre interrogarsi sul perché, ascoltare i cittadini e comprendere che cosa abbia orientato le loro scelte, facendo tesoro dell’esperienza maturata e del lavoro svolto.
In questo quadro voglio ricordare come nacque la mia candidatura nel 2023: accettai una proposta maturata attraverso un confronto politico, per spirito di appartenenza al partito e per senso di responsabilità verso il territorio. Non fui io a promuovere quel progetto elettorale, ma scelsi di parteciparvi e di dare il mio contributo, mettendo a disposizione l’esperienza imprenditoriale e associativa.
Quando mi fu chiesto di impegnarmi, non mi sottrassi. Da quel momento ne ho condiviso la responsabilità, prima come candidato, poi come consigliere e infine come capogruppo. Un impegno che continuo a portare avanti con rispetto per il percorso costruito e per i cittadini che ci hanno accordato fiducia.»
Dove ritiene che l’azione amministrativa debba migliorare?
«Penso soprattutto al commercio, al turismo, alla cultura e alle attività produttive. Sono ambiti nei quali Gioiosa può esprimere molto di più e sui quali ritengo necessaria una programmazione più organica e continuativa. La mia esperienza imprenditoriale e l’impegno nel sistema delle Pro Loco mi portano a prestare particolare attenzione a queste opportunità. Penso al sostegno alle attività esistenti, alle condizioni per favorire nuove aperture, al rilancio del mercato domenicale e alla fruibilità del patrimonio storico e culturale.»
Che cosa propone concretamente?
«Un confronto stabile tra Comune, associazioni e operatori economici, dal quale far nascere priorità definite e impegni verificabili. Un evento può attirare visitatori, ma occorre organizzare l’accoglienza, rendere accessibili i luoghi da visitare e creare opportunità per le attività locali. La valorizzazione di un sito richiede manutenzione, promozione e continuità nella gestione. Dobbiamo collegare questi aspetti e lavorare affinché producano benefici duraturi per il paese.»
Riconoscere il lavoro della maggioranza e proporre un confronto può essere interpretato come un avvicinamento politico?
«Oggi svolgo il mio mandato dai banchi dell’opposizione e continuerò a farlo con autonomia e responsabilità. Contesterò le decisioni che riterrò sbagliate e sosterrò quelle utili alla comunità. Guardando al futuro, sono disponibile a confrontarmi con chi vuole discutere seriamente delle priorità di Gioiosa, anche partendo da una collocazione diversa dalla mia. Valuterò i contenuti, la credibilità degli impegni e la possibilità di contribuire concretamente. Ogni eventuale scelta dovrà essere spiegata con chiarezza ai cittadini.»
Quindi non pone preclusioni nei confronti di Gioiosa Bene Comune?
«Ritengo che le esperienze politiche debbano essere valutate per ciò che propongono e per la capacità di affrontare i problemi. Se esiste la disponibilità ad ascoltare, a riconoscere ciò che va migliorato e a lavorare su obiettivi condivisi, considero utile il confronto. È una posizione che ho espresso già a luglio. Il futuro di Gioiosa richiede la capacità di mettere a frutto le energie presenti nella comunità.»
Lei insiste sul rifiuto delle lotte di potere e dell’attaccamento alle poltrone. A che cosa si riferisce?
«A un modo di vivere la politica che non condivido. Un incarico è una responsabilità verso i cittadini e deve essere accompagnato da impegno, competenza e risultati. Mi infastidisce quando la difesa di una posizione personale finisce per ostacolare un progetto o la possibilità di migliorarlo. Nessuno dovrebbe considerare il proprio posto intoccabile. È un criterio che applico prima di tutto a me stesso: bisogna essere disponibili a mettersi in discussione e a riconoscere il contributo degli altri.»
È disponibile a guidare un progetto amministrativo per le comunali del 2028?
«Sono disponibile a fare la mia parte. Una candidatura deve maturare attraverso un percorso condiviso e la fiducia delle persone. Non la considero un diritto da rivendicare. Prima occorre definire le priorità, costruire una squadra credibile e stabilire come realizzare gli obiettivi. La scelta di chi dovrà guidare quel percorso verrà di conseguenza.»
Come concilia questa apertura con la sua appartenenza a Forza Italia?
«La mia appartenenza è chiara e la vivo con convinzione e lealtà. Sono segretario cittadino e dirigente provinciale di Forza Italia: chi si confronta con me conosce la mia identità politica. Da questa posizione posso dialogare con sensibilità diverse sui bisogni della comunità. Un progetto amministrativo condiviso richiede trasparenza, rispetto e obiettivi sui quali assumersi responsabilità precise.»
Quali persone vorrebbe accanto nel percorso che immagina per Gioiosa?
«Oggi più che mai sento la necessità di avere accanto persone che amano Gioiosa Ionica, la vivono ogni giorno e contribuiscono alla sua crescita con il lavoro, le idee e l’impegno. Devono essere queste le protagoniste di una squadra capace di amministrare: persone pronte a far seguire i fatti alle parole, ad assumersi responsabilità e a essere giudicate sui risultati. Una squadra nella quale conti il contributo che ciascuno può offrire al futuro del paese, senza rendite di posizione né posti da difendere. È con queste energie che voglio continuare a costruire il futuro di Gioiosa Ionica.»

Ufficio stampa

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