“Il diritto allo studio non può diventare una gara a eliminazione”: Rifondazione Comunista Calabria sostiene chi è sceso in piazza e i prossimi scioperi generali

“Il diritto allo studio non può diventare una gara a eliminazione”: Rifondazione Comunista Calabria sostiene chi è sceso in piazza e i prossimi scioperi generali

Le proteste studentesche che in questi giorni attraversano Cosenza e tutta la regione parlano di carovita, trasporti, risorse per l’istruzione e futuro. Sono domande concrete, che chiamano in causa le responsabilità del Governo e della Regione Calabria. Non bastano gli appelli ai giovani e le promesse sul merito: servono politiche capaci di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono a tante ragazze e tanti ragazzi di studiare e costruirsi un futuro.
Il cosiddetto Reddito di Merito voluto dalla Regione Calabria è emblematico di una sbagliata interpretazione del problema. Invece di rafforzare universalmente il diritto allo studio, si destinano risorse a un sistema selettivo che premia chi soddisfa requisiti stringenti di rendimento, senza intervenire sulle cause che rendono difficile proseguire gli studi. Per le matricole, il bando 2026/2027 prevede, oltre a quello di accesso, un secondo test TOLC dal costo di 35€. Soltanto chi rientra nel 10% dei migliori esiti potrà risultare beneficiario del reddito. Ai neodiplomati e alle neodiplomate si richiedono quindi ulteriori spese e l’adozione di una tossica mentalità competitiva basata sulla performance e sulla produttività, piuttosto che lavorare per garantire loro un’istruzione davvero accessibile. Una tale misura presentata come sostegno ai giovani, rischia così di lasciare intatte le disuguaglianze di partenza.

Il diritto allo studio non può diventare una gara a eliminazione. Non si può chiedere ai giovani di restare in Calabria e, nello stesso tempo, non garantire loro le condizioni materiali per farlo. Il problema non si risolve con incentivi riservati a una parte degli studenti, ma investendo stabilmente nell’università e nella scuola pubblica, nelle borse di studio, negli alloggi, nei trasporti e nei servizi, contrastando il costo crescente della vita e la precarietà che pesano sulle famiglie.
Rifondazione Comunista Calabria sostiene le ragioni di chi è già sceso in piazza e sostiene gli scioperi generali del 30 ottobre e del 20 novembre. Rivendichiamo un’istruzione pubblica accessibile, libera e di qualità. Con la campagna “1% Equo” proponiamo una legge di iniziativa popolare per reperire risorse attraverso una maggiore redistribuzione della ricchezza e finanziare scuola, università e welfare. È questa la direzione necessaria: non premiare pochi mentre si lasciano irrisolti i problemi di tanti, ma garantire a tutte e tutti le condizioni per studiare, vivere e scegliere il proprio futuro senza che il reddito familiare determini le opportunità.

Domenico Passarelli – Resp. Scuola e Università Rifondazione Comunista Calabria
Maria Catena Scali – Resp. Politiche Giovanili Rifondazione Comunista Calabria

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