
’Ndrangheta, la DIA sequestra beni per 500mila euro a un imprenditore di Catanzaro
Il soggetto è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di Appello di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “BASSO PROFILO”
La Direzione Investigativa Antimafia e la Questura di Catanzaro hanno dato esecuzione a un
decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Catanzaro –
Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di un imprenditore di Catanzaro, attivo nei settori
della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali, in ragione della ritenuta pericolosità
sociale ai sensi dell’art. 4 lett. A) e b) D.Lgs. nr. 159/2011, fondata sul suo coinvolgimento in
plurimi procedimenti penali in contesti criminali di tipo organizzato.
Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente
dal Direttore della DIA e dal Questore-Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Catanzaro
ex art. 17 comma 1° del D.Lgs. nr. 159/11.

Il soggetto attinto è stato condannato ad anni 15 e mesi 4 di reclusione per associazione di tipo
mafioso a seguito della sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 24.02.2026, spiccata
nell’ambito dell’operazione denominata “BASSO PROFILO” della DDA di Catanzaro. Secondo
le risultanze investigative, l’imprenditore è stato individuato quale figura organica alla locale di
‘ndrangheta di Cutro, di riferimento per l’articolazione facente capo alla cosca “Bagnato” di
Roccabernarda (KR). Gli esiti investigativi hanno fatto emergere come, a partire dall’anno 2005,
il proposto abbia apportato alla cosca un contributo di tipo “imprenditoriale” su Catanzaro,
ponendosi al vertice di una organizzazione in grado di produrre fatture per operazioni inesistenti
in maniera sistematica per soddisfare le esigenze di altri imprenditori anch’essi riconducibili a
consorterie mafiose alleate.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di individuare asset patrimoniali
intestati o riconducibili all’imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse,
evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati.
Il sequestro ha interessato un’attività d’impresa (srl) ubicata in Catanzaro, due quote societarie,
due immobili, due beni mobili tra cui una autovettura e un prezioso (orologio Rolex) nonché due
rapporti finanziari, polizze vita e buoni minori per un valore complessivo stimato nella cifra di
mezzo milione di euro.

L’odierna operazione si inserisce nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione
delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti
delinquenziali, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico
nazionale.

Questura di Catanzaro
