Mario Murdolo: “La tornanza resta uno slogan, serve lavoro per chi è rimasto”

Mario Murdolo: “La tornanza resta uno slogan, serve lavoro per chi è rimasto”

Riceviamo e pubblichiamo da Mario Murdolo

Lasciamo da parte, per un momento, la definizione della Treccani: «Tornanza: l’azione, il fatto di tornare nel luogo di origine per mettere a frutto le conoscenze acquisite altrove». È una parola bella, colta, rassicurante. Il legislatore l’ha adottata con entusiasmo. Peccato che non si riesca a capire chi dovrebbero essere, in concreto, i protagonisti di questa tornanza nei piccoli paesi della Calabria.
Parlo per esperienza personale e diretta. Parlo del mio paese, Bivongi. I primi numerosi flussi migratori si sono verificati nel dopoguerra, negli anni Cinquanta. Quelle generazioni non ci sono più per ragioni anagrafiche. Restano gli eredi di seconda e terza generazione. Ma diciamoci la verità: loro non hanno alcun legame con i paesi di nascita dei loro avi e quindi, se vengono, lo fanno per poco, per curiosità, per conoscere il paese dei loro genitori o nonni. Per una breve visita e non per restare. Non per costruire un’impresa, una famiglia, una vita.
Allora mi domando a cosa servano i provvedimenti regionali che parlano di tornanza e di recupero edilizio destinato ai fantomatici protagonisti del ritorno. Da tutto ciò si evince che, per parlare di tornanza, non bastano provvedimenti sterili e tampone: servono provvedimenti che creino opportunità di lavoro sia per chi è rimasto sia, nel caso ce ne fossero, per i tornanti.

Mentre critico il recente provvedimento regionale che, partendo dal recupero edilizio, dovrebbe essere motivo di ritorno (non lo ritengo utile né importante per invogliare al rientro i nostri emigrati), suggerirei al legislatore di rimettere in vigore la legge che, a mio avviso, era più opportuna: quella che concedeva contributi di prima sistemazione ai lavoratori calabresi emigrati che rientravano definitivamente in Calabria. La cosa più criticabile è che quel provvedimento è stato decurtato della parte più importante, lasciando in vigore la parte assistenziale a favore dei meno abbienti, una categoria che, grazie al lavoro dei nostri emigrati, non esiste più.
E così il legislatore, per scusarsi delle sue evidenti lacune, si appella alla definizione della Treccani, alla tornanza, come se bastasse nominare un fenomeno per farlo accadere. Ma i paesi non si salvano con slogan e parole. Si salvano trattenendo chi c’è, dando a chi è rimasto lavoro, servizi, sanità, scuola. Insomma, una ragione per non partire. Prima la restanza e poi, forse, potremo parlare di tornanza.

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