Mario Murdolo: “4 Novembre, Bivongi si stringe attorno ai suoi caduti e ai suoi reduci”

Mario Murdolo: “4 Novembre, Bivongi si stringe attorno ai suoi caduti e ai suoi reduci”

di Mario Murdolo

Dopo l’importante iniziativa didattico-educativa del 3 novembre, il Consiglio comunale dei ragazzi, l’Amministrazione comunale di Bivongi, guidata dall’impareggiabile e instancabile sindaca Grazia Zaffino, in perfetta e invidiabile simbiosi con la scuola, ha organizzato una importante e significativa manifestazione per la ricorrenza del 4 novembre, giornata del ricordo dei caduti e dei reduci delle due guerre mondiali. Un lungo corteo formato da tutti gli studenti, dai loro familiari e da gente comune, con a capo la polizia comunale che reggeva una corona d’alloro, è partito dal municipio per recarsi sul luogo in cui si trova il monumento al ricordo. Quest’ultimo è simboleggiato da una statua, restaurata di recente, raffigurante una donna che sembra manifestare la sua disperazione e, nello stesso tempo, la speranza di vedere tornare incolume il marito dalla guerra.
Dopo i saluti istituzionali di Grazia Zaffino, ancora una volta nella duplice veste di sindaca e docente, la stessa ha delineato in modo molto comprensibile e semplice il senso e il valore didattico-educativo di questo evento. Un evento che ha voluto la partecipazione, da protagonisti, dei ragazzi della scuola, affinché, attraverso la conoscenza di un brutto passato che ha visto, nel giro di pochi anni, due guerre mondiali con milioni di morti, si ribellino contro le demenziali strategie dei vari Trump, Putin ecc., che ancora oggi ci tengono in apprensione, approfittando del fatto di essere i potenti del mondo e destinando male il futuro, principalmente delle nuove generazioni. Per loro non sono bastate le esperienze negative di un periodo nero per tutto il mondo. A loro non piace utilizzare il metodo del dialogo e del confronto democratico e civile. Per loro vanno bene guerre, razzismi, distruzioni. E immaginate se utilizzassero tutti i soldi e le risorse, invece che per missili, cannoni, persino bombe atomiche, per far uscire dalla fame e dalle malattie milioni di persone del Terzo Mondo: come sarebbe più bello e colorato il mondo!

L’evento è stato organizzato in modo perfetto, curando i minimi particolari, dai docenti, che hanno dato ampio spazio al protagonismo dei loro giovani alunni. E la dinamica e sempre presente insegnante Angela Nucera, oltre ad aver preparato in classe i suoi allievi per questa solenne cerimonia, li ha guidati, facendo da coordinatrice durante i loro interventi e le loro testimonianze. I ragazzi, dimostrando grande apprendimento e maturità, hanno riaffermato il giusto concetto del ripudio della guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e delle diatribe tra gli Stati. Molto attenti e interessati, i ragazzi hanno ascoltato in silenzio Grazia Zaffino, che ha puntualizzato che la guerra ha fatto le sue vittime anche a Bivongi. Dalla lettura dei nomi si è visto che i morti e i reduci del nostro paese non sono stati pochi.
Tra i nomi dei reduci e dei sopravvissuti c’era anche quello di mio suocero, Carmelo Gerace, il quale, prigioniero nei lager nazisti, dove la maggior parte dei prigionieri veniva bruciata in modo orrendo e bestiale nei forni crematori, prima di tutto veniva costretto a stare in un posto recintato con filo spinato, per non scappare, e sottoposto a lavori duri e faticosi, insopportabili perché era malnutrito. A lui, che produceva patate e altri ortaggi, davano da mangiare bucce di patata e un tozzo di pane razionato. Devo dire che è stato fortunato a sopravvivere, perché le precarie condizioni, anche igieniche e di alimentazione, e le continue vessazioni avrebbero potuto portarlo a una brutta fine. Furono i bombardamenti e l’avvento delle truppe sovietiche a dargli la possibilità di scappare. Ma la sua odissea continuò quando dovette tornare a casa, dai lontani lager tedeschi a Bivongi, con mezzi di fortuna, per poi apparire irriconoscibile ai suoi familiari, tanto era dimagrito e scheletrito.

È stato il parroco Don Enzo Chiodo a officiare la benedizione e a dare un senso più solenne all’evento. In un coro totale e coinvolgente sono stati eseguiti l’inno di Mameli e altri brani patriottici. Molto gradita e significativa la presenza dei Carabinieri della stazione di Stilo, in elegante alta uniforme, in questa importante e solenne ricorrenza. Mai si era vista così tanta gente ai piedi del monumento ai caduti che, tra l’altro, si trova presso la villa comunale, in un ambiente naturalistico e suggestivo.
Per i ragazzi questa giornata vale più della lettura di tanti libri. E ogniqualvolta si troveranno a passare davanti al monumento, si ricorderanno di questa bella giornata e di ciò che ha rappresentato per farli crescere in modo onesto, rispettoso e solidale, per essere protagonisti del loro futuro in una società migliore. Quella di oggi a Bivongi non è stata solo una commemorazione, ma una vera lezione di cittadinanza attiva. Vedere la comunità intera, dai bambini agli adulti, unita sotto lo stesso tricolore dimostra che la memoria, quando è condivisa, diventa futuro. Il sacrificio di chi non è più tornato continua a parlare e ci ricorda, oggi più che mai, quanto sia prezioso e fragile il bene della pace.

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