Fumetto italiano: Toni Bellasalma è un regalo anarchico e imprevedibile da parte di Bugs Comics

Fumetto italiano: Toni Bellasalma è un regalo anarchico e imprevedibile da parte di Bugs Comics

Quando la Bugs iniziò a pubblicare Samuel Stern venne naturale a molti fare paragoni col fumetto horror italiano per eccellenza, Dylan Dog.

Nulla di più sbagliato, perchè Samuel si è rivelato estremamente differente, addirittura incomparabile.

Adesso che Bugs fa esordire un nuovo personaggio, dall’assurdo nome di Toni Bellasalma, il parallelo scontato torna in auge. Soprattutto perchè qualche somiglianza c’è: Dylan è l’indagatore dell’incubo mentre Toni è specialista in situazioni assurde. Entrambi ricevono i clienti nel loro ufficio ed entrambi cercano di scoraggiarli dall’assumerli. Aggiungiamoci anche che entrambi hanno un amico in polizia che li aiuta nelle indagini. Ma nonostante questo Dylan Dog e Toni Bellasalma sono esattamente opposti. Quasi come se l’autore, Luca Blengino, temendo il parallelo con l’indagatore di casa Bonelli, abbia voluto prendere le sue caratteristiche e ribaltarle. E quindi così come Bloch è serio il poliziotto amico di Toni è un donnaiolo piuttosto incapace di fare il suo mestiere. Se Dylan conquista tutte le sue clienti e se le porta a letto, Toni da questo punto di vista è piuttosto fortunato. E anche caratterialmente i due sono agli antipodi.

Ma liberato il campo da paragoni ingombranti andiamo a vedere come si presenta il numero 1 di Toni, dal titolo “Sfida con la morte” e disegnato da Antonio Di Caprio.

C’è un omicidio e pare esserci un serial killer. Insomma, si parte malissimo (ma anche peggio) perchè il fumetto italiano (soprattutto quello bonelliano) è strapieno di ste rotture di scatole e di pallosissime indagini di polizia che invadono ogni genere, compreso l’horror e la fantascienza, che troppo frequentamente vengono piegati ai canoni prestabiliti del poliziesco. Ma l’impressione di avere davanti l’ennesimo disastro svanisce subito, perchè la Torino di Bellasalma è magnificamente misteriosa, il protagonista caratterizzato alla grande e i comprimari interessanti. E poi l’ironia sfrenata, che fa comparire i kappa (esseri della mitologia giapponese molto cari a chi ama i manga, e il sottoscritto è cresciuto a colpi di Kappa Magazine) nel Po a causa del cambiamento climatico. Anche gli omicidi non sono così scontati e il serial killer non è propriamente un grigio e anonimo stronzo che di tanto in tanto decide di divertirsi.

Toni Bellasalma ha distrutto ogni mio preconcetto e in men che non si dica ero a pagina 66 a odiare la scritta “Fine dell’episodio”. Se il buongiorno si vede dal mattino questo fumetto promette benissimo, se riuscirà a non finire in un format stagnante ma a rimanere così piacevolmente anarchico e imprevedibile.

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