Caulonia, 40 anni di vita del Centro “G. Lupis”: un punto di riferimento per la comunità

Caulonia, 40 anni di vita del Centro “G. Lupis”: un punto di riferimento per la comunità

Quarant’anni di storia raccontati attraverso le persone, l’evoluzione del Centro e, soprattutto,
il legame con la comunità.

Una festa piacevole, scorrevole e soprattutto super partecipata quella con cui il Centro di
Aggregazione Sociale Anziani “G. Lupis” APS di Caulonia ha celebrato i suoi 40 anni di attività,
dal 1986 al 2026. Un appuntamento capace di tenere insieme memoria, istituzioni, progetti per il futuro e quella
dimensione semplice e spontanea che rappresenta bene ciò che il Centro è diventato per tante
persone.

Tra gli ospiti presenti S.E. Mons. Francesco Oliva, per dodici anni Vescovo della Diocesi di Locri-
Gerace, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria Salvatore Cirillo, Maria Brunella
Stancato, presidente nazionale di Anziani Italia Rete Associativa (AIRA), il prof. Ilario
Ammendolia, scrittore e già sindaco di Caulonia, il sindaco di Caulonia Francesco Cagliuso e
una significativa rappresentanza dell’Amministrazione e del Consiglio comunale, con esponenti sia
della maggioranza sia della minoranza.
Il cuore dell’incontro è stato il racconto della lunga storia dell’associazione.
Attraverso una presentazione particolarmente curata è stato ripercorso l’intero excursus del Centro:
il susseguirsi dei presidenti, le diverse fasi attraversate negli anni e la progressiva evoluzione della
struttura associativa.

Non soltanto una successione di nomi e date, ma il racconto di come una realtà nata nel 1986 abbia
saputo modificarsi nel tempo, adattandosi ai cambiamenti della società e alle nuove esigenze, senza
perdere la propria funzione originaria.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato ai presidenti scomparsi. In loro
memoria sono state consegnate delle targhe ai parenti più prossimi, come segno di riconoscenza per
il contributo dato alla vita e alla crescita del Centro.

Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha unito il ricordo di chi ha contribuito a costruire
questa storia alla presenza delle famiglie che ne custodiscono la memoria.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle ultime evoluzioni dell’associazione, pensate per
non cristallizzare il Centro nella sola funzione svolta fino ad oggi, ma per lasciargli aperta la
possibilità di una crescita ulteriore e di una futura espansione delle attività.

A parlare del presente e, soprattutto, del futuro è stata l’attuale presidente Adriana Penna, che ha
illustrato le proprie idee e la volontà di continuare a far evolvere il Centro, mantenendo intatta
quella funzione di aggregazione che ne rappresenta uno degli elementi principali.
Una cena collettiva, vissuta in maniera semplice e conviviale, la musica dal vivo di un piccolo
gruppo e un’atmosfera allegra hanno accompagnato una serata nella quale soci, ospiti,
amministratori e cittadini hanno condiviso lo stesso spazio senza particolari formalismi.

Vedere così tante persone riunite, scherzare, cenare e ascoltare musica insieme ha permesso di
comprendere immediatamente cosa rappresenti realmente quel Centro per la popolazione.
Non semplicemente una sede associativa o un luogo destinato agli anziani, ma uno spazio intorno al
quale, negli anni, si è costruito un evidente legame affettivo.
Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti della sua evoluzione: il Centro non è
un contenitore di persone, ma uno strumento sociale.

Le persone che lo frequentano non devono essere considerate soltanto destinatarie di attività,
assistenza o momenti di socializzazione. Possono essere esse stesse una risorsa, mettendo a
disposizione esperienza, tempo, competenze e conoscenza del territorio, e diventando parte attiva di
iniziative utili anche al di fuori del Centro.

In questa prospettiva, non si tratta soltanto di creare occasioni per stare insieme, ma anche di
permettere a chi partecipa di continuare a sentirsi utile e contribuire alla vita della collettività.
Una delle possibilità più importanti per il futuro è proprio questa: trasformare sempre di più il
patrimonio umano raccolto intorno al Centro in energia sociale a disposizione dell’intera
comunità.

Quarant’anni significano generazioni di persone che hanno frequentato quei locali, presidenti e
dirigenti che si sono succeduti, iniziative, amicizie, ricordi e anche persone che oggi non ci sono
più, ma che hanno lasciato una parte della propria storia all’interno del Centro.

Il quarantesimo anniversario ha così guardato in due direzioni: verso il passato, attraverso la
ricostruzione della storia e dei suoi protagonisti, e verso il futuro, attraverso la volontà di continuare
a far crescere l’esperienza associativa.
Senza perdere quello che probabilmente rimane il patrimonio più importante costruito in questi
quarant’anni: il senso di appartenenza e il legame affettivo che la comunità continua ad avere
con il Centro “G. Lupis”.

E forse la fotografia migliore dell’anniversario rimane proprio quella della festa: tante persone
insieme, una tavolata, musica dal vivo, risate e una partecipazione vissuta senza troppe formalità.

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