Autotrasporto, CISL Reggio Calabria: “Il caro carburante non può ricadere su imprese e lavoratori. Servono risposte strutturali, tutele e un confronto vero”

Autotrasporto, CISL Reggio Calabria: “Il caro carburante non può ricadere su imprese e lavoratori. Servono risposte strutturali, tutele e un confronto vero”

Nausica Sbarra, Segretaria Generale della UST CISL della Città Metropolitana di Reggio Calabria:
«Non siamo di fronte soltanto a una vertenza di categoria, ma a una questione che investe il
lavoro, la tenuta del sistema produttivo e le prospettive di sviluppo del nostro territorio».

Il fermo degli autotrasportatori in Calabria riporta all’attenzione una condizione di crescente
difficoltà che interessa un comparto strategico per l’economia regionale e nazionale. L’aumento
del costo del carburante, insieme all’aumento dei costi di gestione, sta mettendo a dura prova la
sostenibilità economica di molte imprese, con inevitabili ricadute sul lavoro, sull’occupazione e
sull’intera filiera produttiva.

Per la CISL della Città Metropolitana di Reggio Calabria, le ragioni del disagio espresse dagli
operatori del settore meritano ascolto e un confronto concreto. Quando i costi di esercizio
diventano insostenibili e le imprese sono costrette a operare con margini sempre più ridotti, si
determina una condizione che rischia di indebolire non soltanto le aziende, ma anche le garanzie
occupazionali e la qualità del lavoro.

«Le difficoltà dell’autotrasporto non possono essere considerate un problema circoscritto, siamo
di fronte a una questione che riguarda la tenuta del sistema produttivo, la tutela dell’occupazione
e il diritto dei lavoratori a condizioni dignitose e sicure. Non è accettabile che l’aumento dei costi
venga scaricato lungo la filiera fino a ricadere sulle realtà più fragili e su chi vive del proprio
lavoro», dichiara Nausica Sbarra.

La crisi del comparto non può essere affrontata esclusivamente con misure emergenziali,il caro
carburante si somma agli oneri per la manutenzione dei mezzi, alle assicurazioni, ai costi del
personale. Dinanzi a queste difficoltà, diventa fondamentale garantire condizioni contrattuali
equilibrate, contrastare la concorrenza sleale e impedire che la compressione dei costi si traduca
in una riduzione dei diritti e delle tutele.

La sostenibilità delle imprese deve andare di pari passo con la piena applicazione dei contratti
collettivi, al rispetto dei tempi di lavoro e di riposo, alla sicurezza stradale e alla valorizzazione
della professionalità degli addetti alla logistica e al trasporto.

«La competizione non può essere giocata sulla riduzione dei diritti, sulla compressione dei salari o
sull’indebolimento delle tutele. Occorre contrastare ogni forma di dumping contrattuale e
garantire che il lavoro abbia il giusto riconoscimento economico e professionale. La contrattazione
e il rispetto delle regole devono essere strumenti centrali per assicurare condizioni di concorrenza
corrette e tutelare chi ogni giorno contribuisce al funzionamento dell’economia», sottolinea
Sbarra.

La CISL ritiene pertanto necessario un intervento coordinato che affronti l’emergenza dei costi
energetici e, allo stesso tempo, rafforzi gli strumenti di regolazione del settore, favorendo rapporti
trasparenti tra imprese, committenti e lavoratori.

La mobilitazione degli autotrasportatori evidenzia l’urgenza di un confronto strutturato tra
Governo, Regione, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali. Servono interventi tempestivi
per sostenere le imprese in difficoltà, ma anche misure di medio e lungo periodo che consentano

al comparto di programmare gli investimenti, mantenere i livelli occupazionali e affrontare le
trasformazioni del settore.
È necessario agire sul costo del carburante, assicurare tempi certi nell’erogazione degli eventuali
sostegni, rafforzare la contrattazione e promuovere politiche industriali e infrastrutturali coerenti
con le esigenze del sistema logistico.

«Alle istituzioni chiediamo di passare agli impegni concreti. Occorre aprire un tavolo di confronto
che coinvolga le parti sociali e produca risposte verificabili, con tempi certi e strumenti adeguati.
Le imprese non possono essere lasciate sole ad affrontare una crescita dei costi che mette a
rischio la loro continuità, così come i lavoratori non possono diventare la variabile sulla quale
scaricare ogni difficoltà», afferma la Segretaria Generale.

Per la CISL, il confronto e la partecipazione rappresentano la strada per individuare soluzioni
equilibrate, evitando contrapposizioni improduttive e garantendo ascolto alle istanze del settore. È
altrettanto importante che la mobilitazione si svolga nel rispetto delle regole e che siano
salvaguardati i servizi essenziali, la continuità degli approvvigionamenti e le esigenze delle
comunità.

La vertenza assume una particolare rilevanza per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, dove il
porto di Gioia Tauro costituisce un’infrastruttura strategica per i traffici commerciali e per le
prospettive di sviluppo della logistica. Il rafforzamento del sistema portuale deve tradursi in
maggiore integrazione con il territorio, crescita delle attività produttive e nuove opportunità di
lavoro stabile e qualificato.

L’obiettivo richiede collegamenti stradali e ferroviari efficienti, investimenti, servizi logistici
integrati e una programmazione capace di mettere in rete porto, imprese e sistema dei trasporti.
«Gioia Tauro deve rappresentare un’opportunità concreta di sviluppo per il territorio, non soltanto
un’infrastruttura strategica per i traffici internazionali. Dobbiamo lavorare affinché la ricchezza
generata dalla logistica produca occupazione stabile, buona contrattazione, crescita delle
competenze e nuove opportunità per le comunità locali. Non può esserci sviluppo senza lavoro di
qualità e senza un coinvolgimento reale delle parti sociali», dichiara Sbarra.
La CISL richiama quindi la necessità di una strategia complessiva per il sistema dei trasporti e della
logistica, capace di superare le criticità infrastrutturali e di valorizzare le potenzialità della Città
Metropolitana di Reggio Calabria.

La CISL ritiene che le ragioni economiche alla base della mobilitazione debbano trovare risposte
con il dialogo sociale, la responsabilità istituzionale e il confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Un
fermo prolungato rischia infatti di produrre ulteriori difficoltà per le imprese, per i lavoratori e per
i cittadini, senza che ciò risolva le cause strutturali della crisi.
È necessario costruire un percorso che consenta di affrontare le criticità immediate e, al tempo
stesso, definire interventi duraturi per il settore, tutelando l’occupazione, il potere d’acquisto dei
salari e la competitività del sistema produttivo.

«Il nostro compito è rappresentare il lavoro, difendere i diritti e contribuire alla costruzione di
soluzioni. Per questo chiediamo che le ragioni della protesta siano affrontate con serietà, senza
sottovalutazioni e senza contrapposizioni. Occorre tenere insieme le esigenze delle imprese, la
dignità dei lavoratori e l’interesse generale, attraverso un confronto che produca risultati e non si
esaurisca in dichiarazioni di principio», conclude Nausica Sbarra.
«La Calabria e la Città Metropolitana di Reggio Calabria hanno bisogno di lavoro stabile,
infrastrutture efficienti e politiche di sviluppo capaci di valorizzare le risorse del territorio. La CISL
continuerà a sostenere il confronto sociale come strumento per affrontare le criticità e costruire
prospettive concrete per le lavoratrici, i lavoratori e le imprese».

Il segretario generale della CISL di Reggio Calabria, Nausica Sbarra

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