Il grande lavoro della Protezione Civile di Caulonia Marina

Il grande lavoro della Protezione Civile di Caulonia Marina

Abbiamo rivolto alcune domande a Lorenzo Mazzà e ad Antonella Ierace, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Protezione Civile di Caulonia Marina, fondata nel 2009, in merito al loro coinvolgimento nello sbarco del 5 aprile 2015 e per conoscere meglio la loro sezione. All’ intervista era presente anche l’ Assessore alle Politiche Sociali Caterina Belcastro.

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Siete stati i primi ad intervenire nel recente sbarco che si è verificato sulle nostre spiagge. Voi lo avete vissuto in prima linea, ci raccontate quei momenti?

Presidente: “Alle 4:00 sono stato contattato dal maresciallo dei Carabinieri di Caulonia Marina, dopo un paio di minuti ci siamo incontrati nei pressi del distributore della benzina IP dove alcuni carabinieri erano già con 17 migranti. Abbiamo dovuto aspettare l’ arrivo del Vicequestore per il quale ho fatto da interprete, dal momento che i migranti parlano solo in inglese e in arabo. Saputo che l’ altro gruppo si trovava sulla spiaggia ci siamo recati lì. Appena giunto sul posto ho chiamato il Vicepresidente che ha allertato i volontari ed insieme hanno iniziato a prendere coperte e acqua da portare in spiaggia perché gli immigrati erano in viaggio da otto giorni per cui vi lascio immaginare in che stato si trovassero. In seguito il Vicequestore mi ha chiesto, in quanto responsabile, dove portarli e così dopo aver contattato l’ Amministrazione Comunale li abbiamo trasferiti presso la nostra sede, al mercato coperto, organizzata tempestivamente per accoglierli. Anche la Croce Rossa nel frattempo ha allestito uno spazio in cui effettuare le prime visite”.

Vicepresidente: “La prassi prevede questo: raggrupparli e portarli presso una struttura che deve essere obbligatoriamente del Comune a cui compete lo sbarco. In questo caso la prima accoglienza spettava a Caulonia”.

Presidente: “Tutte i migranti sono stati poi sottoposti ad identificazione con fotosegnalazione da parte della Questura e contestualmente è avvenuto un controllo a livello sanitario. Una persona ad esempio aveva in corso un appendicite ed è stata trasportata subito da un nostro volontario in ospedale. E’ importante sottolineare che nel momento in cui viene riscontrata qualche malattia la persona che ne è affetta viene immediatamente isolata, in modo da non creare problemi né agli operatori né alle altre persone che gli stanno vicino, per essere trasferita poi in ospedale”.

Quanto tempo c’è voluto per effettuare tutte le operazioni necessarie?

Presidente: “Le operazioni in questi casi non si risolvono nel giro di poche ore. Sono davvero tante le cose da fare ed è stato necessario trovare una soluzione a diverse problematiche. L’ identificazione, poi, è andata avanti ad oltranza. La mattina erano stati schedati soltanto in 16 e sapendo che la cosa sarebbe andata per le lunghe, ci siamo dovuti attivare per il pranzo e la cena. E solo dopo che i migranti sono stati schedati abbiamo potuto farli lavare fornendogli tutto il necessario, compresi dei vestiti nuovi da indossare. In merito colgo l’ occasione per ringraziare parecchia gente di Caulonia che comprendendo la situazione ci ha fornito vestiario e viveri”.

Vicepresidente:Così come è giusto sottolineare la presenza di alcuni medici che pur non essendo in servizio si sono messi a disposizione e hanno dato una mano”.

Presidente: “Era presente anche il personale del Ministero per la tutela dei migranti e quello di Save the Children, dal momento che c’ erano dei minori, che hanno il compito di controllare in che modo vengono trattati i migranti. E’ difficile lavorare in queste condizioni perché non riesci in brevissimo tempo a fare tutto per un numero così elevato di persone ma c’ è una tempistica da rispettare a partire dal momento dello sbarco, quindi devi fare delle scelte il più velocemente possibile”.

Vicepresidente: “Occorre anche comprendere lo stato in cui queste scelte vengono fatte, serve una certa velocità nel valutare la situazione generale, così come nell’ individuare una struttura, dietro richiesta della Questura, in cui accoglierli. E soltanto dopo aver concluso l’ intero iter si può iniziare a pensare al trasferimento, sempre dietro autorizzazione della Prefettura, presso i centri di accoglienza più vicini che hanno dato la loro disponibilità”.

Fatto ciò il vostro lavoro si è concluso?

Vicepresidente: “No. Lo statuto della Protezione Civile prevede, dopo l’ accoglienza di primo soccorso, il ripristino della situazione precedente per cui le strutture utilizzate sono state sottoposte a disinfestazione e pulizia, con macchinari e prodotti specifici. Ciò è avvenuto per i locali di Roccella Jonica e la scuola di karate, qui a Caulonia, che da subito è stata riutilizzata dai bambini che la frequentano”.

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IMG-20150412-WA0002bisQuali requisiti si devono possedere per diventare un volontario?

Vicepresidente: “Avere insiti in sè stesso i valori dell’ altruismo. Nel momento in cui si decide di diventare volontario si deve essere consapevole del fatto che se c’è una persona che ha bisogno di aiuto, l’aiuto si deve dare indipendentemente da tutto. Dico questo perchè non è raro che volontari pur essendo a conoscenza di un’ emergenza in atto scompaiano. E questo, poi, è alla base del fatto che un gruppo nasce e muore subito o continua nel tempo. Se una persona ci crede persegue il proprio obiettivo fino alla fine. Noi nell’ arco degli anni siamo riusciti ad ottenere l’ iscrizione regionale e nazionale e questo ci impone di dare periodicamente comunicazione delle nostre condizioni strutturali. Il che significa: indicare il numero dei volontari, quanti sono effettivamente operativi, quanti hanno dato la disponibilità ad essere reperibili 24 ore su 24. Dobbiamo fornire i loro dati, i recapiti telefonici e le loro specialità. In merito a quest’ ultimo aspetto, noi abbiamo sempre cercato di creare diversi gruppi di lavoro perché c’è chi è più predisposto a dare molto nel sociale e chi è più portato a fare interventi operativi o di ordine pubblico. Durante l’ anno facciamo diversi corsi di formazione e di aggiornamento che sono fondamentali. E’ ovvio, però, che il volontario da solo può arrivare fino ad un certo punto perché ha bisogno di attrezzature, di mezzi, di strutture, di tante cose per poter offrire un servizio ottimale. E per poter fare al meglio è importante anche creare una certa collaborazione con le amministrazioni locali, altrimenti tutto diventa difficile”.

Fino a questo momento di cosa vi siete occupati?

Vicepresidente: “Partendo da un discorso generico, la Protezione Civile ha un campo d’ azione molto ampio che non riguarda soltanto l’emergenza ( terremoti, catastrofi, sbarchi ) ma anche altre tipologie di interventi. Noi abbiamo lavorato in ambito sociale all’ interno della scuola perché occorre educare al volontariato sin dall’infanzia. A livello nazionale la Protezione Civile crea del materiale come brochure o cartonianimati da proporre alle scuole. L’anno scorso abbiamo fatto un progetto che ha coinvolto tutti i plessi nell‘ Istituto Comprensivo di Caulonia: sono stati spiegati agli alunni i sistemi di evacuazione, abbiamo tenuto dei corsi, sia teorici che pratici, con tutto il personale scolastico: dirigente, insegnanti e personale ata”.

Una prerogativa della vostra sezione?

Vicepresidente:E’ senz’ altro l’ uso dei “quad” che in determinate situazioni ci permettono di intervenire con molta facilità”.

Presidente: “Non a caso in questo sbarco li abbiamo utilizzati per trasportare le persone dalla spiaggia perché non essendoci strade il tragitto poteva essere percorso soltanto con le jeep o con i quad”.

Vicepresidente: “Inoltre, quando si sono verificati incendi noi siamo riusciti a raggiungere delle zone impervie che gli stessi pomperi non potevano raggiungere. Questi mezzi noi li abbiamo messi personalmente a disposizione perché crediamo che sia una cosa fondamentale”.

Di cosa avreste bisogno?

Presidente: “Premetto che tutto quello che abbiamo lo abbiamo ottenuto con i nostri sforzi”.

Vicepresidente: “Se abbiamo fatto qualche servizio, qualche raccolta fondi, il ricavato è stato utilizzato per acquistare l’ attrezzatura che utilizziamo per il bene della collettività. Quando siamo partiti abbiamo preso noi una struttura in affitto che con le nostre forze abbiamo mantenuto proprio perché crediamo in questo progetto. Successivamente abbiamo ricevuto dall’ Amministrazione Comunale in comodato d’ uso i locali dell’ ormai ex stazione ferroviaria, anche se per poco perché per questioni riguardanti l’ amministrazione stessa abbiamo dovuto lasciarlo. Così ci è stata messa a disposizione una piccola stanza presso il mercato coperto che però non è una struttura in grado di soddisfare le nostre esigenze, 40 volontari logisticamente parlando non ci entrano. Quindi la prima cosa è uno spazio più grande. Nella questione dell’ ultimo sbarco è stato evidente anche per gli amministratori, gli assessori Francesco Cagliuso e Caterina Belcastro sono stati sempre con noi, che questo spazio non ci è consono e che qui non possiamo più stare”.

Presidente: “Pensa che abbiamo a disposizione letti e coperte per 250 persone ma non abbiamo dove collocarli. Avremmo bisogno, ad esempio, di una linea telefonica che è essenziale per poter ottenere grazie ad internet aggiornamenti in tempo reale, sapere se c’è un allerta meteo, e quindi ci farebbe comodo poter allestire una sala di monitoraggio. Avremmo bisogno di un deposito di primo soccorso in cui raccogliere tutto quello che a noi serve per poter fornire un intervento immediato, cosa che comporterebbe certamente disagi minori e permetterebbe una celerità delle operazioni”.

Vicepresidente:Prendendo come riferimento il recente sbarco, noi siamo stati attivati dalla Provincia che ha saputo tramite Prefettura e Regione che eravamo sul posto e che eravamo veterani di queste cose, quindi dobbiamo avere le cose essenziali per poter operare e fornire un servizio ottimale. Nel momento in cui veniamo contattati per qualsiasi cosa, dobbiamo essere pronti per poter dare un aiuto reale ma se non si possiedono le strutture e gli attrezzi adeguati allora l’ intervento rischia di essere sacrificato”.

Presidente: “La Protezione Civile di Caulonia Marina ha un sogno: poter realizzare un centro COM come quello che c’è a Germaneto e che nella locride manca. Sarebbe un grande vantaggio per la nostra zona perché permetterebbe interventi immediati e un valido supporto non solo alla popolazione di Caulonia ma anche a tutti i paesi limitrofi. Con niente abbiamo fatto tanto, pensate se avessimo qualcosa in più?”

Un messaggio che vorreste lanciare alla cittadinanza?

Vicepresidente:Noi chiediamo il consenso di tutta la cittadinanza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che tutto quello che facciamo è un ritorno per tutta la comunità. Poi vorrei dire che bisogna sempre rispettare i principi di umanità e fratellanza. Quando si verificano degli sbarchi arrivano esseri umani proprio come noi. Occorre comprendere che se le persone scappano dal loro paese certamente ci sono delle motivaioni serie, altrimenti non affronterebbero viaggi così lunghi ed estenuanti in cui rischiano anche la vita. Vedere un bambino affamato che per 4/5 giorni non ha mangiato e che passandogli davanti apre la bocca perché ha fame è una cosa che ti strazia il cuore e che non può lasciare indifferente”.

Assessore Belcastro cosa vuole dire ai volontari?

Un particolare plauso al lodevole lavoro svolto, con devozione e passione, da tutti i ragazzi della Protezione Civile di Caulonia Marina davanti all’emergenza dello sbarco di migranti di domenica scorsa. La situazione inaspettata e improvvisa non era semplice, ma il loro impegno e la loro collaborazione hanno permesso, anche con pochi mezzi a disposizione, che le operazioni di soccorso, ricovero e accoglienza di 209 profughi dessero ottimi risultati. Grazie!

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( In collaborazione con Angela Cristofaro )

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