Chi sei veramente, Gioiosa?

Chi sei veramente, Gioiosa?

Chi sei veramente, Gioiosa?
Diciamo che sei tante cose insieme, una complessità più o meno armonica. Giusto così: è nelle contraddizioni che si scovano le grandi verità di ogni giorno, perchè le verità sono tante e sono piene di increspature. La breve esperienza di questo piccolo giornale ne è, ai nostri occhi e ai nostri pensieri, una piacevole conferma.

gioiosa evidenza claudia

Vi è un certo tipo di Gioiosa.
Una Gioiosa che reclama una politica rinnovata e pretende una classe dirigente dalla faccia e dal cuore puliti.
Una Gioiosa che accoglie la ricca diversità di uno straniero o di un disabile come una sua vocazione naturale.
Una Gioiosa che si completa e si definisce nell’Unione feconda con i suoi vicini.
Una Gioiosa che si esalta dinanzi al suo tessuto sociale così attivo e così generoso: la Pro Loco e le altre associazioni che scommettono sulla qualità, sapendo anche andare controcorrente; le squadre giovanili, come la Sensation Juniores, che raggiungono le massime platee nazionali nella propria disciplina sportiva; la Consulta, in movimento perenne alla ricerca della più sana interazione dal basso.
Una Gioiosa intraprendente, che lavora onestamente e che prova a costruire un futuro di dignità.
Una Gioiosa che vibra dinanzi alle sue feste di popolo, alle sue chiese scrigno di storia e fede, alle sue ricchezze storiche ed archeologiche.
Una Gioiosa di fede, solidale nelle tradizioni che perpetua e nella speranza che offre, ben diversa da quella che si “batte il petto” per etichetta sociale e per pura necessità piccolo-borghese.
Una Gioiosa che guarda agli orizzonti davanti a sè, che non ha voglia e tempo per dedicarsi alla denigrazione degli altri.

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Ma vi è anche un altro tipo di Gioiosa, opposta e speculare all’altra.
Una Gioiosa che non produce democrazia al di fuori dell’ambizione elettorale, che rifiuta la partecipazione alla vita sociale e culturale quando a proporla sono gli “altri”, che si rintana in un lento inesorabile degrado culturale.
Una Gioiosa volgare, ottusa, incartata nella sua grettezza quotidiana, capace di esplosioni razziste anche e soltanto sul piano virtuale.
Una Gioiosa che si nasconde dietro le sue ombre: suicidi/omicidi a rammentarci  – nel silenzio meschino che troppo spesso fa da sfondo a questa nostra terra misteriosa – la caducità estrema di una vita e di un’appartenenza; usurai di bassa lega a spiegarci il senso lurido di molte ricchezze inspiegabili; piccole truffe e piccole illegalità quotidiane, esaltate come simbolo di potere.
Una Gioiosa parassita, senza economia e senza dignità, che vive di furberie e disprezza letteralmente il lavoro.
Una Gioiosa che non conosce la sua storia, i luoghi della sua memoria che deperiscono dinanzi all’inerzia civica.
Una Gioiosa impicciona ed ipocrita, dedita ad “inzuppare il pane” della propria mediocrità, nascosta dietro ogni angolo mentale e fisico, senza il coraggio di dire alcuna parola di verità e senza alcuna disponibilità alla critica o allo sberleffo.

Gioiosa

Chi sei veramente, Gioiosa?
Sono i gioiosani a dover decidere della loro prospettiva, scegliere cosa vogliono  fare della loro cittadina.
Se questa nostra libera avventura di parole e pensieri avrà un senso, molto dipenderà anche dalla risposta che sapremo offrire alla domanda che guida la riflessione in corso.

In fondo, la nostra “ciavula” la facciamo anche per questo: scoprire, anche e soltanto in piccola misura, cos’è e cosa può essere Gioiosa.