Fabio Macagnino stasera suonerà a Cinisi in memoria di Peppino Impastato

Fabio Macagnino stasera suonerà a Cinisi in memoria di Peppino Impastato

Nella notte tra l’otto e il nove maggio 1978 Peppino Impastato veniva assassinato per mano della mafia a Cinisi, in Sicilia, alla vigilia delle elezioni comunali, dove era candidato nella lista Democrazia Proletaria.
Con il suo cadavere venne inscenato un suicidio, per distruggerne l’immagine, svilirne la lotta, infangarne il ricordo.
Alla tesi del suicidio si è dato credito per diverso tempo, la matrice mafiosa della morte è stata individuata grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia.
Peppino Impastato è vissuto ed è morto per ideali di giustizia e di libertà: sognava una Sicilia senza mafia, senza l’oppressione perenne ed incontrastata che questa esercita sul territorio siculo, meridionale e nazionale nei rapporti politici, economici e sociali.
Sognava, in fondo, una Sicilia che dovrebbe essere normale, un sud che dovrebbe essere normale, un’Italia che dovrebbe essere normale.
Normalità che però sembra tuttora più che altro un’utopia.

La casa del boss Badalamenti, ora confiscata e assegnata alla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

La casa del boss Badalamenti, ora confiscata e assegnata alla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Per queste idee, Peppino ha lottato, contro la famiglia, contro i giudizi e i pregiudizi, contro il potere, contro la morte.
Ci sono vite, tuttavia, che hanno e devono avere una funzione più grande, più importante: quella di svegliare le coscienze di ognuno di noi, di fungere da esempio positivo per tutti.
Sandro Pertini diceva: ” I giovani non hanno bisogno di sermoni, hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.”
Piace credere che la vita e l’esempio di Peppino Impastato possano servire a questo.
Ma, a trentasette anni dal suo assassinio, è un dovere morale chiedersi:
Che cosa ne è, oggi, del sogno di Peppino?
Siamo stati, tutti noi, in grado di dare un senso alla sua battaglia, alla sua morte?
Perché la verità è che Peppino Impastato è morto solo o comunque con poco seguito rispetto alla grandezza dei suoi intenti, a lungo considerato un esaltato suicida.

L'ex casa di Badalamenti

L’ex casa di Badalamenti

E dopo la sua morte, le istituzioni locali e nazionali hanno saputo o voluto dare concretezza a quelle idee?
Troppo spesso la politica, nel nostro Paese, ha fatto una lotta alla mafia da avanspettacolo, con dichiarazioni di intenti in prossimità delle elezioni che si concludevano con politici e mafiosi seduti allo stesso tavolo, pronti a spartirsi la stessa torta.

La casa di Peppino

La casa di Peppino

Molto significativo è il discorso radiofonico recitato nel film “I cento passi”, basato proprio sulla vita di Impastato. Ecco parte di quel discorso:
“Peppino non c’è più, è morto, si è suicidato.
No, non sorprendetevi, perché le cose sono andate veramente così, lo dicono i Carabinieri, lo dice il magistrato.
Suicidio.
Questo leggerete domani sui giornali, questo vedrete alla televisione.
Anzi, non leggerete proprio niente.
Chi se ne frega del piccolo siciliano di provincia? Ma chi se ne fotte, di questo Peppino Impastato?
Adesso fate una cosa: spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare.
Voi avete dalla vostra la forza del buon senso, quello che non aveva Peppino.
Domani ci saranno i funerali, voi non andateci, lasciamolo solo, e diciamolo una volta per tutte che noi la mafia la vogliamo, non perché ci fa paura, ma perché ci da sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace.
Noi siamo la mafia, e tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso.”

Fabio Macagnino a Cinisi

Fabio Macagnino a Cinisi

Per ricordarlo oggi a Cinisi c’è anche un artista cauloniese, Fabio Macagnino, che si esibirà col teatro Proskenion suonando alcuni dei suoi pezzi.
Trentasette anni fa moriva Peppino Impastato, vittima della mafia.

La casa di Peppino

La casa di Peppino

Non può e non deve essere morto inutilmente.
Oggi ricordatelo pure pubblicando le sue foto o trascrivendo le sue frasi.
Fatelo, perché ricordare è importante, serve a mantenere vivo qualcosa.
Ma domani, non giratevi dall’altra parte, non tappatevi gli occhi o le orecchie, non dimenticate Peppino Impastato e le altre vittime di quella montagna di merda che è la mafia.
Perché solo così la loro vita avrà davvero senso.
Solo così, forse, qualcosa potrà davvero cambiare.

Casa Impastato

Casa Impastato