Se non è recita la commozione. Quasi un comizio per il primo maggio

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo ogni strage la commozione.
Ma quella commozione deve dare impulso all’azione necessaria per evitare altre stragi.
In questo primo maggio diciamole queste parole.
*
La commozione esibita da molti rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee dopo la strage nel Mediterraneo del 18 aprile, quali concrete conseguenze ha avuto? Quali decisioni ha promosso adeguate a impedire nuove stragi? Quale consapevolezza ha fatto emergere e quali provvedimenti conseguenti ha indotto ad assumere?
Stiamo ai fatti: ogni persona ragionevole sa che nessuno morirebbe nei naufragi dei barconi nel Mediterraneo se i governi europei consentissero di giungere in modo legale e sicuro nel nostro continente a tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalla guerra, dai disastri e dall’orrore, dalla persecuzione e dalla morte.
Basterebbe quindi che i governi europei consentissero l’ingresso legale e sicuro in Europa a tutte le persone che ne hanno bisogno per salvare le loro vite, e non vi sarebbero piu’ naufragi.
E’ tutto qui.
Finche’ i governi europei non abrogheranno le misure razziste che condannano le vittime dell’orrore ad affidarsi ai trafficanti illegali per cercar di sfuggire alla morte, fino ad allora le stragi continueranno.
E il cordoglio dei governanti per i morti, la tristezza e la commozione, saranno solo una trista recita.
In questo primo maggio diciamole queste parole.
*
E’ possibile salvare le vite di tutti i fuggiaschi in pericolo di morte: basta decidere di soccorrerli, di accoglierli, di assisterli, basta decidere di riconoscere loro il diritto umano di salvare le loro vite; basta riconoscere loro il diritto di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro.
Sono le politiche razziste dei governi europei ad aver creato l’illegale mercato gestito dalle mafie dei trafficanti; sono le politiche razziste dei governi europei le prime responsabili delle stragi nel Mediterraneo; sono le politiche razziste dei governi europei a far morire tanti innocenti.
Decidano finalmente i governi europei di salvare le vite invece di sopprimerle.
Decidano finalmente i governi europei di riconoscere ad ogni persona il diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.
Decidano finalmente i governi europei di permettere a tutti gli esseri umani di entrare in Europa in modo legale e sicuro.
E poiche’ i governi europei ancor oggi non fanno cio’ che sarebbe giusto, non si adoperano per salvare innumerevoli vite, ebbene, siano allora i popoli europei ad insorgere nonviolentemente per ottenere che quelle vite siano salvate, per imporre ai propri governi il rispetto del primo principio della morale e del diritto: non uccidere, salva le vite.
In questo primo maggio diciamole queste parole.
*
Vi e’ una sola umanita’ in un unico pianeta casa comune dell’umanita’ intera.
Ogni vittima ha il volto di Abele.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”

Viterbo, primo maggio 2015

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