Conferenza stampa del Festival “I Tamburi di San Rocco”

Conferenza stampa del Festival “I Tamburi di San Rocco”

Con un programma di assoluto livello qualitativo e di grande varietà artistico-musicale, il Festival di percussioni “I Tamburi di San Rocco” si è presentato alla stampa e al pubblico.

Sotto la direzione artistica del chitarrista Francesco Loccisano, la rassegna – giunta alla sua terza edizione – punta a dare una svolta in termini di crescita e di prospettive per il futuro.

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Presso la sala consiliare del Comune di Gioiosa Jonica, la conferenza stampa prende avvio con le parole del padrone di casa – il Sindaco Salvatore Fuda. Il quale, orgogliosamente e legittimamente, rivendica l’obiettivo programmatico di una grande manifestazione sulle percussioni legata ai suoni e ai ritmi della Festa di San Rocco. Il Festival, secondo il Sindaco, vuole riscoprire il grande valore antropologico del rito di San Rocco a Gioiosa Jonica (a partire dal convegno di studi che aprirà la manifestazione di quest’anno), un’operazione culturale che si armonizza perfettamente con la tradizione popolare e il sentire comune dei gioiosani. Per questo, il Comune di Gioiosa Jonica – che è pronto ad affrontare nelle migliori condizioni possibili l’intensissima settimana di San Rocco – ha deciso di investire risorse economiche importanti su “I Tamburi di San Rocco” (nell’auspicio che altri enti sovraordinati garantiscano la propria quota parte di contributo). Convegno di studi, contest dedicato a Franco Lucà, spettacoli musicali vari: l’edizione 2015 sarò un vero salto in avanti.

Francesco Loccisano, invece, ha voluto presentare il programma artistico della manifestazione. Con la sua Associazione “Chitarra Battente” (in sala vi sono anche Tonino Palamara ed Ilenia Caccamo), è stato approntato un programma che ha un solo grande obiettivo: esaltare quell’energìa così forte e così intensa che lo stesso Eugenio Bennato – accompagnato per la prima volta da Francesco Loccisano ad assistere alla processione e ai tamburi di San Rocco – disse di aver avvertito raramente, forse solo a Rio de Janeiro. Il calendario delle iniziative, come detto, si apre mercoledì 26 Agosto con un convegno pomeridiano intitolato “Il suono di San Rocco”: dettaglio degli interventi (ci sarà sicuramente il Vescovo) ancora in fase di definizione. Alla sera, invece, presso l’area concerti di Piazza Dogali, prima alle ore 22.00 il concerto dei “TAMBURELLO CAFE” (quattro tamburelli provenienti da Lazio e Puglia che danno vita ad uno spettacolo con un utilizzo ampio del vasto e misconosciuto strumentario tradizionale a percussione); subito dopo, alle ore 23.00, sarà la volta dei “TAMBURELLISTI DI TORREPADULI” (gruppo legato alle tradizioni del tamburello e della danza-scherma di Torrepaduli in provincia di Lecce, dove il 15 Agosto di ogni anno rivive il culto di San Rocco). Il 27 Agosto, tralasciando il “Percussion Contest” dedicato a Franco Lucà (di cui parleremo subito dopo), alle ore 23 vi sarà il concerto del gruppo originario di Cataforio (città di Reggio Calabria) denominato “SKUNCHIURUTI BAND” (con la riproposizione dei canti e delle musiche della cultura orale calabrese). Il 28 Agosto, infine, vi sarà il gran finale de “I Tamburi di San Rocco”, con il concerto di LUCA SCHORZIELLO e dei suoi tamburi e con la partecipazione speciale del musicista senegalese BADARA SECK, in una combinazione fra suoni mediterranei e ritmi africani che si prospetta di assoluto interesse.

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Tonino Palamara, batterista e percussionista, nella sua qualità di responsabile del “Percussion Contest – Premio Franco Lucà”, ha voluto rimarcare la grande novità di questo concorso dedicato agli inediti elaborati sulla base del suono dei tamburi di San Rocco. Il “contest”, cui si prevede una buona partecipazione da tutta la Calabria, si basa infatti sulla rielaborazione personale della “terzina” che è il ritmo fondamentale del suono di San Rocco, una “terzina” che in realtà è molto utilizzata in tanta musica internazionale (jazz, funky, ritmi brasiliani, ecc.). Franco Lucà, musicista ed intellettuale torinese originario di Gioiosa Jonica, ha avuto un ruolo fondamentale nella riscoperta e nell’affermazione della musica popolare di tutt’Italia: il suo “folk club” a Torino è diventato, nel corso degli anni, uno straordinario giacimento di strumenti, suoni, antropologia. Intitolargli un premio del genere, incentrato soprattutto sulle nuove generazioni, è un atto assai significativo.

L’intervento di Mimmo Lucà, fratello del compianto Franco ed ex parlamentare della Repubblica, è stato carico di grande emozione. Mimmo Lucà – nel portare il sentito ringraziamento di tutta la sua famiglia e, in particolare, di Paolo, il figlio di Franco che ha deciso di dare continuità al grande progetto culturale di suo padre – ha spiegato come l’intera vita di Franco è stata dedicata al tentativo di restituire dignità e valore alla musica popolare, considerata ingiustamente una musica povera, di scarsa qualità. Franco Lucà, con il suo “folk club” e con la sua ricerca insistita delle tradizioni musicali dei popoli del mondo, ha operato una grande operazione culturale di contaminazione e di incontro fra culture anche assai differenti fra loro, un’operazione strettamente connessa anche al valore sociale dell’emigrazione. Lo stesso San Rocco, in fondo, altro non era che un pellegrino, un viaggiatore del mondo, un migrante. Bisogna continuare con convinzione su questa strada, a partire dalle prossime edizioni de “I Tamburi di San Rocco” e imparando a conoscere i suoni che provengono dalle tanti genti che – per bisogno o per scelta – decidono di raggiungere l’Italia.

Infine, ecco l’intervento di Pino Agostino, in rappresentanza del “Comitato Festa San Rocco” (in sala, era presente anche Giulio Papandrea). Agostino, in poche battute, ha rivendicato il lavoro prodotto dal Comitato negli ultimi 4 anni, con un rilancio oggettivo della Festa di San Rocco che è dovuto anche e soprattutto alla grande dedizione dei commercianti e dei gioiosani tutti. Un ringraziamento particolare, oltre che all’Amministrazione Comunale, deve essere rivolto all’azienda SAOR che sosterrà interamente il costo della serata di sabato dedicata alla grande musica bandistica. Importante, infine, la scelta dei “TIROMANCINO” per la serata conclusiva di domenica 30 Agosto: una scelta artistica importante, fatta soprattutto nell’ottica delle nuove generazioni.

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La conferenza stampa si è conclusa con altre brevi considerazioni da parte del Sindaco Fuda. Secondo il quale la Festa sta crescendo e sta raggiungendo un sempre maggior livello di legalità e di organizzazione, soprattutto per quel che concerne la fiera. Ma la Festa di San Rocco è anche, prima di ogni altra cosa, un fatto religioso di prim’ordine, fortemente legato ad una vera e genuina pietà popolare: nessun accenno alla questione processione (con l’interruzione dalle 13.30 alle 16.00, leggi QUI), ma un chiaro messaggio di rispetto verso il valore intrinsecamente religioso della ritualità di San Rocco.

Ci siamo, quindi. La grande ed intensa settimana di San Rocco – per Gioiosa Jonica, la più vorticosa di tutto l’anno – sta per iniziare: il Festival “I Tamburi di San Rocco”, iniziativa culturale di grande lungimiranza, coprirà la parte centrale di una sette-giorni che all’inizio vedrà gli spettacoli di strada di “Gustando il Borgo” (altro appuntamento in costante crescita, assolutamente imperdibile) e alla fine la grande musica pop dei “Tiromancino”.

Gioiosa Jonica centro dell’intero comprensorio, quindi: pronta ad accogliere le decine di migliaia di visitatori che vorranno raggiungerla.

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