Chiusura ospedale Locri: no alla politica dei tagli

Chiusura ospedale Locri: no alla politica dei tagli

Chiusura ospedale Locri: no alla politica dei tagli.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Così recita il primo comma dell’ articolo 32 della Costituzione italiana.

I padri costituenti però, bisogna ammetterlo, in questa occasione hanno mancato di chiarezza e lungimiranza.

Avrebbero infatti dovuto specificare che la tutela della salute è importante, certo, ma che se hai la sciagurata idea di abitare nella Locride, beh, allora è meglio se eviti di ammalarti, perché trovare un ospedale a cui rivolgersi potrebbe rivelarsi impresa ardua.

Dalle nostre parti, in buona sostanza, è meglio prevenire per l’ impossibilità di curare.
Più o meno in questa direzione va l’ idea di smantellare ulteriormente l’ ospedale di Locri per ragioni di risparmio, di spending review.

Uno smantellamento che significherebbe la tanto graduale quanto sostanziale chiusura di una struttura ospedaliera che costituisce il punto di riferimento sanitario più vicino per migliaia di persone, e che conferisce ulteriore concretezza al sempre più evidente isolamento in cui la Calabria in generale, e la Locride in particolare, stanno sprofondando.

Lontani dall’ Europa, ai margini dell’ Italia.

Io credo però che gli eventi sociali vadano sempre letti nella loro globalità, tenendo presente il complessivo processo di cui fanno parte.

In tal modo si potrà comprendere che il declino dell’ ospedale di Locri è iniziato da tempo, con il bene placido delle classi politiche nazionali e regionali e la gentile partecipazione della ndrangheta.

Nel corso degli anni il servizio sanitario offerto da tale struttura ha subìto una involuzione qualitativa e quantitativa, fino all’ innescarsi di quel rovinoso meccanismo, piuttosto comune in Italia, che tende a far peggiorare anziché migliorare, ridurre anziché potenziare, distruggere anziché costruire.
Eppure state certi che nelle varie campagne elettorali sentiremo ancora parlare di “progetto per il Mezzogiorno”, di “Sud al centro dell’ Italia” e così via, per raccogliere altri voti ed infrangere altre speranze.
La cosa più grave, in merito alla vicenda dell’ ospedale è che, aldilà delle strategie economiche, politiche o territoriali, moltissime persone rischiano di vedere seriamente compromessa la possibilità di ricevere nella Locride le cure di cui hanno bisogno, trovandosi costrette a raggiungere centri ospedalieri piuttosto distanti da casa.

Inutile sottolineare che ciò costituirebbe un grosso disagio e potrebbe addirittura risultare pericoloso, soprattutto nei casi in cui la tempestività dell’ intervento medico sia decisiva.

Lo scenario che si prospetta è pertanto inaccettabile.

Sabato 17 ottobre si svolgerà a Locri una importante manifestazione per protestare contro lo smantellamento dell’ ospedale.

L’ auspicio è che tale manifestazione non resti un episodio isolato e fine a se stesso, ma che riesca bensì ad arrivare all’ attenzione delle istituzioni dando forza propulsiva ad un percorso nuovo, volto non esclusivamente a garantire l’ operatività della struttura esistente, ma anche a chiederne un potenziamento concreto.

L’ ospedale di Locri è indispensabile, ed il suo recupero necessario.

Affinché possa essere riconosciuto e garantito a tutti l’ inviolabile diritto alla tutela della salute che, se subordinato a speculazioni economiche e a giochi di mercato e di potere politico e mafioso, non diventa altro che ulteriore, ennesimo, privilegio per pochi.

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