Un bene confiscato alla mafia, un progetto di democrazia

Un bene confiscato alla mafia, un progetto di democrazia

Punto uno: investire sui beni confiscati alla mafia (valorizzandone la funzione sociale e pubblica) ed imporre una concreta idea di legalità (sottrarre alla prepotenza criminale della ‘ndrangheta per restituire alla collettività). 

Punto due: garantire ai soggetti svantaggiati e alle persone con situazioni di disabilità un luogo in cui costruire sana socialità.

Punto tre: creare le condizioni per l’affermazione di nuovi posti di lavoro.

Potremmo riassumere in questi tre punti – di grande importanza e di fondamentale prospettiva – la conferenza stampa di presentazione del progetto di valorizzazione di un bene confiscato alla mafia, tenutasi sabato 27 Febbraio presso un’affollatissima sala del consiglio comunale di Gioiosa Jonica.

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Evidentemente, si tratta di una tappa molto significativa nel percorso di attuazione del programma politico-amministrativo dell’Amministrazione Fuda, una testimonianza tangibile dell’impegno sul fronte della legalità e dell’antimafia sociale.

Come noto, un bene immobile sito in Via Madamalena – dopo apposito Avviso di selezione pubblica e dopo attenta valutazione delle offerte pervenute – è stato assegnato alla Coop “Futura” di Maropati. (LEGGI QUI). Ieri, è stata l’occasione per spiegare l’idea da sviluppare nel bene aggiudicato.

A introdurre e a condurre l’incontro presso la sala consiliare, è proprio il Presidente della Coop “Futura” Lorenzo Sibio. La sua è, innanzitutto, la presentazione di un impegno, quello di una società cooperativa che da anni opera nel recupero dei disabili mentali e gestisce una “fattoria sociale” quale autentico laboratorio sperimentale. La Coop “Futura”, ha spiegato il suo Presidente, gestirà il bene assegnatole con una grande attenzione ed apertura al territorio, garantendo un vero e proprio centro d’inclusione per disabili, a partire dalla stretta collaborazione con l’associazione gioiosana “CommaTre”.

Simona Coluccio, rispondendo all’assist di Lorenzo Sibio, non ha nascosto la grande emozione di “CommaTre” nel poter costruire un progetto d’inclusione sociale sul territorio gioiosano. Si tratta di una vittoria, ottenuta dopo tanti anni di impegno: una vittoria che Simona Coluccio non ha avuto difficoltà a dedicare a sua figlia, la ragione principale della sua testardaggine e della sua dedizione.

Salvatore Fuda, Sindaco di Gioiosa Jonica e padrone di casa dell’iniziativa, ha manifestato grande soddisfazione ed orgoglio. Nell’immobile aggiudicato in modo assolutamente pubblico e trasparente, sarà costruito un centro sociale che andrà a beneficio di tutto il territorio della Valle del Torbido, garantendo un vero e proprio diritto di cittadinanza. La sfida sui beni confiscati, ha insistito Fuda, è una sfida fondamentale non solo per i comuni e gli enti locali: Gioiosa Jonica ha fatto e continuerà a fare la sua parte (l’assegnazione di questo bene, la disponibilità appena deliberata per accogliere nel patrimonio immobiliare comunale altri due beni confiscati, un finanziamento di 700 mila €uro ottenuto con i Contratti Locali di Sicurezza per riqualificare un immobile confiscato in Via Bugella), ma non è impresa facile senza un investimento concreto da parte di tutte le istituzioni (nella gran parte dei casi, anche a Gioiosa Jonica, valorizzare i beni acquisiti al patrimonio comunale richiede ingenti risorse economiche). Fuda ha anche indicato un traccia di lavoro per il futuro: consentire anche alla Locride di poter utilizzare i beni confiscati per favorire l’edilizia sociale e popolare (al momento, poiché la Locride non rientra fra le aree ad alta intensità demografica, non è normativamente possibile).

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Dopo l’intervento del Sindaco, ecco le parole di Angela Robbe – Presidente LegaCoop Calabria. Giornate così, ha spiegato la D.ssa Robbe, danno il senso di quello che si è e si fa, di quello che è un impegno quotidiano: stare dalla parte del territorio e della legalità, garantendo un segnale di presenza che è inequivocabile. Sul tema dei beni confiscati, inoltre, serve un tavolo di concertazione collettivo, che metta insieme istituzioni pubbliche e organizzazioni sociali e individui le soluzioni più efficaci per un’effettiva gestione di qualità dei beni stessi.

Gli ultimi due interventi registrati sono stati quelli di Giuseppe Raffa (Presidente della Provincia di Reggio Calabria) e Federica Roccisano (Assessore Regionale al Lavoro e alle Politiche Sociali).

Raffa ha voluto sottolineare soprattutto il grande ruolo svolto dalla cooperazione sociale, che non è affatto uno strumento utilizzato furbescamente per mere questioni fiscali (come vuole tanta parte della “vulgata” generale) ma è un’autentica opportunità di sviluppo. Il Presidente della Provincia, inoltre, ha ribadito la necessità di fare squadra, lanciando da subito una proposta operativa: dare battaglia sul mantenimento a Reggio Calabria della sede dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati.

Federica Roccisano, dal canto suo, si è detta semplicemente gratificata: la Calabria più bella è proprio quella che restituisce i beni confiscati alla democrazia e che vi costruisce coraggiosi progetti d’inclusione sociale. Sono segnali importanti, che dimostrano come i calabresi stanno imparando a fare rete e smettere i panni degli eterni individualisti. Sono progetti di grande visione, perché superano il concetto della semplice assistenza domiciliare e aggregano in spazi di sana socialità le persone con disabilità (più libertà di accedere ai centri diurni, meno solitudine in una permanenza forzata a casa). L’Assessore Roccisano, infine, ha voluto suggellare l’incontro citando l’amato Corrado Alvaro, interprete fondamentale della nostra terra: i calabresi mettono il loro patriottismo nelle cose più semplici.

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Prima dell’intervento conclusivo della Roccisano, abbiamo registrato anche alcuni interventi dal pubblico che hanno letteralmente emozionato la platea dei partecipanti: persone in carne ed ossa, tenacemente in lotta contro la loro ingiusta condizione di disabilità, pronti a dire semplicemente grazie per essere finalmente trattati come cittadini. Roberto Calvelli e Roberta Marando, questi i loro nomi, sono un grande patrimonio per tutta la comunità di Gioiosa, per una società che vuole davvero coinvolgere tutte le potenzialità che possiede.

Non si è trattato semplicemente di una conferenza stampa, si è trattato di un evento politico di assoluta pedagogìa civica. Quando la politica produce risultati di così grande intelligenza su temi fondamentali come legalità, inclusione sociale ed esercizio della cittadinanza, è la democrazia ad essere innalzata e sublimata.

Buon lavoro a tutti, allora, a Gioiosa Jonica e non solo: adesso, occorre dimostrare con continuità di fatti e risultati che la Calabria più bella è anche quella più forte.