Orti per le donne e riciclo di plastica in Niger: ReCoSol racconta

Orti per le donne e riciclo di plastica in Niger: ReCoSol racconta

Si è svolta il 20 ed il 21 giugno la Giornata mondiale del Rifugiato, rispettivamente nei comuni di Cinquefrondi e di Gioiosa Jonica. La prima giornata, ospitata in una particolare location, il Frantoio delle idee, nato per volontà di Rinascita per Cinquefrondi per essere laboratorio teatrale e culturale in uno spazio recuperato.  Da vecchio frantoio, è divenuto luogo interessante di socializzazione capace di rispondere alle pressanti richieste territoriali di un ampio spazio creativo.

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Il 21 giugno, ad ospitare la Giornata mondiale del Rifugiato, è stata la Sala del Consiglio Comunale di Gioiosa Jonica. Ospiti della prima e della seconda giornata sono stati Filippo Guerra e Paolo Sburlati, venuti a rappresentare ReCoSol e il progetto svolto in Niger “Orti per le donne e riciclo di plastica“.

Il Niger è un paese sconosciuto, spesso e volentieri confuso con la Nigeria. E’ un paese desertico dell’Africa occidentale, zona di attraversamento obbligata per i migranti. Nonostante sia grande per quattro volte l’Italia, il Niger non è riuscito ad avere uno sviluppo autonomo, difatti, risulta tra i quattro paesi più poveri al mondo. Lì, l’alimentazione è molto scarsa ed inadeguata, c’è un elevato tasso di mortalità infantile e la popolazione vive mediamente fino ai 50 anni. Qual è stata l’azione di ReCoSol per poter sostenere il Niger? Semplicemente, si è lavorato sui punti di forza di questo luogo estremamente povero. La risorsa è stata rappresentata dalle donne, coloro le quali migrano molto di meno rispetto agli uomini, rispondendo direttamente alla loro richiesta di poter coltivare degli orti. ReCoSol non ha portato insegnamenti dall’Italia, non ce ne sarebbe stato bisogno, ma ha creato dei sistemi di irrigazione tramite il pompaggio dell’acqua dai fiumi. Le donne si sono organizzate in gruppi ben strutturati e sono loro in prima persona ad organizzare il lavoro. Un’altra grande conquista di ReCoSol è stata l’innovazione portata tramite un progetto di riciclo della plastica. Non esiste lo smaltimento dei rifiuti nell’Africa Subsahariana, per cui si è proceduto alla raccolta del materiale di scarto, gettato ai bordi delle strade: in questo caso, si trattava di sacchi neri di plastica, i quali, riempiti di sabbia, si sono trasformati in “mattoni” autobloccanti. In tal modo, non solo si è data vita ad un nuovo materiale, ma si è ovviato al problema dell’intasamento delle fogne e alla morte degli animali che si cibavano di tali sacchi. Filippo Guerra e Paolo Sburlati, hanno spiegato in modo semplice come poter aiutare in modo efficace ed efficiente popolazioni come quella del Niger, alle quali non viene consegnato denaro, ma direttamente materiali e sostegno pratico.

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Interessante si è dimostrato l’intervento, durante la prima serata, di un rifugiato il quale ha raccontato la propria esperienza dell’attraversamento del Niger, prima di arrivare in Libia. Presente alla prima serata anche Federica Roccisano, Assessore regionale alle Politiche sociali e l’artista Fabio Macagnino con la proiezione de  l suo video musicale Siricu.

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Nella seconda giornata, ospitata dal Comune di Gioiosa Jonica, i due rappresentati ReCoSol hanno potuto presentare il progetto svolto alla popolazione gioiosana. Interessante si è dimostrato anche l’intervento di Jean Pierre Foschia, Coordinatore Medico di Médecins du Monde, movimento internazionale che opera nell’ambito sanitario in aiuto e sostegno umanitario delle popolazioni vulnerabili. Celeste Vilar ha inoltre presentato Projects Abroad, un progetto di volontariato internazionale in collaborazione con ReCoSol che avrà già inizio dalla prossima settimana. Sono intervenuti, inoltre, Giuseppe Alfarano, Sindaco di Camini e Salvatore Fuda, Sindaco di Gioiosa Jonica.