Anomalie Bando Regionale Iniziative Culturali 2016 – Azione 2 – “Circuiti Teatrali”

Anomalie Bando Regionale Iniziative Culturali 2016 – Azione 2 – “Circuiti Teatrali”

Anomalie Bando Regionale Iniziative Culturali 2016 – Azione 2 – “Circuiti Teatrali”.

Le giustificazioni del Governatore sui finanziamenti all’Azione 1 servono a ben poco. In quel bando c’è di peggio.
Esposto di tre Compagnie inviato all’ Autorità Anticorruzione già due mesi fa ed imminente ricorso al Tar.

Se le 30 associazioni penalizzate dalle graduatorie dell’Azione 1- “Eventi Culturali” del bando regionale “Iniziative Culturali 2016” minacciano di ricorrere all’Anticorruzione, le Compagnie teatrali Dracma, Teatro del Carro e Officina teatrale, proponenti per l’Azione 2 “Circuiti teatrali”, hanno già esposto i loro dubbi all’Autorità nazionale guidata da Cantone prima ancora degli esiti d’istruttoria e già nel mese di giugno. Il bando regionale “Iniziative Culturali – anno 2016 – Azione 2”, per la promozione di “Circuiti Teatrali in Calabria” presentava infatti varie anomalie sia nella sua stesura che nei criteri di punteggio ivi definiti che chiaramente avrebbero spianato la strada a chiunque si sarebbe proposto anche senza esperienza alcuna nell’ambito richiesto . La graduatoria finale esclude queste tre associazioni e conferma adesso quanto di torbido era stato segnalato anzitempo da queste.
Secondo il decreto del 4 agosto 2016 della Regione Calabria infatti, su solo 7 domande per l’Azione 2, saranno finanziati tre proponenti per la realizzazione di tre Circuiti teatrali: Teatro della Ginestra (di Cosenza e stranamente unico proponente per la provincia di Cosenza), Il portacenere (di Cosenza e stranamente proponente per le province di Catanzaro- Vibo- Crotone) e Officine Joniche (di Reggio Calabria proponente per la provincia di Reggio) , tutte coordinate e messe insieme da un’unica Direzione Artistica.

Le Compagnie Dracma, Teatro del Carro e Officina teatrale, guidate da Andrea Naso, Anna Maria De Luca e Giovanni Carpanzano, nel mese di maggio hanno segnalato alla Regione Calabria, attraverso un’ istanza di revisione del bando, le strane anomalie riscontrate già ad una prima lettura: assenza totale di attribuzione di valore e punteggio a curricula artistici e professionali, assenza di punteggio all’esperienza del proponente in ambito di programmazione e distribuzione, punteggio ed efficacia attribuita ad atti non formalmente sottoscritti con Comuni, Enti e sponsor (bastava un’autocertificazione sia per gli accordi con i Comuni sia per le sponsorizzazioni private), assegnazione di punteggi sproporzionati a criteri di quantità più che di qualità, punteggi bassissimi attribuiti alla chiarezza ed alla qualità progettuale,etc.
Un attentato del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Calabria ad ogni principio di meritocrazia e competenza di settore che addirittura veniva esaltato infine con un criterio di punteggio fortemente discriminatorio e lesivo della libera concorrenza nei bandi pubblici che penalizzava di ben 10 punti, quindi in maniera castrante chiunque tra i soggetti teatrali proponenti avesse avuto finanziamenti se pur minimi e a vario titolo nell’ultimo anno (quei soggetti che dunque in Regione come in ogni parte d’Italia hanno dimostrato di sapere produrre e organizzare tanto da riuscire meritevoli di aiuti pubblici). Criteri assolutamente non in linea con le direttive nazionali ed europee in materia di teatro e cultura grazie ai quali risultava la volontà politica di restringere il cerchio dei potenziali beneficiari a pochissimi soggetti organizzati come impresa culturale in Calabria tra i non finanziati nell’ultimo anno, anche senza esperienza specifica e meriti curriculari, anche senza un buon progetto definito. In effetti saranno solo n°7 i progetti presentati di cui n°3 penalizzati ab origine, dei n° 4 restanti su un’Azione che ha previsto n°3 beneficiari uno è addirittura risultato beneficiario sicuro in quanto l’ unico per la provincia di Cosenza.
A quanto espresso nell’istanza di revisione la Regione Calabria neanche risponde per cui è seguita nel mese di giugno 2016 una corposa segnalazione delle tre Compagnie all’Autorità Nazionale Anticorruzione in cui viene riferito sulle anomalie del bando, su modalità operative poco ortodosse e su strane coincidenze di ruolo che, secondo i firmatari, non sono giustificabili. Dracma, Teatro del Carro e Officina teatrale avrebbero addirittura anticipato la vincita di tre soggetti proponenti specifici tra i candidati, guarda caso proprio quelli che oggi risultano aggiudicatari .
La mobilitazione lanciata nei mesi scorsi, servita soprattutto ad accendere i riflettori sulle modalità attraverso cui il Dipartimento Turismo e Cultura si preparava a spendere 660.000 € di soldi pubblici, approda ora ad un nuovo esito: anche per loro, come per le associazioni penalizzate dal decreto del 4 agosto per l’assegnazione di contributi per l’Azione 1, è imminente, infatti, la presentazione di un ricorso al Tribunale amministrativo per invalidare il decreto regionale di concessione dei benefici e annullare interamente l’Azione 2 del bando ritenuta fortemente viziata. Contestualmente, i contenuti dell’esposto fatto precedentemente all’Anticorruzione sono stati avallati e integrati con gli esiti finali di graduatoria.
“La misura 2 del bando – ribadiscono in una dichiarazione congiunta Naso, De Luca e Carpanzano –, introducendo dei punteggi che penalizzano in maniera fortemente discriminatoria, castrante e non in linea con le direttive nazionali ed europee in materia di teatro, tutti i soggetti teatrali capaci e meritevoli e obbligando a strane alleanze fra gruppi non ispirate da comuni ragioni operative, ma al contrario propriamente tattiche, è apparsa chiaramente a tutti noi una strategia politica di dubbia validità che potrebbe nascondere ben altri obiettivi che probabilmente emergeranno nella giusta sede.”
“Continuiamo a pensare – dichiarano infine Naso, De Luca e Carpanzano – che le scelte ultime in ambito di politica culturale fatte e ribadite dalla Regione Calabria, penalizzano fortemente l’obiettivo della valorizzazione del merito e delle qualità professionali, facendo perdere un’occasione storica sia a tutti i soggetti teatrali competenti e palesemente radicati sui propri territori sia agli utenti finali dei servizi. Pensiamo che la Regione, attraverso la nuova struttura burocratica del dipartimento Cultura e Turismo, abbia voluto assecondare strategie politiche che nulla c’entrano con la promozione e valorizzazione della Cultura e tantomeno col Turismo se pensiamo al ritardo macroscopico di uscita delle graduatorie (4 agosto). Il ricorso al Tar, che servirà probabilmente solo ad annullare i criteri penalizzanti se non l’intera Azione 2, come preferiremmo, è pronto per essere presentato; per i presunti vizi etici che stanno evidentemente a monte di ogni vizio formale ci resta la speranza che possa emergere la verità e che si possa pretendere e ripristinare giustizia, legalità e regole uguali per tutti, soprattutto da chi amministra la cosa pubblica.

Compagnia Dracma
Teatro del Carro
Officina teatrale

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