Charlie Hebdo: quando anche la satira farebbe meglio a tacere.

Charlie Hebdo: quando anche la satira farebbe meglio a tacere.

“Genere di composizione a carattere moralistico o comico che mette in risalto, con espressioni che vanno dall’ironia pacata e discorsiva fino allo scherno, costumi e atteggiamenti comuni alla generalità degli uomini, o tipici di una categoria o di un solo individuo.

Critica più o meno mordace verso aspetti o personaggi tipici della vita contemporanea.”

Ho trovato questa definizione, cercando il significato di satira.

Colgo ben poco di tutto ciò, invece, nella vignetta pubblicata qualche giorno fa dal noto giornale satirico Charlie Hebdo per ironizzare sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano: nell’immagine si vede la Morte giungere lanciata sugli sci lungo un pendio innevato, seguita da una slavina. Il fumetto recita: “Italia, arriva la neve. Ma non ce ne sarà per tutti”.

Già in occasione del terremoto dello scorso agosto, la rivista francese aveva pubblicato sull’argomento una vignetta molto discutibile.

Torna d’attualità la riflessione in merito alla satira e ai suoi eventuali confini.

Cosa c’è di dissacrante nel farsi beffa di esseri umani che muoiono o che si trovano in difficoltà?

In nome della satira, dunque, tutto è concesso? Finanche perdere di vista la differenza tra scherno e grave offesa, tra sferzante ironia e stupidità fine a se stessa?

Vi sono situazioni in cui, se non altro, dovrebbe prevalere il buon senso, che non contrasta con la libertà, bensì la completa.

Laddove il confine tra ciò che è pertinente e ciò che non lo è diventa sottile, è infatti il buon senso a dover guidare l’individuo,  rappresentando una sorta di limite auto-imposto da non oltrepassare.

Sia chiaro: questo non è un attacco alla libertà di satira, quanto piuttosto una difesa della satira vera, quale fondamentale strumento di sberleffo del potere e delle convenzioni sociali.

È opportuno evitare di confondere il giudizio sul tipo di satira offerto da Charlie Hebdo e quello sul concetto di libertà di satira: si può non condividere il primo, difendendo comunque il secondo.

La libertà di espressione è sacrosanta ma, proprio per questo, è doveroso esercitarla con criterio, senza scadere in arbitraria volgarità.

Morte e dolore meritano rispetto, non gratuita derisione.

La migliore risposta alla rivista francese è arrivata proprio dalla satira stessa, grazie ad una vignetta del disegnatore italiano Ghisberto: in questo caso la Morte, sempre sugli sci, è attonita in quanto viene superata a gran velocità da un soccorritore alpino che le mostra il dito medio.

Un’immagine che infonde speranza e voglia di riscatto: la vita trionfa sulla morte, l’umanità sull’indifferenza.

Probabilmente, questa volta Charlie Hebdo ha perso un’occasione per tacere.

D’altronde, di fronte alle tragedie, il silenzio è spesso la soluzione più opportuna.