Giovanni Maiolo risponde ad Ammendolia: “Non manca solo la Politica, a Caulonia si cerca di annientare ogni voce critica”

Giovanni Maiolo risponde ad Ammendolia: “Non manca solo la Politica, a Caulonia si cerca di annientare ogni voce critica”

Caro Ilario,
ho ricevuto con piacere la tua missiva che mi permette di risponderti avanzando alcune riflessioni che richiederebbero ben altri spazi e tempi per essere sviluppate e che qui devono necessariamente essere sintetiche.
Non è superfluo sottolineare che condivido molte tue osservazioni, in particolar modo sul senso della politica, così maltrattata negli ultimi decenni da apparire quasi come una pratica offensiva alle orecchie dei cittadini. Il malcostume, i privilegi e la corruzione hanno prodotto un rigurgito che si nutre di qualunquismo e populismo, non a caso il dibattito politico occidentale è dominato da movimenti definiti “antipolitici”. E questo universo di movimenti anti sistema va molto a braccetto con forme contemporanee di fascismo ed autoritarismo. Il vero problema è che l’egemonia culturale invocata da Antonio Gramsci a favore della classi popolari del ‘900 oggi è detenuta da questi signori che, col sostegno dell’informazione dominata dal pensiero unico e col liberismo economico, stanno costruendo una sfrenata orgia globalizzata di devastazione ambientale e distruzione delle conquiste sociali del secolo scorso. La xenofobia è il cavallo di Troia di un progetto molto più ampio ed escludente per chi ha poco potere di acquisto, in primis migranti, disoccupati e lavoratori precari. La ricchezza si polarizza tra chi è sempre più ricco e chi ha sempre di meno, in un percorso di compressione della classe media che non ha eguali nella storia recente.
Organizzare la Resistenza a questa avanzata della peggiore globalizzazione del capitale è compito arduo e in questo le istituzioni locali, seppur svuotate di potere e “capacità di spesa”, possono svolgere un ruolo importante, come la tua ultima esperienza amministrativa ha in larga parte dimostrato.


Quello che tu chiami progetto paese lo interpreto come il tentativo di dare un indirizzo politico, nel senso nobile del termine, alla vita amministrativa locale. Chi viene delegato dai cittadini a gestire la cosa pubblica dovrebbe quantomeno tentare di riempire il proprio mandato di obiettivi e propositi che vadano oltre le linee programmatiche (quelle dell’amministrazione Belcastro, secondo la minoranza, non sarebbero state altro che un copia/incolla dal web, a dimostrazione dell’assenza di un comune sentire politico). Obiettivi e propositi che possono essere vari e sui quali sarebbe un piacere confrontarsi. Eppure a Caulonia non è possibile farlo perchè siamo amministrati da quella che credeva di essere una Grande Coalizione e che il risultato elettorale ha ridimensionato a Piccola ed Instabile Coalizione: un’accozzaglia di pezzi di casta politica (con qualche giovane innesto) che sembra non avere alcun progetto se non la gestione del potere e, come rivelano i primi mesi di amministrazione, l’annientamento di ogni voce critica che possa contrastarlo.

In questa chiave è possibile interpretare il sacrificio di decine di posti di lavoro nelle frazioni di Caulonia pur di demolire quella che da alcuni è evidentemente stata letta come una possibile fonte di consenso sociale (e magari elettorale) per qualche oppositore politico. Cosi è possibile comprendere la gravità di avere negato un locale pubblico alla minoranza per un incontro con la popolazione. Un tentativo, mai pubblicamente spiegato, di impedire una forma basilare di esercizio democratico. Così leggo la mal celata ostilità nei confronti dei progetti sociali promossi da questa testata a sostegno dei nostri concittadini più bisognosi. Così interpreto il generoso sostegno alla stampa “amica”, un ridicolo e padronale tentativo di “ammorbidire” i media locali. Così leggo gli incarichi diretti e ben pagati coi soldi delle tasse dei cittadini cauloniesi a persone vicine al gruppo di potere per compiti che prima venivano svolti gratuitamente.

Mi auguro davvero che l’amministrazione in carica decida di cambiare rotta, anche se temo che quando si uniscono pezzi di ceto politico che nulla condividono se non la voglia di vincere le elezioni, in una sorta di mercato pre elettorale in cui tutto conta eccetto la politica, diventa complicato plasmare un comune indirizzo programmatico a posteriori. Tu scrivi: “In passato ho invocato una grande  unità ed una concezione alta e non rancorosa o teatrale della politica. Un protagonismo di massa senza il quale, politicanti senza politica diventano protagonisti e passano da velenose accuse personali a calde effusioni ed ipocriti abbracci danzando sulla pelle del paese, con tradimenti continui e sfacciati”. E’ esattamente quello che avvenuto durante la formazione delle liste elettorali per le ultime elezioni.

Per fortuna vedo anche una reazione da parte della cittadinanza. Il consenso che circondava questa amministrazione comunale è evaporato in pochi mesi (i risultati parziali del sondaggio di Ciavula sono facilmente interpretabili), la percezione che ho è che se si votasse oggi il risultato elettorale sarebbe molto diverso. Bisognerebbe però offrire agli elettori un’alternativa capace di riappropriarsi del senso della politica di cui tu parli. È un imperativo morale per tutti coloro che non vogliono rassegnarsi alla decadenza e al declino di Caulonia. Siamo la barzelletta della Calabria per quanto riguarda la raccolta differenziata, non abbiamo politiche sociali (anzi, si tenta di frenare qualunque tentativo dal basso di dare sollievo ad una comunità economicamente devastata) e nessuna idea per lo sviluppo del paese. Mi sembra che si amministri solo per la vanità effimera di definirsi amministratori. Ma per fortuna cresce la consapevolezza dei cittadini cauloniesi e con essa il bisogno vitale di politica. Il presente è tetro ma qualcosa dal basso sta emergendo. Ed è con questa fiducia che voglio guardare al 2018. Buon anno anche a te, caro Ilario, e a tutti i cauloniesi.

Lettera aperta di Ilario Ammendolia al Direttore di Ciavula