‘Ndrangheta: cosche gioiosane e usura, chieste 11 condanne

‘Ndrangheta: cosche gioiosane e usura, chieste 11 condanne

Notizia tratta da: corrieredellacalabria

LOCRI Undici condanne e due assoluzioni sono state chieste dal sostituto procuratore Simona Ferraiuolo nei confronti degli imputati che hanno ottenuto il rito abbreviato nel procedimento “Typographic Acero”. Nello specifico, il pm ha chiesto la condanna di Nicola Agostino, 4 anni e 7000 euro di multa; Salvatore Agostino (collaboratore di giustizia), 2 anni e 8 mesi; Femia Antonio (collaboratore di giustizia); Domenico Calautti, 3 anni; Francesco Caruso, 3 anni e 4 mesi e 5000 euro di multa; Caterina Cherubino, 3 anni e 4 mesi e 5000 euro di multa; Antonio Malfone, 6 anni e 15000 euro di multa; Roberto Prologo, 6 anni e 8 mesi e 18.000 euro di multa; Giuliana Zavaglia, 3 anni e 4 mesi e 5000 euro di multa; Nicola Prota, 8 anni e 20000 euro di multa; Rocco Prota 6 anni e 11000 euro di multa.
Chiesta, inoltre, l’assoluzione per insufficienza di prove per Rocco Attacchi e Nicola Schirripa.

L’INCHIESTA E IL PROCESSO Scaturita dalle dichiarazioni del testimone di giustizia Nicodemo Panetta, imprenditore del settore tipografico, assistito dall’avvocato Michele Gigliotti, e ammesso come parte civile nel procedimento, l’inchiesta ha permesso di svelare un vasto giro di usura, controllato dagli uomini contigui alle cosche di ‘ndrangheta operanti nei comuni della fascia ionica della Locride: gli Ursino-Macrì e Jerinò di Gioiosa Jonica; i Rumbo-Galea-Figliomeni di Siderno; i Bruzzese di Grotteria ed i Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica. Le successive indagini hanno permesso di ricostruire la struttura del “locale” di ‘ndrangheta di Gioiosa Ionica, riconducibile alle famiglie Ursino-Macrì-Jerinò. I clan – ha svelato l’indagine – applicavano interessi usurari oscillanti tra il 50% ed il 500% annuale.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito.
Parti civili in questo procedimento si sono costituite, inoltre, la Regione Calabria, la città metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Gioiosa Jonica, la fondazione antiusura “Interesse uomo”, di don Marcello Cozzi, rappresentata dall’avvocato Josè Toscano, e l’ex fondazione “Paolo Borsellino” con l’avvocato Marco Cartisano.
La prossima udienza è prevista per il 29 gennaio per le arringhe difensive del nutrito collegio difensivo del quale fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Marco Sinopoli, Sandro Furfaro, Leone Fonte, Riccardo Misaggi, Rocco Romellano, Eugenio Minniti, Mario Mazza, Fabio Mesiti, Caterina Fuda, Giuseppina Iaria.
Sono in tutto 50 gli imputati in questo procedimento. Altre 37 persone state rinviate a giudizio e per loro il processo si sta svolgendo con rito ordinario nel Tribunale di Locri. Si tratta di Francesco Barbiero, Filippo Benci, Salvatore Buttiglieri, Luigi Cherubino, Giuseppe Demasi, Rocco Demasi, Massimiliano Fortunio, Rocco Fortunio, Corrado Franzè, Carlo Ierinò, Giuseppe Vincenzo Infusini, Domenico Antonio Jerinò, Giorgio Jerinò, Giuseppe Jerinò, Maria Jerinò, Francesco Jervasi, Giuseppe Loccisano, Giuseppe Lupoi, Rocco Macrì, Vincenzo Mesiti, Armando Napoli, Rocco Novembre, Rocco Oppedisano, Teresa Oppedisano, Vincenzo Parrelli, Salvatore Prota, Teresa Prota, Luigi Racco, Rocco Rodinò, Salvatore Rodinò, Vincenzo Sainato, Natale Scali, Pasquale Scali, Nicola Antonio Simonetta, Santa Ursini, Pasquale Zavaglia.

L’INFORMATIVA DELLA FINANZA L’attività investigativa è stata condotta dai militari della Guardia di finanza di Locri che a maggio del 2015, con una informativa di oltre 2000 pagine, hanno comunicato al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Berdardo (attualmente sostituto procuratore a Catanzaro), le risultanze delle proprie indagini che sono partite il 13 marzo 2013 da una iniziale denuncia presentata «da parte di un imprenditore di Gioiosa Jonica operante nel settore tipografico, il quale ha delineato una complessa attività di usura posta in essere ai suoi danni da più soggetti appartenenti e/o vicini ad alcune cosche di ‘ndrangheta operanti nei Comuni della fascia Jonica della Locride, quali “Ursino-Macrì” e “Jerinò” di Gioiosa Jonica, “Rumbo-Galea-Figliomeni” di Siderno, “Bruzzese” di Grotteria, “Mazzaferro” di Marina di Gioiosa Jonica». Nicodemo Panetta si presenta con una corposa documentazione bancaria ed extracontabile. Dalle indagini della Guardia di finanza, e dalle intercettazioni, emergono i nomi di decine di altre vittime di usura ed esercizio abusivo del credito. Diversi erano i metodi che gli usurai adoperavano per vessare le proprie vittime.
Uno di questi consisteva nel far comprare una macchina alla persona offesa, che si accollava il finanziamento a scadenza mensile, ricomprarla a un prezzo irrisorio per poi rivenderla a una cifra maggiore. Gli investigatori non hanno dubbi: emerge chiaramente che «uno dei mezzi maggiormente utilizzati dalle consorterie mafiose per ripulire il denaro illecitamente guadagnato è quello di prestare soldi a piccoli imprenditori e privati cittadini che versano in difficoltà economiche, ad interessi esorbitanti. Così facendo le organizzazioni criminali conseguono il duplice vantaggio di impiegare in modo redditizio i proventi di altre attività delittuose e di penetrare e controllare ulteriormente il tessuto economico e sociale della zona di influenza».

 Alessia Truzzolillo