Raccolta differenziata a Gioiosa Ionica: indietro non si torna

Raccolta differenziata a Gioiosa Ionica: indietro non si torna

A distanza di quasi un mese dall’inizio della raccolta differenziata “porta a porta”, la bella riflessione di un cittadino gioiosano come Vincenzo Mazzaferro (clicca QUI) – impegnato economicamente e socialmente nella nostra comunità – ci offre l’opportunità di operare qualche considerazione sull’innovazione voluta dall’Amministrazione Comunale di Gioiosa Ionica. Innovazione che è un grandissimo passo in avanti per tutti i gioiosani, che fa il paio con i miglioramenti già registrati nel comparto rifiuti complessivamente inteso.

Attuare la differenziata di tipo domiciliare, come avviene a Gioiosa per una parte importante del suo territorio, non è impresa assolutamente agevole (soprattutto se, per una legittima e condivisibile questione di risparmio di risorse pubbliche, si utilizza il personale interno e non si esternalizza il servizio). Sapevamo sin da prima che vi sarebbero state molte deficienze, molti ostacoli, molte contraddizioni: cambiare abitudini decennali dei cittadini, apprendere cosa significa in termini operativi differenziare il prodotto-rifiuto, disincentivare l’utilizzo dei cassonetti stradali ancora facilmente reperibili in gran parte del paese, organizzare in modo nuovo i lavoratori a disposizione del comune, ricalibrare la struttura burocratica del comune. Tutto assolutamente inedito, tutto assai complicato.

Limiti, evidentemente e oggettivamente, ve ne sono stati. E l’Amministrazione Comunale ha la sua parte di responsabilità, nel bene e nel male, come è giusto che sia. Su tutto, una campagna informativa e di sensibilizzazione che avrebbe potuto essere più stringente, con contenuti più incalzanti (per quanto, vi siano stati due incontri pubblici, la diffusione di un apposito volantino, l’allestimento di uno spazio web specifico sul sito istituzionale del Comune). O, ancora, l’utilizzo non sufficiente del personale e dei mezzi a disposizione (anche se, bisogna sempre rammentarlo, un piccolo ente locale non ha certo la possibilità tecnica ed economica di acquisire sul mercato tutta la dotazione di cui potrebbe aver bisogno).

Tuttavìa, senza nemmeno prendere in considerazione quelle che sono semplicemente speculazioni di mera natura elettorale, alcune delle polemiche e delle contestazioni di queste primissime settimane sbagliano bersaglio, sono poco fondate nel merito. Perchè una parte delle criticità riscontrate, a nostro avviso, appaiono assolutamente fisiologiche, di piena e prevedibile normalità: basta guardare l’esempio di scuola di Roccella Ionica, in cui ancora oggi si registrano situazioni di non piena collaborazione da parte dei cittadini (che magari utilizzano i cassonetti che si trovano nel territorio comunale di Caulonia o di Marina di Gioiosa Ionica). Perchè un cambiamento così grande e così innovativo, inevitabilmente, richiede una fase di rodaggio nei comportamenti quotidiani dei cittadini, fase che non è facile quantificare e che non può certo essere di breve durata (la situazione si assesterà fra qualche mese o anno, vista anche la necessità di allargare la differenziata “porta a porta” a tutto il territorio comunale). Perchè, in ogni caso, dalla raccolta differenziata “porta a porta” difficilmente si può tornare indietro, rappresenta al contrario la prospettiva futura di ogni comunità che voglia essere efficace nel comparto rifiuti (i congrui finanziamenti appena ottenuti da Comune di Gioiosa Ionica e da Unione dei Comuni della Valle del Torbido non potranno che ampliare e rafforzare il servizio).

L’aspetto decisivo, oggi, non è il fatto che il nuovo servizio di raccolta abbia difficoltà strutturali a funzionare in modo esemplare, che non sia ancora efficiente e puntuale per come dovrebbe essere in una condizione ideale: questa dinamica, al contrario, è assolutamente plausibile dopo un solo mese di esperienza concreta. La questione fondamentale, invece, è un’altra ed è di duplice natura, interroga in profondità le prospettive future della nostra comunità, sarebbe bene che politica e opinione pubblica se ne occupassero in modo lungimirante: (1) in primo luogo, va registrato il fatto importantissimo che Gioiosa Ionica abbia comunque  intrapreso una strada verso il suo sviluppo futuro (differenziare i rifiuti significa migliorare la situazione ambientale e liberare risorse economiche). Sono stati acquisiti mezzi e competenze, è stato allestito un centro di raccolta e stoccaggio, sono arrivati i primi denari pubblici per la vendita del materiale differenziato, si è formato un primo embrione di organizzazione del lavoro. Adesso, bisogna implementare quanto già fatto; (2) in secondo luogo, altra questione di importanza assoluta, è doveroso analizzare se le risorse logistiche del Comune saranno in grado di gestire la raccolta differenziata “porta a porta” sulla lunga gittata, soddisfando le esigenze di un territorio assai più ampio (si tratta di coprire tutte le utenze comunali) e in un tempo assai più lungo (il servizio non è una tantum, va reso strutturale). Per intanto, e non è poca cosa, la nostra cittadina ha ottenuto dalla Regione Calabria (vedi l’esito del bando di pochissime settimane fa) risorse aggiuntive per centinaia di migliaia di euro.

Bisogna insistere molto su questo punto, rifuggendo ogni “inquinamento” da slogan irrazionali e da polemiche tipiche di una campagna elettorale ormai prossima: sono stati ottenuti risultati importanti in mezzo anche ad alcuni limiti, adesso bisogna saper esaltare i primi e minimizzare i secondi.

Come sempre, si poteva e si potrebbe fare meglio, per quanto da parte di qualcuno sarebbe anche interessante capire come, con quali tempi, grazie a quali risorse. Una cosa appare certa: indietro non si torna e non si deve tornare. Se Gioiosa riuscirà ad avere un servizio di raccolta differenziata “porta a porta”, a trarne vantaggio sarà tutta la cittadinanza.  A prescindere da temporanee scadenze elettorali o contingenti divisioni di natura politica.