Cristiano Fantò in “De André secondo me”- smisurata preghiera

Cristiano Fantò in “De André secondo me”- smisurata preghiera

Nelle ultime settimane ho trascurato di aggiornare la rubrica “De André, secondo me.”
Mea culpa.
L’ultima canzone trattata è stata Princesa, tratta dall’ultimo album di De André, Anime Salve.
L’album in questione ha come tema fondamentale quello della solitudine, e si concentra sulla condizione di emarginazione in cui versano gli ultimi, coloro che per qualche strana ragione sono considerati diversi.
L’ultima canzone dell’album è “Smisurata Preghiera”, che rappresenta l’epitome dell’intero disco nonché, per molti aspetti, una sorta di manifesto della poetica di De André.
Nel testo, il cantautore genovese parla di una solitudine libera e scelta, presupposto necessario per vivere veramente e fino in fondo.
Smisurata Preghiera è una sorta di salmo di invocazione, una richiesta imprecante rivolta ad una qualche entità parentale che potrebbe identificarsi con Dio, affinché si accorga di tutti i torti subiti dalle minoranze.
La preghiera è considerata “smisurata” in quanto resterà certamente inascoltata ma viene fuori comunque, spontanea e travolgente.
L’elemento che più mi affascina del testo in questione è il riferimento a chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”.

Questa espressione è dotata di straordinaria potenza in quanto racchiude una visione del mondo, dell’umanità.
Viaggiare in direzione ostinata e contraria significa rifiutarsi di abbracciare passivamente il pensiero dominante, gli stereotipi imposti dalla società;
Significa mantenere vivo il proprio senso critico, nonché il desiderio di approfondire e conoscere senza mai limitarsi alla superficie;
Significa continuare ad interrogarsi sempre, laddove gli altri vanno avanti come pecore;
Significa scorgere un’alternativa, grazie alla capacità di osservare la realtà da un punto di vista nuovo e difforme da quello della massa;
Significa non rinunciare agli slanci degli ideali, non cedere i propri sogni alla legge del branco;
Significa guardare con attenzione agli ultimi, i quali, grazie all’imperfezione della loro esistenza, hanno sempre qualcosa da insegnare o da raccontare.

Per De André, è proprio chi viaggia in direzione ostinata e contraria, muovendo gli ultimi passi “tra il vomito dei respinti”, a consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità.
Ecco quindi che la preghiera, seppur smisurata in quanto probabilmente inascoltata, non descrive affatto una resa né trasmette rassegnazione: costituisce piuttosto un atto d’amore verso gli emarginati, un tentativo di far sentire la loro voce, il loro grido di disobbedienza, facendocene al contempo cogliere la dimensione fortemente umana.
De André ha sempre viaggiato in direzione ostinata e contraria, probabilmente è questo che lo ha reso straordinario.
Ciascuno è libero di affrontare il percorso a proprio modo; personalmente ritengo che quella ostinata e contraria sia la direzione

 

 

 migliore per cogliere l’essenza stessa del viaggio.

Smisurata Preghiera.

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
China e distante dagli elementi del disastro
Dalle cose che accadono al di sopra delle parole
celebrative del nulla
Lungo un facile vento
di sazietà, di impunità

Sullo scandalo metallico
Di armi in uso e in disuso
A guidare la colonna
Di dolore e di fumo
Che lascia le infinite battaglie al calar della sera
La maggioranza sta, la maggioranza sta
Recitando un rosario
Di ambizioni meschine
Di millenarie paure
Di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l’orribile varietà delle proprie superbie
La maggioranza sta
Come una malattia
Come una sfortuna
Come un’anestesia
Come un’abitudine

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
Col suo marchio speciale di speciale disperazione
E tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
Per consegnare alla morte una goccia di splendore
Di umanità, di verità

Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
E seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
Con improbabili nomi di cantanti di tango
In un vasto programma di eternità

Ricorda signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco
Non dimenticare il loro volto
Che dopo tanto sbandare
È appena giusto che la fortuna li aiuti
Come una svista
Come un’anomalia
Come una distrazione
Come un dovere.