Calabria, fallisce l’elezione alla Camera col PD, entra alla Regione con il centrodestra

Calabria, fallisce l’elezione alla Camera col PD, entra alla Regione con il centrodestra

Notizia tratta da: repubblica

REGGIO CALABRIA – Alla fine, Giacomo Mancini jr ce l’ha fatta. Un seggio lo ha avuto. Sebbene abbia mancato (e di molto) l’elezione in Parlamento nel collegio di Cosenza in cui era candidato per il centrosinistra, grazie ad una serie di incastri elettorali entrerà in Consiglio regionale. Ma per il centrodestra. Una combinazione possibile grazie ai riconteggi che oggi hanno catapultato il candidato di Fratelli d’Italia, Fausto Orsomarso in Parlamento: è entrato perché era il secondo nel listino proporzionale, mentre la prima, Wanda Ferro, è stata già eletta nel maggioritario nel collegio di Vibo Valentia, dunque gli ha “ceduto” il posto quando il nuovo conteggio dei voti ha fatto scattare un altro seggio per Fratelli d’Italia. Un domino che libera il posto di Orsomarso – entrato nel 2014 in assemblea regionale sotto le bandiere di Forza Italia e candidato il 4 marzo per Fratelli d’Italia – a beneficio proprio di Mancini. Che grazie alla storia dei suoi cambi di casacca, strappa uno scranno nonostante la rovinosa performance elettorale (è arrivato terzo tra i candidati dell’uninominale, dietro a M5s e centrodestra).

Elezioni, paradosso in Calabria: in parlamento col PD e in regione con Forza Italia

Nato socialista, nel corso della sua ventennale carriera politica ha cambiato bandiera e schieramento diverse volte, scegliendo a fasi alterne il centrodestra o il centrosinistra. Nipote e figlio d’arte – suo nonno è l’ex segretario Psi e ministro della Sanità e dei Lavori pubblici nei governi Moro e Rumor Giacomo Mancini senior – inizialmente segue la tradizione di famiglia. Già nel 2001 però entra in Parlamento con i Ds, cinque anni dopo invece sceglie la Rosa nel pugno (che riunisce radicali, socialisti e liberali) per tornare alla Camera. Due anni dopo torna ai socialisti e manca l’elezione. Tanto è bastato, a quanto pare, per convincerlo ad abbracciare con entusiasmo e convinzione il credo del Pdl di Silvio Berlusconi, abbandonando il centrosinistra per schierarsi con convinzione a destra. La capriola non lo premia nelle urne (alle europee manca l’elezione), ma gli vale un posto nella Giunta guidata da Giuseppe Scopelliti come assessore regionale esterno con delega al Bilancio, Programmazione e Fondi comunitari. Un paracadute che magari lo ha convinto a rimanere nel centrodestra almeno fino al 2014, quando strappa una candidatura in lista alle regionali, ma manca per un soffio il posto in Consiglio. Esattamente quello che recupera adesso, all’indomani di una nuovo cambio di casacca e una sonora sconfitta elettorale come candidato del centrosinistra.

Una situazione paradossale, che tuttavia non ha mai turbato l’inquieto politico. “Nel 2014 mi sono candidato nelle liste di Forza Italia, ho preso 7mila voti di preferenza, che sono voti personali – si è difeso Mancini jr, intervistato prima del 4 marzo – Questo non mi può certo impedire di continuare a fare politica”.

E il radicale cambio di schieramento? “Io sono sempre stato socialista” si è limitato a dire, ma a tutti ha promesso: “Rimarrò nel centrosinistra dopo le elezioni, da parlamentare se verrò premiato dai miei concittadini, da privato cittadino se sceglieranno altri. Se poi questo complicato meccanismo mi dovesse far entrare in Consiglio regionale, passerò nei banchi del centrosinistra “. Adesso però toccherà vedere se e in che misura a quelle promesse deciderà di tenere fede.

Alessia Candito