Caso Tari: La proposta che il Direttore di Ciavula inviò l’anno scorso a Caterina Belcastro. Proposta ignorata, ed ora arrivano le batoste ai cittadini!

Caso Tari: La proposta che il Direttore di Ciavula inviò l’anno scorso a Caterina Belcastro. Proposta ignorata, ed ora arrivano le batoste ai cittadini!

Nel dicembre dello scorso anno il Direttore di Ciavula, Giovanni Maiolo, inviò questa proposta a Caterina Belcastro, sindaco di Caulonia. Il Sindaco non rispose mai ed oggi ai cittadini cauloniesi arrivano bollette della Tari spropositate:

Gentile Caterina Belcastro,

ti scrivo questa lettera aperta perchè continuo a sperare che valga ancora la pena avanzare proposte concrete per migliorare il nostro paese.

In realtà non nutro molte speranze di venire ascoltato alla luce di tentativi passati assolutamente ignorati dall’amministrazione di cui eri vicesindaco.

Mi riferisco ad una proposta concreta e realizzabile di avvio della raccolta differenziata dei rifiuti che riporto nuovamente:

Lettera aperta del Direttore di Ciavula a Ninni Riccio sulla differenziata

Anche in questo caso scrivo di rifiuti, nel dolore di vedere Caulonia unico paese del comprensorio a non avere ancora avviato la raccolta differenziata, avanzando un’altra piccola proposta, immediatamente realizzabile A COSTO ZERO qualora ci fosse la volontà politica della tua amministrazione comunale.

Partiamo da un assunto: ridurre la quantità di rifiuti conviene. E conviene per una duplice ragione, di ordine ambientale e di ordine economico.

Partiamo dalla prima. Mi rifaccio a quanto scritto dal Guardian, uno dei più importanti quotidiani del pianeta: “Nel 2016 nel mondo sono state vendute 480 miliardi di bottiglie di plastica, e si stima che nel 2021 le vendite arriveranno a 583 miliardi, scatenando una crisi ambientale che secondo gli esperti potrebbe avere effetti sul pianeta comparabili a quelli del riscaldamento globale”. E qui si parla “solo” di acqua imbottigliata, senza considerare gli altri imballaggi di plastica. Scrive Internazionale che “Ogni anno negli oceani vanno a finire tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica, mettendo in pericolo i pesci, gli uccelli e altre forme di vita. Questi materiali fanno già parte della nostra catena alimentare. Scienziati dell’università di Ghent, in Belgio, hanno calcolato che le persone che mangiano pesce ingeriscono fino a undicimila piccoli pezzi di plastica ogni anno”.

Com’è risaputo la plastica è un derivato del petrolio. I tumori e altre gravi malattie sono in crescita. Tutelare l’ambiente significa tutelare la nostra salute.

Seconda ragione. Se a Caulonia si consumasse meno plastica, si ridurrebbe la quantità di indifferenziata (in mancanza di raccolta differenziata) da smaltire. Meno quantità uguale meno spese per il comune uguale meno tasse per i cittadini.

Un modo per ridurre il consumo di plastica, come sostiene da molto tempo l’ex consigliere comunale Franco Portaro, potrebbe essere quello di incentivare la vendita di prodotti, quali i detersivi, sfusi. E per farlo si potrebbero applicare delle agevolazioni sulle imposte comunali, in particolare su quella relativa ai rifiuti.

Si dovrebbe decidere di ridurre la TARI di una percentuale da definire (perchè l’incentivo funzioni suggerisco una riduzione anche del 50%) a tutti quegli esercizi commerciali che accettassero di vendere detersivi sfusi. I commercianti (in particolar modo i supermercati ma anche i piccoli negozi alimentari) avrebbero un vantaggio immediato (pagare meno imposte) e i cittadini risparmierebbero due volte: perchè si recherebbero a comprare il detersivo sempre con lo stesso contenitore, dovendo sostenere solo le spese per il contenuto e non nuovamente per l’imballaggio e perchè nel medio periodo, qualora il sistema funzionasse (con la speranza che nel frattempo si avvii anche la raccolta differenziata), si potrebbe ridurre la tassa sui rifiuti.

Questo sistema potrebbe andare ben oltre i detersivi sfusi e riguardare anche la pasta, il riso, i legumi ed una grande varietà di prodotti.

Per farlo il Comune di Caulonia non dovrebbe investire nemmeno un centesimo. E’ chiaro che riceverebbe meno introiti dalla TARI degli esercizi commerciali che decidessero di aderire al sistema di vendita dei prodotti sfusi, ma recupererebbe economicamente mandando meno rifiuti in discarica e quindi pagando di meno per lo smaltimento.

Ovviamente servirebbe uno sforzo politico e comunicativo per promuovere l’iniziativa e questa testata è disponibile a fare la sua parte, qualora ritenessi questa piccola proposta degna di essere presa in considerazione.

Altri comuni in Italia già lo fanno, a quanto sembra con ottimi risultati.

Ti ringrazio per l’attenzione e ti saluto cordialmente.

Giovanni Maiolo