Scoop Ciavula: è scontro tra gli amministratori cauloniesi e la responsabile dell’area finanziaria. Dissesto più vicino

Scoop Ciavula: è scontro tra gli amministratori cauloniesi e la responsabile dell’area finanziaria. Dissesto più vicino

Ciavula è entrata in possesso di una missiva che ieri la responsabile dell’area finanziaria del comune di Caulonia, Dott.ssa Clara Mercuri, ha inviato al sindaco, al segretario generale, al revisore dei conti e ai capigruppo consiliari, da cui si evince il tentativo degli amministratori di scaricare la responsabilità della mancata approvazione del consuntivo nei termini stabiliti.

A quanto pare in data 26/04/2018 una nota firmata dal sindaco di Caulonia, Caterina Belcastro, avrebbe “rimproverato” la Mercuri in merito alla scelta di individuare una società a supporto dell’attività del suo ufficio, la Ratio Srls, che sarebbe costata 16mila euro. Nella stessa lettera la Mercuri veniva richiamata al rispetto dei tempi per l’approvazione del consuntivo 2017. Precisiamo che non abbiamo avuto accesso a questa lettera e ne abbiamo ricostruito il contenuto, deducibile anche dalla replica della Mercuri, ma sarebbe utile a questo punto che diventasse di dominio pubblico per permettere un dibattito il più possibile aperto su quanto sta accadendo tra le mura del palazzo comunale.

Nella sua replica la Dott.ssa Mercuri, partendo dalla precedente nota del sindaco, chiarisce le fasi che hanno portato all’incarico alla Ratio Srls. Questa la ricostruzione che ne viene fatta.

Con una delibera del 5 marzo la giunta comunale, rilevando il deficit del comune di Caulonia, riteneva di supportare l’ufficio finanziario avvalendosi di un soggetto esterno individuato nella società Ratio srls “Servizi e consulenze per enti locali, management e consulting”.

La giunta quindi deliberava atto di indirizzo alla Mercuri (protocollo 3069) affinchè affidasse il servizio, cosa che avveniva il 12 marzo.

E qui cominciano i problemi. Secondo la dirigente la Ratio Srls procede a sottoporre una relazione al sindaco, all’assessore al bilancio Attilio Tucci e al segretario generale, senza farla visionare alla dirigente, scavalcandola totalmente e, citando le sue stesse, dure, parole, minando “la fiducia che deve necessariamente sussistere nei confronti di un consulente”.

Mercuri aggiunge: “le osservazioni della sottoscritta non vanno considerate come indice di contrasto ma come diversa interpretazione delle norme”.

Quindi la decisione di incaricare la società in questione sarebbe stata assunta dalla giunta e solamente eseguita dalla dirigente. In più sorge un contrasto sulle norme: quali norme? Sarebbe interessante che gli amministratori ce lo spiegassero.

Nella seconda parte della lettera, Mercuri difende il suo operato e respinge al mittente le responsabilità relative alla “mancata trasmissione alla giunta dello schema di rendiconto e della relazione in scadenza al 30 aprile”, precisando che, secondo il decreto legislativo 267/2000 “prima dell’inserimento nel conto del bilancio dei residui attivi e passivi l’ente locale provvede all’operazione di riaccertamento degli stessi” e che “la competenza in ordine all’approvazione dell’elenco dei residui attivi e passivi da inserire nel rendiconto dell’esercizio è attribuita alla giunta comunale”.

Pertanto il 7 marzo la dirigente dell’area finanziaria provvedeva a trasmettere a tutti i responsabili di area le schede per il riaccertamento dei residui (prot. 3239) invitandoli a ritrasmetterli entro il 16 marzo eppure, scrive ancora Mercuri, “ad oggi (30 aprile 2018) non tutti i responsabili di area hanno provveduto a completare l’operazione di riaccertamento”.

“Pertanto – conclude su questo tema la Mercuri – non avendo ancora la giunta approvato l’elenco dei residui attivi e passivi, non è possibile proporre lo schema di rendiconto e la relazione”.

Insomma, la responsabilità non sarebbe da attribuire all’area finanziaria, a cui sarebbe stata affiancata una società di consulenza che l’avrebbe scavalcata relazionando direttamente al sindaco, ma ad una mancata delibera della giunta, conseguenza di una macchina amministrativa che non avrebbe effettuato negli stretti tempi indicati le operazioni di riaccertamento.

Il quadro che emerge è estremamente preoccupante. Si rischia di disattendere le indicazioni perentorie del prefetto di informarlo entro cinque giorni dalla ricezione della sua nota (che sarebbe avvenuta venerdì scorso) di quanto deciso dal consiglio comunale. Consiglio comunale che ad oggi non risulta ancora convocato. E il dissesto, con tutte le sue inevitabili e gravose conseguenze per i cauloniesi, sembra sempre più vicino grazie alla cattiva amministrazione del Pd e di Forza Italia.

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